La vita di Philip Larkin fu un'esistenza per sottrazione. Come dichiarò in un'intervista "deprivation is for me what daffodils were for Wordsworth" ["la privazione rappresenta per me ciò che le giunchiglie rappresentarono per Wordsworth"]. Sottrazione e privazione. Nacque a Coventry nel 1922 da una famiglia della media borghesia. Dopo avere frequentato la King Henry VII School si iscrisse all'Università di Oxford nel 1940...
Leo Spitzer: sul ‘Cantico’ di San Francesco
"Comunque si possa risolvere il problema dell'omissione degli animali, è chiaro che l'inno, da coro universale delle varie creature in lode di Dio ad un tratto si trasforma in una predica indirizzata agli uomini contaminati dal peccato originale. Ben si comprende quindi che il predicatore non rifugga dall'uso di parole minacciose per indurre i credenti alla penitenza..."
Aldo Nove: ‘La più grande balena morta della Lombardia’
"Inutile gridare quando un pupazzo che non esiste forma parole con nere successioni di lettere sulla bocca [...] Perché l'omino Bialetti vende prodotti per la casa sullo schermo ma ha una doppia vita come il dottor Jekyll, ogni notte uccide i bambini che restano in bagno da soli più di nove minuti, li spaventa per mesi e infine li uccide. A Viggiù, nel solo marzo del '71, ne sono stati trovati morti undici..."
Dante: iniziazione
Transumanar significar per verba / non si porìa. E' questo l'intero 'campo' di azione (conoscitiva e linguistica) di Dante: c'è uomo oltre il linguaggio, c'è uomo oltre l'uomo. Oltre quale uomo? Oltre l'uomo che non si conosce. L'uomo è: che cosa è? Detto anche che cosa fosse l'uomo, che cosa sarebbe questo 'è'? E non si potrebbe dire, poiché il dire sarebbe 'essere dicente', sarebbe una declinazione dell'essere, sarebbe un sottoprodotto dell'essere, si appoggerebbe all'essere...
‘Il nuotatore’ di Cheever
Con la pubblicazione del testo integrale di uno dei capolavori di John Cheever, questo sito si ferma per l'agosto 2012 nella sua settimanale produzione e riproposta di contenuti dimenticati o nascosti nelle pieghe del Web: è una vacanza, si spera non parziale. Tutti i racconti di John Cheever, opera benemerita che Feltrinelli ha pubblicato con una prefazione di Andrea Bajani, a 40 euro - la qual cosa, come si dice nelle stanze del Saggiatore presso cui lavoro, è editoria ancora seria, chissà fino a quando.
Bresson: L’ARGENT
Un formidabile (nel senso integrale di temibile: in quanto schierato, senza compromessi) saggio di Signorelli da 'Cineformum' su Bresson e la sua macchina antitrascendentale: "I personaggi de 'L'argent' non sono vittime del denaro, ma interpreti del mercato; oggetti funzionali, non conoscono il dover essere. Il grande moralista Bresson li abbandona al rispecchiamento di un'essenza. Prodotti di alienazione, essi sono chiusi alla trascendenza, intesa anche solo come il progetto esistenziale della scelta..."
Silvia Bre: MARMO
Un testo fondamentale per la poesia contemporanea italiana, da ripescare nella serie di articoli che sto riprendendo affinché l'attuale accelerazione dei tempi non cancelli un canone in movimento, che si stava e si sta facendo: "Marmo" di Silvia Bre (Einaudi) è uno dei punti mobili di questo canone magnetico, che è una modernità in trasformazione...
Derek Walcott: poesie
Poesie (in traduzioni varie con e senza testo a fronte) del grande premio Nobel autore di "Omeros": "Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore, || le fotografie, le note disperate, | sbuccia via dallo specchio la tua immagine. | Siediti. È festa: la tua vita è in tavola."
Milo De Angelis: TEMA DELL’ADDIO
"Tema dell'addio" non è soltanto il distendersi dell'elegia e della trenodia per il lutto, la pedita, la morte. Milo De Angelis nemmeno contrae l'esperienza del lutto in scatti orfici. Siamo di fronte a una poesia che interroga noi con potenza circa l'essenza stessa dell'esperienza della lettura, una sorta di percorso ritmico tra analogie che costituiscono una retorica del trauma: la poesia italiana a venire o attraversa questa esperienza o semplicemente non sarà. (una recensione del 2005)
Il Sistema Politico Sergio Baracco
Molti dei lettori di questo sito sono giovani, o disattenti, o giustamente disinteressati al recente passato, oppure talmenti boccheggianti nell'orrore dell'epoca da non volerne sapere di orrori che hanno preceduto questo tempo. Eppure inimmaginabili OGM umani e spettri fatti di etere e sparati da tubi catodici prepararono, non più di trent'anni fa, l'attuale disastro sociale …
Recensione all’edizione francese di ‘Catrame’
La scrittura di Giuseppe Genna è brutale, secca; l’autore sta lontano da ogni orpellatur, descrive un mondo totalmente privo di distinzioni morali tra male e bene, in un periodo storico da cui nessuno esce indenne: chiunque avrà le mani lordate di sangue, e cercherà di rigettare ogni responsabilità, addossandola agli altri...
Su ‘l’Unità’ circa il film di Manuli: Kaspar Hauser è ancora sepolto
Sul capolavoro cinematografico di Davide Manuli, LA LEGGENDA DI KASPAR HAUSER: "Un teatro disumano, che sta tra Bene e Grotowski e Murnau, si disegna sotto i nostri occhi – dico dei pochi fortunati italiani che hanno potuto godere della visione e dell’ascolto di questo che non esito a definire il cinema italiano di questo decennio. La lucidità bianca e nera e grigia ed eterea della pellicola usata da Manuli impressiona. La colonna sonora di Vitalic, che satura le immagini e distrugge i dialoghi, esalta in realtà le interpretazioni di Gallo e di Gifuni (un prete cowboy che ciancia davanti a Kaspar Hauser dell’esistenza di un messia). Silvia Calderoni dei Motus, adrenalinica e autistica, è l’androgino Kaspar Hauser, il ragazzo venuto da fuori della civiltà..."