Tre pagine sul romanzo Hitler su Mucchio Selvaggio

hitlercovermedia.jpgDevo ringraziare la direzione e lo staff tutto del mitologico mensile Il Mucchio, che mi annovera da tempo tra i suoi affezionati lettori. In questo numero appaiono infatti una splendida recensione al romanzo Hitler (con motivate perplessità incluse) e uno speciale/intervista di tre pagine. L’intervista è frutto di una lunga telefonata con il critico Alessandro Besselva, che si è sobbarcato in tempi record la lettura del romanzo e mi ha posto domande che considero decisive per l’autore del libro e, spero, siano utili ai lettori interessati. L’intervista di Alessandro Besselva è tra le più belle e complesse che mi siano state fatte in Italia da quando pubblico: a lui rivolgo complimenti e ringraziamenti, perché non so come sia riuscito a estrarre un pezzo tanto preciso e stilisticamente bello da un flusso logorroico telefonico come quello che ho emanato.
Purtroppo non dispongo della versione digitale della recensione del
Mucchio. Qui sotto, la versione pdf delle tre paginate di intervista.

Autori – Giuseppe Genna

ilmucchio.jpgOpera dalla monumentalità quasi metafisica e di grando impeto morale, di difficile classificazione e a lungo meditata, Hitler (Mondadori) di Giuseppe Genna cerca di disgregare il mito del dittatore nazista attraverso una grande fede nel potere della letteratura. Operazione ambiziosa e riuscita che indaghiamo attraverso le parole dell’autore
di ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
Le tre pagine del Mucchio

“la Repubblica”, edizione Milano: intervista su Catrame e Hitler

Intervista con lo scrittore, in libreria con la riedizione di “Catrame” e il nuovo romanzo “Hitler”

Apocalittico e disintegrato
il ritorno di Giuseppe Genna

di GIAN PAOLO SERINO
romanzohitler_repubblicamil.jpg«Quella che descrive Genna è una Milano cupa e intensa: strappa dal già visto cortili, sotterranei, scali ferroviari, ex macelli»: così Fruttero e Lucentini hanno sintetizzato «la scrittura adrenalinica» di Giuseppe Genna, appena tornato in libreria con l´ormai introvabile Catrame, pubblicato per la prima volta nel 1999, e con il nuovo romanzo Hitler (entrambi per Mondadori).
Nato a Milano il 12 dicembre 1969, Genna è stato il primo scrittore italiano ad indagare tra le macerie morali degli anni ´70 facendoli diventare un “romanzo criminale”: con la sua Trilogia Nel nome di Ishmael, Non toccare la pelle del drago e Grande Madre Rossa – ha raccontato la storia italiana più recente riportando la narrativa al ruolo pasoliniano di letteratura civile, del romanzo inteso non solo come fiction ma come “impegno”. Perché Giuseppe Genna l´unico vero romanzo che sembra aver scritto è quello della sua vita: nato a Milano lo stesso giorno della strage di Piazza Fontana, è cresciuto a Calvairate, dove la periferia si imprime spesso nell´anima, è stato redattore del mensile “Poesia”, ha lavorato ad una delle prime emittenti televisive private, “Telereporter”, e a soli 25 anni, nel 1994, è stato collaboratore del Presidente della Camera Irene Pivetti. I suoi libri sono tradotti negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Giappone.
In Catrame scrive del dopo ´68 come di «una morte lenta, stupidissima, di una generazione intera: la normalità».
«E´ quanto è accaduto, esclusa la parentesi del ´77. Dalla creatività al piombo fino a Moro: un percorso che ha mostrato come non fu una rivoluzione della borghesia. I leader di quella generazione dove sono finiti? E oggi non scontiamo forse quella deflazione emotiva e psichica che io chiamo “normalità”, ma che è pura alienazione, insicurezza, assenza di desiderio?».
Esponenti di destra e di sinistra, come scrive nel romanzo, hanno «inghiottito l´ideologia come un affamato si mangia vivo un animale, per sfamarsi al di là del disgusto, per non morire d´inedia».
«Il paradigma è mutato proprio per questo processo. Io non vedo destra e sinistra, vedo reazionariato un po´ ovunque. Oggi viviamo un diverso paradigma sociale e politico: è la periferia contro il centro, i diseredati (tra cui possiamo annoverare gli ex borghesi) e i privilegiati, gli invisibili e i fin troppo visibili. In mezzo: la scomparsa della cultura».
Come scrive, sempre in Catrame, è «una lotta senza dignità o bellezza, la lotta di acrobati fallimentari, che non si preoccupano più della bellezza dell´esercizio: cercano solo di arrivare alla sponda opposta sani e salvi…».
«La conflittualità esisterà sempre, anche se sottotraccia. Non credo ci sia da illudersi che lo scontento generalizzato del nostro decennio creerà solo sismi in Borsa. E´ ancora presto, ma credo che Milano sia sull´orlo di un drammatico abisso: o ci cade dentro o se ne sottrae con uno scatto che, probabilmente, avrà esso stesso qualcosa di drammatico».
In tutti i suoi libri racconta la «Milano bella, intensa e cupa» ma anche la Milano delle case popolari di Calvairate, di Quarto Oggiaro…
«Negli immensi quartieri popolari si annidano tutte le contraddizioni pronte a esplodere: mafia nell´assegnazione degli appartamenti, immigrazione che gli italiani ridurrebbero in un unico CPT tipo via Corelli, parabole satellitari un balcone sì e uno no, anziani che stanno morendo e che ricordano un´altra Italia. Da lì verranno mutamenti, a mio parere».
hitlercovermedia.jpgNelle librerie, intanto, è appena uscito Hitler: una biografia romanzo non sulla follia di Hitler ma sul suo essere una «non persona».
«Hitler è semplice un insieme di quadri, di scene, che mostrano questa non-persona, dalla culla al bunker e anche oltre, nel post-mortem. L´esistenza di Hitler è sorprendente. Penetrato purtroppo nell´immaginario pop, Hitler va distrutto proprio su quel piano: la sensazione di conoscere cosa fu non ha nulla a che vedere con la sua allucinante giovinezza, i suicidi delle sue donne e, soprattutto, col fatto che ci si trova a che fare con una bolla vuota in forma umana, che non intrattiene alcuna empatia con gli altri umani. Il romanzo è proprio il tentativo di suturare letterariamente la ferita tra umano e umano che garantisce una vittoria postuma a Hitler».
Hitler ruota attorno a una crepa, a una rottura, i cui lembi sono due pagine nere tratte da Apocalisse con figure che lesse lo scorso anno in anteprima a “Officina Italia” a Milano.
«Sì, è il perno del libro: un kaddish privato, composto da parole non mie, bensì di poeti, storici e soprattutto sopravvissuti alla tragedia della Shoah. Da quelle parole diventa leggibile in quale senso io tratti il “personaggio” Hitler, che impone la crepa, la ferita».

Dal romanzo Hitler: l’installazione APOCALISSE CON FIGURE

hitlercovermedia.jpgCome già annunciato, tutto il romanzo Hitler ruota attorno a una crepa, a una rottura, i cui lembi sono due pagine nere: si tratta del kaddish personale Apocalisse con figure (un titolo mutuato da Grotowski), il cui testo è stato anticipato inedito da l’Unità e letto a Officina Italia a Milano, in una versione ridotta e differente rispetto alla sezione interna al libro. Potete leggere una delle versioni qui e qui ascoltarne la lettura, mentre qui è acquistabile il libretto cartaceo della versione integrale stampato su Lulu.com.
Prima della chiusura per ferie invernali, su questo sito ho deciso di tentare la traduzione in slideshow di Apocalisse con figure: si tratta ovviamente di un analogon, che cerca di rispettare il comandamento poetico ed etico che viene conferito da Claude Lanzmann a qualunque tentativo di intrudersi storicamente o, peggio, esteticamente, nella questione della Shoah. Non ho dunque creato un’installazione come quelle già realizzate – qui non esiste alcun intento artistico, bensì il tentativo di abolire la vista a favore di quella che Lanzmann chiama “trasmissione” e Celan “testimonianza”.
Non è dunque un’installazione: come il romanzo Hitler è un romanzo, così questa è una installazione.
Al solito: essa è scaricabile e visionabile in versione html per Mac e Pc, oppure solo per Pc in file eseguibile (per vedere a schermo intero, cliccare sulla freccina obliqua arancione in basso, una volta downloadato il file e fattolo partire). Dato il peso, che si aggira intorno ai 5 megabyte, si consiglia il download a chi disponga di adsl o banda larga.
Apocalisse con figure – slide – versione html (4.9M)