La leggenda di Kaspar Hauser in dvd!

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Sono entusiasta: Davide Manuli con il suo “La leggenda di Kaspar Hauser”, interpretato da un messianico Vincent Gallo, sbarca nella grande distribuzione. Chiunque non abbia assistito a quest’opera d’arte cinematografica può farlo da ora, acquistando il dvd a questo link. Materiali critici e news sul film sono recuperabili qui: http://on.fb.me/1hB4kuu. Qui invece un mio ragionamento sul film: http://bit.ly/1lJMP0j

Dagli extra del dvd La donna che amava Hitler (Dolmen): intervista al Miserabile

ladonnacheamavahitler.jpgEsce in homevideo il 15, un giorno prima dell’approdo in libreria del romanzo Hitler, il dvd La donna che amava Hitler, straordinario film documentario di Daniel Costelle e Isabelle Clarke, che ha ottenuto un successo rimarchevole all’estero, e che in Italia è prodotto e distribuito da Dolmen (basta cliccare qui per acquistarlo on line, a 13,41 €). Negli extra del dvd, una lunga intervista al sottoscritto su Le donne di Hitler, di cui un estratto nel video qui sopra.
La donna che amava Hitler presenta molto materiale inedito, desunto dai chilometri di pellicola che Eva Braun impressionò tenendo costamente sotto l’obbiettivo il suo sfuggente amante, quando per esempio si rifugiava al Berghof, la tenuta montana bavarese sopra la quale sorgeva, in piena vetta, l’inquitante creazione di Albert Speer, il cosiddetto Nido d’Aquila.
hitlercovermedia.jpgLa storia di Eva Braun (due suicidi tentati, prima del terzo, fatale, consumato insieme a Hitler, ormai legalmente suo marito, al termine della vicenda del bunker, viene narrata con una impressionante messe aneddottica e una capacità narrativa notevole. A mio avviso, si tratta di un documentario fondamentale, per osservare proprio nel privato la non-persona Hitler, che si muove davanti all’occhio vuoto di una cinepresa e allo sguardo dipendente della sua compagna, pervicacemente occultata alla nazione tedesca. L’intervento del sottoscritto sulle donne che amarono o ebbero rapporti con il Führer, tutte suicide tranne Leni Riefenstahl (che però non ebbe mai relazioni erotiche con Hitler), è coerentemente un apparato e un’estensione del romanzo Hitler, che narra, per ognuna di loro, la trista vicenda delle persone che più intimamente entrarono a contatto con il non-essere e il non-sentire irradiato da Hitler, fino a esserne contaminate, erose, consumate alla morte: dalla nipote Geli Raubal alla poco nota inglesina Unity Mitford, dall’insospettabile Magda Goebbels alla stessa Riefenstahl, fino all’emblematica storia dell’isolamento e della dipendenza a cui accettò di sottoporsi Eva Braun.
Riproduco qui la scheda ufficiale del docufilm:
“Una strana storia d’amore, di desiderio, di disperazione: la relazione tra Adolf Hitler e la sua amante segreta Eva Braun durò dal 1932 al 1945, quando si suicidarono insieme.
Per la prima volta, un documentario straordinario ritrae Hitler nella sua intimità, attraverso gli occhi e l’obiettivo di Eva Braun. Lei stessa girò infatti, dei filmati amatoriali nello chalet del Berghof, nelle Alpi Bavaresi, centro decisionale del Nazismo dove Hitler amava ricevere il suo entourage.
Oltre che dai filmati di Eva Braun, il documentario è composto da foto inedite di Heinrich Hoffmann, fotografo ufficiale di Hitler e del Partito.
Uno sguardo unico sulla vita privata e i crimini pubblici del dittatore tedesco”.