Czeslaw Milosz: ‘Orfeo ed Euridice’

In piedi sui lastroni del marciapiede all'ingresso dell'Ade Orfeo si piegava nel vento impetuoso, che sbatacchiava il suo cappotto, sollevava gomitoli di nebbia, si rivoltava tra le foglie degli alberi. Le luci delle auto a ogni soffio di nebbia si smorzavano. Si fermò di fronte alle porte a vetri, incerto se gli bastassero le forze …