La storia gialla ne “Le teste”

teste_mediumQuando si definisce “pseudothriller” un libro, lo si può fare solamente a partire da una tradizione – altrimenti si è, a mio parere, unicamente offensivi nei confronti di un nobile genere. Qualunque spostamento di cosiddetto “genere” (un’entità abusata dalla critica, nella quale non ho mai creduto) ha la funzione di porre domande. Ciò accade in molti testi, da Poe a Lovecraft, i quali dimostrano non la paternità, bensì l’inesistenza stessa del “genere”. E’ affidandomi a questa tradizione, dunque, che utilizzo il termine “pseudothriller” e alla medesima tradizione ho attinto scrivendone uno.
Un esempio: si legge così ne Le teste e, in gran parte e soprattutto, ne L’ambulante di Peter Handke:

Di regola, a questo punto della storia gialla la persona in questione si sta disponendo a compiere un’ulteriore indagine o un altro interrogatorio. Ha già scoperto qualcosa che limita il novero delle possibilità, e sta per giungere a un risultato che potrebbe limitarlo ulteriormente. Ora, per sventare la minaccia che l’atto delittuoso possa essere indicato come atto da lui compiuto, l’assassino, che lo voglia o meno, deve nuovamente agire.
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