Da un monologo inedito: L’incestuata

"Incestuata" -- preso a prestito da Fiorenza Drago LUI – C’è chi ti vede, c’è chi ti osserva, c’è chi svela seppellito in te, dietro la tua nuca, all’altezza del rachide, piccolo osso nocciolo che altri, restandone vittime
Chi ti ama.
Tutto io l’ho compiuto per natura prestabilita.
Atreide mosso dalla sorte univoca della specie.
Non la volontà, ma l’incapacità di amore sono il pianto in cui disciolgo il mio corpo minato, forato.
Perdonami la dolcezza di sere intatte, il prov

VOCE DI ENTRAMBI – Ho pronunciato le parole. Questo è il mio corpo nero donato a te per il sacrificio tuo. Questo è il mio sangue versato in me per il piacere mio.
Non ho mai avuto parole per te, erano simulazioni. Ingravidata, te ne sei allontanata.

[lei rientra nel buio; riesce vestita di bianco]

LEI – Vittima fuggita.
Pietra scheggiata.
Sutura scollata.
Sposa tradita prima di esserlo.
Uomo, pietra di luna.
Uomo, macelleria beata.
Uomo, crosta divelta.
Uomo, farfalla negra.
Uomo, ulcera aperta.
Uomo, crepa deserta.
Uomo, oltranza.
Uomo, oltraggio.

Io, vittima, sono fuggita, le tue catene intatte, non viste e non sapute, e nemmeno io le sapevo, stressavano i cordami e i tendini miei, superavano la Manica. Creduta libera, trainata da te.
In ogni volto, il tuo volto.
In ogni amore, l’odio tuo.
Intrisa.
Imbevuta.
Gioello nascosto in scrigno sepolto in Sahara distanti.
Psiche senza amore, psiche controllata da non visibili funi, non infranta per tenere la finzione.

Rivoluzione.
Meditazione.
Padre che muore.

[dal monologo inedito OPERA ATMA – L’incestuata]

Installazione da I sonetti a Orfeo di Rilke

passiglisonettiorfeo.jpgE’ impossibile compiere un cut-up dai Sonetti a Orfeo di Rilke: molti, troppi i percorsi, le accelerazioni strutturate, gli itinerari che portano là dove Rilke non c’è, non c’è più nulla. Questo Nulla, che in una celebre poesia Celan loda scrivendo che “lì è il Re”, è il principio sul quale fare perno per mutuare pochissimo dai versi di Rilke e costruirci sopra una slideshow. E tuttavia non è questo intento metafisico a spingermi a una simile operazione: è, piuttosto, un debito. Un debito che spontaneamente ho contratto nei confronti di Sabrina Mori Carmignani, che per Passigli ha pubblicato la migliore traduzione italiana dei Sonetti a Orfeo – una traduzione che mantiene in sé il movimento della lingua, ciò che è sottotraccia e preme per affiorare. Avrei dovuto, avendo tempo, affrontare la cosa in un saggio di comparatistica. Il tempo, però, mi manca, e io desidero ringraziare in qualche modo Sabrina Mori Carmignani per quest’opera fondamentale che è stata da lei compiuta sull’impossibile lingua rilkiana, che genera immediatamente quella celaniana. Mi limito freddamente a dare un esempio, con due semplici versi dal sonetto 5 nella Seconda parte, della differenza con altre traduzioni:
dall’edizione Garzanti, traduzione di Rina Rosa Virgillitto: “Tu che il mattino dei prati all’anemone | vai dischiudendo, muscolo di fiore”
dall’edizione Feltrinelli, traduzione di Franco Rella: “Muscolo di fiori, che all’anemone | l’alba dei prati dischiudi a poco a poco”
dall’edizione Passigli, traduzione di Sabrina Mori Carmignani: “Muscolo floreale che agli anemoni | schiude a poco a poco il mattino dei prati”
Non sto a motivare per via stilistico-retorica il perché la terza traduzione sia nitidamente superiore rispetto alle due che la precedono: la lingua o la si sente oppure non la si sente.
Fatto sta che, anziché un saggio di comparatistica, ho deciso di utilizzare la traduzione di Sabrina Mori Carmignani per allestire un’installazione, che utilizza una colonna sonora da Iannis Xenakis (Pòlla tà dhìna – titolo che tradurrei con Omnipotenzialità) e immagini le più varie, da Rothko a Burri a Kounellis a Kiefer a tombe etrusche e palafitte e statue egizie, coagulando il discorso rilkiano in quanto fu fatto, per la regia di Federica Restani, nell’allestimento della Fabula Orphica da me scritta. Anche per l’installazione, valga quanto detto circa la lingua: o si sente il discorso senza parole oppure non lo si sente.
L’installazione è breve (poco più di 6 minuti). E’ disponibile per Mac e Pc in versione html, oppure solo per Pc se si scarica il file eseguibile (doppio clic sull’icona del file, una volta scaricatolo, e clic sulla freccina arancione obliqua in basso per visionare a schermo intero l’installazione).
Si consiglia il download a chi dispone di banda larga o di adsl.
Installazione: da I SONETTI A ORFEO – versione html
Installazione: da I SONETTI A ORFEO – file .exe [6.6M]