La radice metafisica verso la quale che Dante escava nella "Vita Nova" - indicazioni di ordine pratico, ancorché esoterico. L'ascesi come ascesa, avendo come calamita una chiara visione, e l'esame del processo di pensiero che conduce alla consapevolezza, facendo leva sui presupposti di quella visione. Il passo finale che ha aperto, in epoca moderna, l'interpretazione sovraspirituale di Dante: "So io che parla di quella gentile, | però che spesso ricorda Beatrice, | sì ch'io lo 'ntendo ben, donne mie care".
Su ‘Orwell’: Italia zombi
Un intervento sul supplemento culturale di "Pubblico" diretto da Christian Raimo: una visuale prospettica sull'Italia contemporanea, partendo da Arbasino e passando per Sciascia, per definire una sagomatura del contesto incivile di un Paese Senza che è diventato un Paese con troppi Con, svuotandosi di amore e mito storico...
Teresa Ciabatti: su ACQUA NERA di Joyce Carol Oates
L'autrice de "I giorni felici" compie un raid nel monologo allucinato che Joyce Carol Oates, pluricandidata americana al Nobel letterario, dedica alla morte della segretaria di Ted Kennedy, nello sciagurato incidente a Martha's Vineyard che eliminerà per sempre il Senatore dalla corsa alla Casa Bianca. Un'eroina femminile che diviene filo metastorico nella produzione narrativa dell'autrice di "Acqua nera".
Hrabal: “Manuale dell’apprendista sbruffone”
Un testo sfrenato del genio ceco di 'Treni strettamente sorvegliati': "... Nel luglio afoso mi tiro dietro lo slittino di dicembre, nei caldi giorni estivi, per rinfrescarmi, mi bevo i soldi destinati al carbone per scaldarti d'inverno, tremo continuamente di paura perché la gente non trema di paura per quanto la vita è breve..."
Sandro Penna: poesie (e una nota di Cesare Garboli)
"Penna si è fatto interprete non della novità del linguaggio poetico italiano del Novecento, ma - che non è meno importante - del suo destino di putrefazione. Ci sono poeti di tale forza innovatrice da cambiare quasi di colpo i codici costituiti; e ci sono poeti inamovibili dall'antichità, così fedeli alla tradizione da scenderne giù come le pecore dai tratturi. Penna è poeta di questa razza..."
Quando Foster Wallace incontrò Lynch
"Che quello di Wallace non sia un lavoro critico ce lo riferiscono alcune considerazioni orgogliosamente schierate e che diremmo quasi ingenue se non sapessimo di stare a leggere una sorta di novello Proust che sa maledettamente il fatto suo: 'Lynch proietta la visione oltre ciò che è dato vedere. Non è più questione di forme comunque spietate e perfette. La narrazione è una maschera...'"
Avanguardia, Deriva, Debord
"I situazionisti partono da una critica dell’arte moderna, ma fatta da un punto di vista avanguardista: è a partire dalle conclusioni dell’arte moderna che essi elaborano il proprio progetto. Considerare, come fanno, l’arte moderna come l’esperienza storica del linguaggio poetico che si autodistrugge in quanto mezzo d’espressione e di comunicazione non è vero che dal punto di vista dell’arte moderna..."
Vollmann: letteratura dell’anatomia
«Finora i miei tentativi di fare del bene sono stati disastrosi, per questo sono diventato un semplice angelo che prende nota» si legge nella premessa ai Racconti dell’arcobaleno. «Queste storie parlano di skinhead, pazienti di radiologia, puttane, innamorati, feticisti e di altre anime perse». Come lo sono anche i suoi re e senzatetto, un devoto di Heidegger e vari asceti della crudeltà, il vestito verde capace di pietà e i biblici schiavi invaghiti della Tremula Principessa delle Salamandre che abita il fuoco, e poi i thugs, i vani profeti e in fondo tutti i protagonisti delle sue storie di «scellerata onestà e onesta malvagità»...
Enis Batur: ‘Predizione’
Enis Batur è considerato oggi il maggior poeta turco vivente. E’ nato a Eskisehir, in Anatolia, il 28 giugno 1952 e ha studiato a Istanbul e a Ankara, laureandosi nel 1974 a Parigi dove ha soggiornato a lungo... "Risi: soffocato, di sasso, d'accordo: certo conosco | Natura morta che pulso appoggiato | sul suo varco: arrivò una zingara | la notte..."
Chlebnikov e il mio stipendio nell’89
Un testo che risale al 2005, inedito su carta, pubblicato in Rete: "Nel 1989, io sottoscritto, Giuseppe Genna, nel pieno delle mie facoltà psichiche e volitive, essendo depauperato e non in grado di pagare le bollette della casa popolare in cui alloggio abusivo nel quartiere Calvairate, trovo lavoro grazie a Velimir Chlebnikov..."
Walter Siti: ‘Troppi paradisi’
Complesso, strutturatissimo, scritto con una lingua capace di un'ampiezza di spettro impressionante - dall'aulico-sublime al basso-parlato, spesso entrambi i registri giocati sul comico, quando non sul drammatico meditativo o sul saggistico -, "Troppi paradisi" è in assoluto il primo esempio di postmodernism in Italia da molti anni a questa parte: non sfiorando mai, se non in un punto preciso, che merita trattazione a sé - il tragico, trova una forma per il tragico nella contemporaneità....
Come si legge di base ‘L’infinito’ di Leopardi
Questa lirica, della primavera-autunno del 1819, appartiene alla serie che nell'edizione 1826 porta il titolo di «Idilli», che sono per il Leopardi componimenti ché esprimono - com'egli scrive - «situazioni; affezioni, avventure storiche del mio animo», componimenti cioè «di carattere più intimo, quasi pagine di diario, parentesi di confessione personale»...