Uno dei migliori narratori italiani, nascosto dietro un pubblico ologramma da professionista editoriale: Antonio Franchini, protagonista di una svolta avantpop alla fine dei Novanta, racconta di delusioni, esistenzialismi e letteratura in questo inedito: "Così rimasi solo, in mezzo alle pile di quei libri morti, nei corridoi creati dalle cataste dei giornali, dietro la parete alzata dagli schedari di metallo dai cassetti arrugginiti, in quel cimitero di carta...."
Ken Wilber: Dissociazione e disidentificazione
"Lo sviluppo sano e la trascendenza sana sono la stessa cosa, dal momento che lo sviluppo è 'trascendere e includere'. Il soggetto di uno stadio diventa l’oggetto del soggetto dello stadio successivo, quindi possedendo ma trascendendo quel soggetto, finché – in una sequenza ideale – tutti i soggetti e 'io' relativi sono stati trascesi e c’è soltanto il puro Testimone o il puro Sé, lo spazio aperto nel quale parla lo Spirito..."
DeLillo: i racconti de “L’angelo Esmeralda”
L'uscita della raccolta di racconti "L'angelo Esmeralda" di Don DeLillo (Einaudi, 19 euro, traduzione di Federica Aceto) consegna una galassia di fantasmi a un lettore che, a mio modo di vedere, è il lettore di questo tempo, se questo tempo ancora mantenesse in vigore il canone di lettura. Non mi soffermerei sulla natura limbica dei personaggi e dei dialoghi di DeLillo, che sfiorano il giro filosofico di un pensiero che annulla le proprie possibilità linguistiche - rimango invece alle reazioni che si sono date all'uscita del libro in America...
La fuga di Ratzinger ne “L’anno luce”
Ne "L'anno luce", romanzo postborghese oggi fuori catalogo, accadono alcune apparizioni apparentemente incongrue: sono quelle di un cardinale che ascende poi al soglio pontificio e la cui elezione a Papa fornisce l'ultima scena del libro. Quell'alto prelato era ispirato a Ratzinger che, da ultimo Pontefice, dà l'addio al pianeta, ritraendosi in spazi cosmici sconosciuti. Pubblico quei brani che si sarebbero inverati in analogia con quanto compiuto da Benedetto XVI...
Il testo per “Fantasma” dei Baustelle
Invitato dal gruppo di Francesco Bianconi, ho steso un testo pubblicato nella cover dell'ultimo cd dei Baustelle, il travolgente "Fantasma" - una prosa poetica che affianca il bellissimo concept album della band: "Recidi la parola, esamina cosa resta. Divarica la ferita ed esci, fantasma, a recitare le tue preghiere sull’arco di ghiaccio...". oltre al testo, due link a puntate radiofoniche a cui ho partecipato coi Baustelle: storie di fantasmi...
Un inedito: ‘Summa’
Una prosa poetica, un'installazione testuale da un'opera inedita in via di facimento progressivo, di cui non si conosce l'eventuale disposizione alla pubblicabilità. Una meditazione metafisica attraverso l'impegno di dispositivi retorici e immaginali: "... La prima cosa non è seme, ma ciò che è già perfetto..."
Gottfried Benn: “Quaternario”
La poesia come forza di eversione contro l'espressionismo e il positivismo scientista: Gottfried Benn affida a versi e visioni acuminati e allucinati il sentimento di un mondo in cui la materia e la forza vitale corroborano a vicenda l'azione dell'altro polo, portando alle estreme conseguenze la furia romantica con cui lo sguardo di una civiltà aveva plasmato il mondo: "Immensi cervelli si piegano..."
Audiointervista su “La Stampa”: Calvairate
Su Voci di Milano, iniziativa di Magzine de La Stampa video e audiointervista in cui precipitano e si depositano miei ricordi e aneddoti sulla contea devastata e vile in cui sono nato e cresciuto, spesso acclusa nei miei libri: il quartiere di Calvairate, alla periferia sud-est di Milano. Riproduco l'articolo, linkando al video relativo.
Guénon: da “Errore dello spiritismo”
Il grande esoterista del XX secolo mette in guardia dai pericoli di ogni dottrina (che per lui nemmeno è tale) che si appoggi sullo spiritismo: "Quando parliamo di devastazioni e di vittime, non si tratta affatto di semplici metafore; le cose di questo genere, e lo spiritismo più di tutte le altre, hanno come risultato di squilibrare e rovinare in modo irrimediabile una quantità di sventurati che, se non le avessero incontrate sulla loro strada, avrebbero potuto continuare a condurre una vita normale"...
Il “Furore” di Steinbeck
"Furore" fu pubblicato il 14 aprile del 1939, e divenne subito un caso, un successo e un simbolo. Vinse il premio Pulitzer, e fu probabilmente il testo sacro che contribuì a fare del suo autore un eroe letterario e a fargli vincere nel 1962 il Premio Nobel. Bisogna aggiungere che, in quel lontano 1939 e nell´anno successivo fu il libro più venduto
“Bloody Cow” di Helena Janeczek: recensione su l’Unità
Giancarlo Liviano D'Arcangelo sulla Silerchia firmata dall'autrice de "Le rondini di Montecassino": "Nelle densissime, splendide pagine di Bloody Cowdi Helena Janeczek, un reportage sanguigno e sentito su una delle grandi psicosi collettive dei nostri tempi: l’infezione connessa al cibo, ancor più terrorizzante quanto è artificiale, autoinflitta, creata dall’uomo contro se stesso..."
Szondi: Ricerca del tempo tra Proust e Benjamin
"Il tema di Proust e di Benjamin è davvero lo stesso? La loro ricerca del tempo perduto è una conseguenza di una medesima intenzione? O la loro vicinanza è soltanto una parvenza, che è necessario mettere in luce, perché essa potrebbe impedire allo sguardo di vedere come le intenzioni delle due opere non solo non siano affini, ma siano invece diametralmente opposte?" Il grande critico tedesco sui due campioni novecenteschi che hanno squadernato e devastato le convenzioni preposte all'idea stessa di storia...