Congedo di un lettore devastato e vile

Sul numero 49 della rivista Atelier, che inaugura il suo tredicesimo anno di vita, il codirettore Marco Merlin, poeta (sotto lo pseudonimo di Andrea Temporelli ha pubblicato per la collana bianca di Einaudi Il cielo di Marte), mi indirizza una lettera aperta, di critica e di congedo in quanto mio lettore. Ho chiesto a Merlin …

Settimana di fuoco – Il Miserabile a Roma per presentare “Tu sei lei” e “Hitler”. Venerdì, alle “Invasioni Barbariche”. Poi in Germania per il Misterioso Reportage.

E' una settimana di fuoco per il sottoscritto che, superando la paralisi parkinsoniana indotta dal colpo della strega e un'otite che nemmeno Jack Bauer sotto tortura in Cina, si muoverà instancabilmente per lo Stivale e oltre. Ecco l'agenda, riprodotta nel caso Miserabili Lettori di stanza a Roma fossero interessati e, venerdì, Miserabili Lettori ovunque residenti …

Kafka: ‘Il cavaliere del secchio’

di Franz Kafka Consumato tutto il carbone; vuoto il secchio; inutile la pala; la stufa che respira aria gelida; la stanza gonfia di gelo; davanti alla finestra, gli alberi rigidi nella brina; il cielo, uno scudo d’argento contro chi cerca da lui un aiuto. Devo procurarmi del carbone; non posso certo morire congelato; dietro di …

Adrienne Rich: ‘Notte bianca’

Luce a una finestra. Una donna è sveglia in quest’ora immobile. Noi che lavoriamo così abbiamo lavorato spesso in solitudine. Ho dovuto immaginarla intenta a ricucirsi la pelle come io ricucio la mia anche se con un punto diverso. Alba dopo alba, questa mia vicina si consuma come una candela trascina il copriletto per la …

René Char: ‘Pienamente’

Quando le nostre ossa ebbero toccato terra, Crollandoci giù per il volto, Amor mio, nulla fu finito. Un amore fresco giunse in un grido A rianimarci e a riprenderci. E se l'ardore s'era ammutolito, La cosa che continuava, Opposta alla vita morente, All'infinito s'elaborava. Ciò che avevamo visto galleggiare Fianco fianco al dolore Era là …

Philip Levine: ‘Cos’è il lavoro’

Facciamo una lunga fila nella pioggia alla Ford Highland Park. Per un lavoro. Sai cos'è un lavoro - se sei grande abbastanza per leggere qui sai com'è lavorare, anche se magari non lo fai. Ma lasciamo perdere te. Questa roba parla di gente che aspetta, passando da una gamba all'altra. Di quando senti una pioggia …

Iosip Brodskij: ‘Sonetto’

Peccato che per te la mia esistenza diventata non sia quello che invece per me la tua esistenza è diventata. ... Dal mio deserto vecchio un'altra volta lancio in un cosmo di filo spinato un mio soldino stemmato, tentando di celebrare disperatamente un momento d'accordo... Chi non sa sostituire il mondo con se stesso, gira …

Czeslaw Milosz: ‘Orfeo ed Euridice’

In piedi sui lastroni del marciapiede all'ingresso dell'Ade Orfeo si piegava nel vento impetuoso, che sbatacchiava il suo cappotto, sollevava gomitoli di nebbia, si rivoltava tra le foglie degli alberi. Le luci delle auto a ogni soffio di nebbia si smorzavano. Si fermò di fronte alle porte a vetri, incerto se gli bastassero le forze …

Kurt Vonnegut: “Alla larga dalla vita!”

A tutti i non-nati, a tutti i nascituri, a tutti gli innocenti grumetti di indifferenziata nientità: Alla larga dalla vita! Io me la sono beccata, la vita. io mi sono ammalato di vita. ero anch’io un batuffolo di indifferenziata nientità, e poi , pifff, s’è aperto all’improvviso uno spiraglio, uno spioncino. Luce e rumore si …

Rilke: ‘La canzone di Orfeo alle Sirene’

Non sono riconosciuti i dolori? L'amore non è appreso? Ciò che nella morte ci allontana non è rivelato? Siamo sempre sospinti. Ma il passo del tempo non è che un'inezia che sempre permane. Quello che si sottrae è più tuo. Timorosi desideriamo un sostegno, noi troppo giovani per l'antico e troppo vecchi per ciò che …

Una poesia di Andrea Zanzotto

Là sul ponte   Là sul ponte di san Fedele dove la sera abbonda di freddo fieno e dove la pioggia raccoglie tutte le sue vele madide c’è da ieri una fanciulla bionda che ha un nome come una corona e che ha perduto per sempre una mano per salutare una rosa. Sulle rive oscure …

Henry Kissinger incontra a diecimila metri il fantasma di Aldo Moro

di Giuseppe Genna 800 km/h. 9.700 m di altezza. Henry Kissinger, quello che conosciamo tutti, volava infastidito verso l’Europa, un continente che gli dava fastidio. Il fastidio è il trono vacante dove i giorni sistemano il proprio uomo di paglia. Ogni giorno, un regicidio. A fastidio si sostituisce fastidio. Non c’è pace in questa processione …