Uno degli ultimi capitoli da 'Medium', il libro pubblicato anni fa in forma digitale allargata e in print on demand. Chi desidera comprendere, può leggersi tutto quanto desidera, gratuitamente, ai link indicati, scaricando la versione integrale...
Miserabile intervista sulla scrittura
"Esiste per me un piano fonico che è irrinunciabile. Sono per l’abbattimento dei generi all’interno del romanzo, ma lo sono anche tra due macrogeneri che invece vedo essere in perfetta continuità: cioè prosa e poesia..."
Henry Miller su Jack Kerouac
"Jack Kerouac ha violentato a tal punto la nostra immacolata prosa che essa non potrà più rifarsi una verginità. Sarebbe insensato dire che è uno scrittore freddo, cool. Anzi: è caldo, hot, incandescente. E mentre è lontano, distaccato, è anche vicinissimo ed espansivo, un fratello carnale, un alter ego. E' qui e in ogni luogo, una specie di Ognuno..."
Invecchiamento
"La nostra generazione è stata vittima, anche di se stessa, però anche del mondo, e di una accelerazione indebita sperimentata qua a Occidente. Inserita in un unico quadro di salti, di sismi, di singulti e, è nitido, di sangue altrui... Invecchiando, l'esigenza di redenzione diventa sempre più debole..."
Mozzi: ‘Amore’. Da ‘Il male naturale’
Compio nuovamente un gesto che nel 1998 costò parecchi problemi a Giulio Mozzi: la pubblicazione del suo racconto 'Amore', a mio parere uno dei più perfetti pubblicati in Italia negli ultimi 25 anni. Dal libro che ora è nuovamente disponibile, grazie a Laurana.
Tu cavalchi un toro morto, Europa
"... Tu cavalchi un toro irsuto, Europa, morto, di spine in metallo e di sarcomi accesi, le corna consumate dal vento e incrinate dal tempo..."
Alfredo Giuliani: su Wallace Stevens
Uno dei padri della Neoavanguardia italiana entrò nel 1992 in quel regno "di ghiaccio e di fuoco" che è la poesia di Wallace Stevens. "L'angelo necessario" messo a nudo negli ultimi tempi italiani in cui la poesia è esistita, è stata vista.
Pakistan reportage: morte della Dea
A inizio 2007, inviato per una testata, feci un viaggio: in Pakistan. C'erano le elezioni. Mi inoltrai nel cuore atomico della nazione più instabile e cruciale di questa epoca. Tornato in città, in un delirio di petali, fui sfiorato da una strage e vidi morire Benazir Bhutto. Ecco il testo inedito di quel reportage.
Metafisica, epica, tragedia: Lukács
"L'arte, questa realtà visionaria del mondo a noi conforme, è diventata con ciò stesso autonoma: non è più una copia, poiché tutti i suoi modelli sono sprofondati". L'immane potere del contraddirsi: dalla metafisica all'epica alla tragedia, usando Lukács, per tacere di Benjamin.
DeLillo e i “personaggi planetari”
La nuova universalità dei personaggi-perno che Don DeLillo anima in "Libra" e "Cosmopolis": sagomature bidimensionali di una realtà che tende all'evaporazione, non risparmiando nulla del massimalismo letterario. Mimesi, identità, spazio psichico e azione in DeLillo: uno splendido saggio di P. Trevisan.
Su NON IO di Filippo Robboni
"Entrai in contatto con alcune immagini che non lo erano. Erano sfregi al tempo, non sfregi procurati dal tempo. Strappi, dilacerazioni. Di cosa? Dell’immensa carne, questo aggregato colloidale che è il nostro eden o il nostro carcere, in cui siamo e ci muoviamo, la carne tutta intrisa di io..."
Essere visti
"Io, l'antipatia di tutti i ciechi e di tutti gli storpi e tuttavia per me stesso troppo cieco e troppo storpio a mia volta a me stesso, anzi, così profondamente molesto in tutto ciò che, anche solo da lontano, mi rende affine ai troppo saggi e ai sofisti, ai barbari e ai belli spiriti e così pieno di speranza, così pieno dell'esclusiva aspirazione a una vita più bella..."