Quando le nostre ossa ebbero toccato terra,
Crollandoci giù per il volto,
Amor mio, nulla fu finito.
Un amore fresco giunse in un grido
A rianimarci e a riprenderci.
E se l’ardore s’era ammutolito,
La cosa che continuava,
Opposta alla vita morente,
All’infinito s’elaborava.
Ciò che avevamo visto galleggiare
Fianco fianco al dolore
Era là come in un nido,
E i suoi due occhi ci univano
In un nascente consenso.
La morte non era cresciuta
Nonostante grondanti lane,
E la felicità non cominciata
In ascolto delle nostre presenze;
L’erba era nuda e calpestata.
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