J. G. Ballard: “Qual è la strada per lo spazio interiore”

ballarddi J.G. BALLARD

[Il grande scrittore James G. Ballard è morto ierisera, dopo lunga malattia. E’ uno degli autori più importanti del secondo Novecento e dell’inizio di questo secolo. Impensabile, senza di lui, lo sviluppo della fantascienza, dell’elaborazione di immaginari apocalittici oggi dominanti e reversibili, grazie alla scrittura ballardiana, in armi di liberazione dal condizionamento collettivo. Per questo J.G. Ballard è un autore eminentemente politico e uno dei pochi maestri contemporanei. Riporti qui la traduzione del suo fondamentale intervento apparso nel maggio 1962 su New Worlds. gg]

Uno sventurato sottoprodotto della corsa allo spazio tra Russia e America e dell’immensa pubblicità riversata sugli astronauti in gara, è probabilmente l’identificazione ancor più stretta, nella mente del pubblico, della fantascienza con i razzi e con le pistole a raggi di Buck Rogers. Se la SF ha mai avuto una possibilità di sfuggire a questa identificazione (dalla quale derivano in gran parte i suoi mali presenti) presto tale occasione sarà svanita e il riuscito atterraggio dell’uomo sulla Luna dovrebbe sancire definitivamente questa immagine. Invece di salutare l’apparizione dell’eroe in tuta spaziale con un brontolio di disapprovazione, i lettori comuni saranno delusi quando non troveranno i classici parafernalia (cervelli robotici e hyperdrive), così come molti spettatori rimangono annoiati a morte se un western non contiene almeno una bella sparatoria. C’è stato qualche tentativo di western senza pistole, ma sembravano storie di boscaioli. Uno dei miei timori come lettore di fantascienza è che nel prossimo futuro i prodotti più seri, attualmente l’unica ragion d’essere della SF, possano essere relegati, a meno che non si rilanci drasticamente il genere, nello stesso limbo anemico occupato dagli altri generi letterari languenti, come i racconti di fantasmi e le storie investigative.
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