Un inedito dalle ‘Installazioni’

Museo cinematografico – nella disattenzione io vedo Marlene Dietrich a due dimensioni, grigionera sagoma seduta.

Chi non ama?

Centro internazionale Sony, Potsdammerplatz.
Pomeriggio inconcludente, aspirando al sonno notturno, che non verrà. Stàncati camminando, divora i chilometri con la bocca dei talloni.
Museo, cinema, nazisti, splendori, finzionalità, storie di evaporazioni.
L’arredo, del museo, multicolore, è obliquo, determina lo spostamento del baricentro, la lieve vertigine che cattura.
Oh, l’uomo-finzione!

A piedi, sotto rara pioggia, costeggiando Tiegarten, dall’altro lato curvo dell’ampia circolare.
Memoriale ebraico.
Monoliti neri. Alti, medi, bassi, nessuno all’altezza medesima. Conato, vertigine.
Scendo le scale strettissime, in coda educato a un annuire mansueto della specie umana.
(Tutta qui convenuta)
Vedi i caratteri dei morti, su lettere spedite in gigantografia, spedite da Treblinka.
Tu scriverai di questa valigia dimenticata, impedita a essere condotta a destinazione, poiché la selezione sulla rampa volle che…

I santi non siano ricordati, non innati nel tempo.

“Non uno di voi è andato perduto: voi siete!”

Vi raggiungo con altra preghiera, santissimi.
Innocenti: bambini, tutti.

“E’ successo un pomeriggio, proprio mentre finivo di lavorare. Alla stazione regnava un silenzio irreale”.

“Le fosse erano troppo piene, la cloaca sgocciolava davanti al refettorio. C’era un odore nauseabondo… Davanti al refettorio…
Davanti al loro baraccamento.
Lei è stato a Belzec?

“Wirth con i suoi uomini… con Franz, con Oberhauser e Hackenhold, ha sperimentato tutto laggiù. Quei tre dovevano mettere personalmente i cadaveri nella fossa, affinché Wirth sapesse di quanto spazio aveva bisogno.”

“Orrore, orrore, uomo, togliti gli abiti”.

Copriti il capo di cenere, corri nelle strade e danza, colto da follia.

“Sono talmente prostrato che la mia penna non può più scrivere.
Creatore dell’universo, vieni in nostro aiuto!”.

“Grabow. Chelmno.
Da Grabow a Chelmno dista esattamente diciannove chilometri”.

Convocàti dal monocolo interiore mio nel mio interiore buio intercettati, i bambini, spirituali, nessuno di voi è andato perduto!
Calma. Silenzio. Sacro niente.
Il piccolo sasso di nulla che accumulo accanto alla lapide, lo poso trattenendolo delicato tra indice e punta del pollice.
Questa pietra.

Questa pietra è un secolo. E’ una belva.

Madre mia amatissima, madre Elettra, scuotiamo insieme il manto della tenebra immaginaria!

Anoraniyan Mahato Mahiyan: Esso è più sottile del più sottile e più grande del più grande

L’uomo deve necessariamente compiere delle azioni e dovrebbe offrirle tutte a Esso, che è se stesso.

Sarva karma Bhagavad prityartham: fate tutte le azioni per compiacere Esso; se farete così non sarete vincolati dalle loro conseguenze.

Isvara sarva bhutanam: Esso è l’abitatore di tutti gli esseri. Poiché Esso è che si è, Esso è veramente presente in tutti gli esseri, sia che si tratti di un umano, di una tigre, di un serpente o di uno scorpione, e compie azioni adeguate alla forma che indossa.

“Io sto per attaccare i Kaurava come una tigre pronta a piombare sull’orda degli elefanti. Dovresti benedirmi affinché io possa uscire vittorioso da questa battaglia scagliando le frecce divine sul nemico; ti sembra giusto fare di tutto perché io non vada sul campo di battaglia invece di benedirmi?”

Uscendo dal memoriale ebraico di Peter Eisenmann: 2.771 monoliti neri, come faraoni minori.
Io: tigre.
Abbattimi con frecce divine.

[La foto del Memoriale Eisenmann è opera di Daniele Manfredini]

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SONETTI A ORFEO: l’installazione in video da YouTube

Ripropongo, in formato video (purtroppo con il brand iWisoft a mo’ di marchio di canale televisivo), una delle installazioni che tempo addietro realizzai in flash e in .exe. Si tratta dell’installazione che ruota intorno ai Sonetti a Orfeo di Rilke, nella traduzione Passigli (che io giudico la migliore italiana) a cura di Sabrina Mori Carmignani, su musica di Iannis Xenakis (Tà pòlla).
Qui la versione originale: in html o in file eseguibile da scaricare (pesa 6.6M; dopo il download, doppio clic e parte l’installazione).
Qui di seguito, il video in formato .avi da YouTube, a più bassa risoluzione.

Preparazione a L’Uomo Temporale

leopardicadavere2.jpg
Per il momento è soltanto una segnalazione. Il sottoscritto e il regista Carlo Arturo Sigon stanno lavorando a un’installazione che verrà proposta, su grande schermo, durante un’importante celebrazione in teatro dedicata a Giacomo Leopardi e alle Operette Morali. L’installazione verterà invece su micropassi dalla Zibaldone e si intitolerà L’Uomo Temporale. Tra i passi citati, il più lungo è il seguente, che torce l’interpretazione abusata del Leopardi nichilista, verso un Leopardi ancora inindagato, quello che metabolizza fonti orientali e per il quale naufragare non è il Nulla e nemmeno questo mare lo è.
“Vita tranquilla delle bestie nelle foreste, paesi deserti e sconosciuti ec. dove il corso della loro vita non si compie meno interamente colle sue vicende, operazioni, morte, successione di generazioni ec. perchè nessun uomo ne sia spettatore o disturbatore nè sanno nulla de’ casi del mondo perchè quello che noi crediamo del mondo è solamente degli uomini“.
[Zib., 55]

Risposte su VISIONE PADRE

VISIONE PADRE – slideshow – 7.3M – 15’05”
visionepadre.jpgL’installazione VISIONE PADRE ha sortito i medesimi effetti della pubblicazione on line (e cartacea su Lulu.com) di Medium: sono arrivate molte mail di condivisione di esperienza, con taglio diverso da quelle che mi hanno inondato la casella di posta elettronica a proposito del romanzo. C’è una domanda ricorrente, che è anfibia, circa una parte per me decisiva dell’installazione: cioè la sequenza estesa e molto ritmata in cui volti si sovrappongono a volti – evidentemente volti di scrittori. Viene chiesto, dai lettori che mi hanno scritto, se è possibile specificare la sequenza delle identità degli autori e il motivo per cui proprio quegli scrittori e non altri sono fatti apparire. Rispondo all’ultima questione, anzitutto, prima di dare la sequenza precisa dei nomi. Ai volti degli scrittori, secondo intervalli irregolari e aritmici, si sovrappongono il volto di mio padre e il mio. Gli scrittori sono quelli della mia formazione, desunta dalla libreria in salotto quando ero piccolo. Manca il volto del primo autore che ho letto in assoluto, cioè lo Charrière di Papillon. La mia formazione si sovrappone poi all’aggiornamento finale che mio padre ha da me recepito, circa alcuni contemporanei e anche autori più classici che si mise a rileggere. Ciò sta a significare che un dialogo tra figlio e padre è avvenuto attraverso la letteratura – si tratta quindi di un profondo ringraziamento da parte del figlio.
Ecco, ora, la sequenza intera dei volti e dei nomi, che inizia all’accelerazione di Useless dei Depeche Mode nella versione remix di Dave Clarke, al minuto 4’50” e dura 1’30” (ricordo che per visionare l’installazione, basta scaricare il file .exe e cliccare due volte sull’icona blu che apparirà; per vedere a schermo intero, un clic sulla freccina obliqua in basso alla schermata; il download è consigliato per chi dispone di fibra ottica o adsl):
mio padre – Dante Alighieri – Thomas Stearns Eliot – William Seward Burroughs – mio padre – Giacomo Leopardi – il sottoscritto – Paul Celan – Louis Ferdinand Céline – Wallace Stevens – Howard Philip Lovecraft – Franz Kafka – mio padre – Michel Houellebecq – Don DeLillo – il sottoscritto – Edgar Allan Poe – Herman Melville – Leon Tolstoj – Fedor Dostoevskij – il sottoscritto – Walter Benjamin – Pier Paolo Pasolini – mio padre – Platone – Aristotele – Plotino – mio padre – il sottoscritto – mio padre.
NB. Ai lettori che hanno chiesto circa la voce e il testo della chiusura, specifico che si tratta di me mentre leggo un cut-up dalla pagina finale del Dies Irae, sull’immagine dell’Imperator Mundi di Andrea Mantegna.

Sororale

Bentornati a tutt*!
La Centraal Station del Miserabile Scrittore ricomincia con un’installazione testuale, immaginale e sonora estremamente privata ed esposta in pubblico. L’innesco è dovuto a un’idiosincrasia che vale la pena raccontare. Mi càpita di esplorare sensitivi e sciamani da anni. Vado per supposti operatori dalle facoltà che esorbitano le normali come potrei andare per funghi. Il tutto fa parte di un progetto che, prima o poi, si condenserà in un saggio. Tra centinaia di personalità esplorate, soltanto tre operatori sono degni di assoluta fede, nella totale inesplicabilità di ciò che hanno praticato efficacemente sul sottoscritto. Essi paiono “vedere”, non si sa come: forse mie proiezioni, forse oggettività della mia esistenza. Operano su di me, in certi casi, terapie che nessun protocollo medico moderno è stato in grado di raggiungere negli esiti. Tutti i tre sensitivi e, in aggiunta, una lettrice di linee della mano di provata fede, mi hanno indicato con certezza che la mia vita terrena si esaurirà, con doloroso decadimento fisico, prima dei 60 anni. A certe persone a me care, e a una in particolare, a cui è dedicata questa installazione, il fatto che io abbia riferito questo dato con sicura inelluttabilità ha creato una profonda sofferenza. E’ quindi per riparazione affettiva che è nata l’installazione Sororale, che potete esperire sul pc offline dopo avere scaricato il file eseguibile.
Le immagini sono di varia provenienza. Per la prima volta, il testo è incastonato nell’installazione stessa: non si tratta di frammenti da un testo scritto a parte. La musica è tratta da Remembranza di Murcof, su suggerimento di Blutarski.

Sororale: download del file .exe della slideshow [6.5M]