Rilke: ‘La canzone di Orfeo alle Sirene’

rilkeorfeoNon sono riconosciuti i dolori?
L’amore non è appreso?
Ciò che nella morte
ci allontana non è rivelato?

Siamo sempre sospinti.
Ma il passo del tempo
non è che un’inezia
che sempre permane.

Quello che si sottrae è più tuo.
Timorosi desideriamo un sostegno,
noi troppo giovani per l’antico
e troppo vecchi per ciò che non è mai stato.

La dolcezza del pericolo che matura
sa che abbiamo tempo.
Solo la morte silenziosa sa che siamo
e qual è il suo guadagno, quando presta.

L’infanzia profonda e promettente,
si fa – poi – silenziosa dalle radici?

Se una volta era gioia
non era di nessuno.
Cosa c’era di reale in questo?
Che desidera il mutamento?

Ciò che si chiude nel restare
è già irrigidito.
Lo spirito progettante che governa la terra
niente ama più del punto di svolta.