William Blake: ‘Memorabile Deriva Immaginativa’

life_blakedi WILLIAM BLAKE
[traduzione distorsiva di Giuseppe Genna]

Mentre camminavo fra i fuochi dell’Inferno, deliziato da quei godimenti del genio che agli Angeli appaiono come tormento e insania, raccolsi alcuni dei loro Proverbi; pensando che, così come i detti che s’usano in una nazione ne designano il carattere, allo stesso modo i Proverbi dell’Inferno renderanno palese la natura della sapienza Infernale meglio di una qualsiasi descrizione di edifici o abbigliamenti.
Quando me ne tornai a casa, sull’abisso dei cinque sensi, dove uno scosceso pendio minaccia il mondo presente, vidi un Diavolo possente ravvolto in nuvole nere che si librava sui fianchi della roccia: con fuochi corrosivi scriveva la frase seguente, che ora le menti degli uomini percepiscono, e sulla terra la leggono:

Che ne sapete se un qualunque uccello che taglia le strade dell’aria non è un immenso mondo di delizia chiuso dai vostri cinque sensi?

* * *

A Memorable Fancy

As I was walking among the fires of hell, delighted with the enjoyments of Genius; which to Angels look like torment and insanity. I collected some of their Proverbs: thinking that as the sayings used in a nation, mark its character, so the Proverbs of Hell, shew the nature of Infernal wisdom better than any description of buildings or garments. When I came home; on the abyss of the five senses, where a flat sided steep frowns over the present world. I saw a mighty Devil folded in black clouds, hovering on the sides of the rock, with corroding fires he wrote the following sentence now percieved by the minds of men, & read by them on earth.

How do you know but ev’ry Bird that cuts the airy way, Is an immense world of delight, clos’d by your senses five?

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Da Italia De Profundis: ipertesto della “Scena italiana come inferno”

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C’è una parte del libro Italia De Profundis che rasenta l’illeggibilità. Non è illeggibile: rasenta l’illeggibilità, rispetto a canoni di una poetica lineare. Stremante, come stremante è l’Italia, essa è costruita su molti debiti: a Milton, a Blake, a Burroughs e a Zanzotto, soprattutto. L’incomprensibilità di questa parte, rispetto alla quale il lettore viene avvertito con un consiglio di saltarla a piè pari, è anche dovuta a un insieme di riferimenti cripticissimi e che non possono venire esigiti da nessuno che si metta a leggere parole apparentemente deliranti, ma per nulla insensate. Per un’operazione di cui necessitava l’autore di Italia De Profundis, ora questa parte fruisce di apparati: note ipertestuali, più noiose perfino del testo. Sono rimandi a link esterni che segnalano le fonti di citazione e le allusioni rispetto alle quali si è mossa l’intenzione di chi scriveva. Va specificato che tali intenzioni non sono state formulate prima dell’atto di scrittura, bensì all’interno dell’atto di scrittura. Quest’opera di servizio e aiuto alla comprensione mi pareva insufficiente ma necessaria. Molto, in questo ipertesto, è stato ignorato: le note potevano moltiplicarsi ad infinitum.
“Così viene reso, in omaggio, a chi lo desideri”.

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