Mario Benedetti: una poesia del 1988 da “Scarto minimo”

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Nel 1988 il poeta italiano Mario Benedetti pubblicava sulla rivista “Scarto minimo” (codiretta insieme con Stefano Dal Bianco, Fernando Marchiori e Giulio Mozzi) questo testo, che non ha incluso in alcuno dei libri di poesia successivi:

Non gli uomini o non questi, non questo
dell’uomo.
O come fosse la vita eternamente.
Ma è la vita
oscura.
Il viso,
quando mi guardi e sai
che non saremo più,
piccolo e castano nella sua paura.

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Miserabile intervista a ‘Blogolo nel buio’

Il ritratto che Tommaso Pincio ha eseguito sul Miserabile Volto[da Blogolo nel buio]

Ciao Giuseppe e grazie di cuore per aver accettato di fare questa piccola chiacchierata qui su Blogolonelbuio. Parto subito chiedendoti quali sono stati i tuoi primi passi da scrittore? Hai mai pensato che quest’attività potesse trasformarsi in un lavoro?

La mia formazione è di tipo poetico. Fino ai 26 anni non avrei mai immaginato di scrivere prosa, tantomeno romanzi, tantomeno di appoggiarmi a un genere. Sono cresciuto sotto il magistero del poeta Antonio Porta, proseguito poi con l’esperienza di redazione presso il mensile “Poesia”, che l’editore Nicola Crocetti porta da decenni in edicola, con uno sforzo encomiabile. Il primo nucleo di prosa è nato quando amici poeti contemporanei, Stefano Dal Bianco e Mario Benedetti, mi fecero comprendere quanto fossi inadatto a muovere alcunché attraverso la versificazione. In effetti mi serviva un gesto lungo e frammentato, che poi si è tradotto nella nascita del primo nodo di Assalto a un tempo devastato e vile, ora giunto alla sua terza versione con minimum fax. Non ho mai ritenuto possibile diventare bestsellerista né mi è passato per il cervello di tentare quella via. Non credo che più di 15.000 lettori al massimo possano essere in qualche modo interessati ai miei libri – e sto calcolando davvero per eccesso. Del resto, quasi tutto il mercato editoriale esprime cifre di vendita clamorosamente più basse di quelle che si vantano in giro. In ragione di ciò, mi ha sorpreso riuscire a fare, per due anni, lo scrittore a tempo pieno. Se potessi evitare di lavorare, per dedicarmi allo studio e alla scrittura, lo farei immediatamente. Servirebbe però un mecenate, non vivere a Milano, avere coraggio.
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