MEDIUM – 30. ESTRATTI DAL QUADERNO DEI RAPPORTI DI VISUALIZZAZIONE REDATTI DA VITO ANTONIO GENNA PER IL ZENTRUM STASI 12/A

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ESTRATTI DAL QUADERNO DEI RAPPORTI DI VISUALIZZAZIONE REDATTI DA VITO ANTONIO GENNA PER IL ZENTRUM STASI 12/A
di Vito Antonio Genna
[Riporto qui i testi di alcune visualizzazioni che mio padre ha descritto nei rapporti poi consegnati a mediatori e diretti al Zentrum Stasi nei dintorni di Lipsia, in Sassonia. La veridicità di tali rapporti è stata grafologicamente accertata, grazie a esami incrociati che ho ordinato a esperti del settore, al mio rientro in Italia: sono stati stesi effettivamente da mio padre. Mio padre è effettivamente stato ritrovato da me cadavere a un’ora dalla chiusura del mio libro precedente, Dies Irae, alle 19.50 dell’1/1/2006: era morto ventiquattr’ore prima. Ogni particolare della drammatica notte del ritrovamento, anche il più bizzarro e improbabile, è fedelmente riportato nel primo capitolo di questo libro. A corroborare l’effettiva realtà storica dei fatti descritti e dell’esistenza delle persone che ho incontrato, detto che non risulto in possesso se non dell’originale della lettera spedita da Gretel Hinze a mio padre per comprovare la di lei esistenza in vita, posso specificare che, oltre a Federica R., realmente esistente (così come suo padre, il cui decesso, per esigenze narrative, è stato anticipato di quattro mesi nel libro), lo sono altrettanto Hagen Koch (intervistato anche dall’antropologa Anna Funder nel suo fondamentale reportage Stasiland – True Stories from Behind the Berlin Wall del 2002, edito da Granta Books), Karl-Eduard von Schnitzler (di cui è possibile visionare le puntate della trasmissione Il Canale Nero presso la stazione televisiva che ha sede nel sobborgo orientale di Adlershof), il dottor Wilhelm Rhürdanz operante presso la Clinica Universitaria di Lipsia. Lucio Mattei è morto il 15/5/2006 ed è sepolto in Germania, accanto a sua moglie, nel cimitero di Cottbus sulla Sprea, in prossimità del confine con la Polonia. Dopo lunghe ricerche, sono riuscito a rintracciare una testimone diretta e compagna del viaggio in DDR di mio padre nell’81: è Maria Teresa Collini, che ringrazio per le preziose informazioni che mi ha fornito in merito alle modalità con cui la delegazione del Partito Comunista Italiano fu accolta dal suo omologo DDR, cioè la SED. Di Peter Kolosimo è universalmente conosciuta la sterminata bibliografia, in gran parte fuori catalogo in Italia. Il geofisico Gregg Braden e lo scienziato Brian Desborough esistono realmente e le loro dichiarazioni riguardanti l’inversione del magnetismo terrestre sono state confermate da autorevoli fonti, quali l’Istituto Geofisico statunitense e le pubblicazioni Nature, Science e Scientific America, sebbene la data del 2012 sia meramente un’ipotesi da confermare con dati concreti. Il nome di Gretel Hinze è reale. gg]


Milano, 13/4/1976, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

Tracciati in gesso il cerchio e la stella a cinque punte, mi posiziono approssimativamente al centro della figura geometrica.
Respirazione canonica di rilassamento.
Visualizzazione dell’indaco.
Visualizzazione, dopo lo strato buio, del verdegiallo, del bianco e del rosso.
Concentrazione.
Visione.
Dimensione incongrua. Chiarore dell’atmosfera. Suolo ghiacciato, la sostanza principale qui è azoto. Creature tubolari si muovono, sembrano vedermi, avanzano verso di me. Una, sullo sfondo, si nutre di un appartenente alla sua specie, di dimensioni più ridotte: la ingurgita da un’estremita del tubo, dentata, e immediatamente ne espelle i rifiuti dall’altra apertura. Si mangiano tra di loro, si divorano! Visiono un tubo che divora se stesso, la sua estremità posteriore! I tubi avanzano stridendo. Il loro colore appartiene a uno spettro luminoso che non è quello terrestre. Li visualizzo biancoviolacei, come se il bianco fosse viola. Sotto l’azoto ghiacciato percepisco la presenza di una cosa enorme e viva, la visualizzo scura, nera, riflettente. La luce, lì sotto, sembra tenebra, la tenebra sembra luce. Di colpo concepisco esistere un cielo, per la presenza di astri neri. La cosa sotto l’azoto ghiacciato si muove, la superficie si spacca, le creature tubolari si muovono impazzite, contraendosi e allungandosi, spalancando le due aperture, quella frontale dentata e la retrostante escrementale. Un odore orrendo, uno zaffo insostenibile.
Finalmente mi giunge l’informazione spaziotemporale: è la Terra, questa. Sistema solare estinto. Vaga con orbita irregolare in un sistema di tre astri spenti, che stanno collassando in buchi neri. Sono all’atezza di ciò che fu in epoca umana il Triangolo delle Bermude. Tempo: tra quaranta miliardi di anni approssivamente.
Rapporto consegnato il 14/4/1976 a R.M.
In fede,
Vito Genna

***
Milano, 4/2/1977, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Depositi di scorte di petrolio degli Stati Uniti: vengono svuotati. Visualizzo un incendio colossale: ampia barriera di fuoco che brucia lungo la linea d’orizzonte, un fronte di fiamme di almeno 120 km, che vedo da lontano: cresta che brucia. Mi addentro con la visione. E’ Los Angeles, l’anno è il 2011. Un terremoto ha devastato l’intera costa ovest degli Stati Uniti, arrivando con i suoi effetti fino a Vancouver. Los Angeles non esiste più, è un ammasso di detriti, acqua e fumarie sulfuree. Il Presidente è tra i milioni di vittime. La nazione è provvisoriamente governata dai militari. Gli arsenali sono allertati. Il sisma ha superato ampiamente le peggiori previsioni. Onda di ritorno dall’Oceano Pacifico: uno tsunami si eleva per due chilometri di altezza e per un’estensione di almeno cinquanta chilometri. La costa si prosciuga immensamente. Per contraccolpo geomorfico, visualizzo un’isola a carattere vulcanico elevarsi sopra la superficie oceanica al centro dell’area magnetica e psichica detta Triangolo delle Bermude. Per i mesi successivi: scosse di assestamento che giungono a New York, percorrendo da ovest a est l’intera superficie della nazione. Esodi di massa verso il Canada che ha chiuso le frontiere, così come, a sud, il Messico. L’Europa invia aiuti insufficienti, la Russia firma un patto di non belligeranza con la Cina.
Visione dall’alto dalla cabina di elicottero del presidente cinese Xiang, che sorvola gli Stati Uniti: terra corrugata, un Paese intero trasformato in una sequenza di Grand Canyon successivi.
Alterazione del clima in tutto il pianeta. Esondazioni in Cina e Turchia, dove crolla il sistema di dighe. Epidemie, di cui una ignota agli scienziati, che viene nominata Cerere.
Rapporto consegnato il 6/2/1977 a P.G.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 13/11/1977, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Ancora sulla caduta del Muro di Berlino. Tenere sotto osservazione il deputato SED Egon Krenz, a cui è affidata la gestione del crollo statale della Repubblica Democratica Tedesca, mentre il presidente Honecker ripara in Unione Sovietica. La rivolta inizia da Lipsia, con l’occupazione del Quartier Generale Stasi. Non viene difeso, non un militare spara un colpo. A Berlino, situazione di isteria di folla. Salta il sistema ferroviario occidentale e orientale. Il Cancelliere è un uomo enorme e pingue, di cui non visualizzo il nome. Viene firmato un trattato di unificazione. Tra le clausole, leggo quella legata alla sopravvivenza del Zentrum, gestita dal governo che non avrà più sede a Bonn bensì a Berlino. Riattivazione del network occulto nazista detto Ring. Alle elezioni, nel 2011, affermazione del partito nazionalista, espressione di tale network. Cerco di spingere avanti la visione, ma mi è impossibile, ad altezza 2012 c’è uno sbarramento psichico che non riesco a penetrare.
Rapporto consegnato il 14/11/1977 a L.M.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 11/1/1978, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
E’ subito perso il senso della distanza… Lontano è vicino e vicino è lontano. Senza luce, vedo vicinissimo una guglia, costruita da una specie che non è la nostra. Visiono altre galassie, macchia cosmica, ali nere. Una processione di esseri deformi, dall’epidermide viscosa, tripodi, procede nel buio verso la torre immensa che culmina nella guglia che ho visionato. Nebulosa NGC 253, appartenente al settore polare sud visibile dal nostro pianeta. Il momento risale a due milioni di anni addietro alla formazione della vita sulla Terra. La processione discontinua di questi esseri: nel buio visualizzo un deserto petroso, nessun astro a illuminare la notte. Pianeta che loro chiamano ‘Nglah’, cioè ‘Il Sempre’. Canto rituale. La processione porta, alla sua testa, orizzontali, i due resti di una creatura di altra specie, smembrata longitudinalmente. Percepisco il significato del ritmico canto che la processione urla nella notte: “Ala siderale, alimenti di foschia. Vivente minerale, rosa di pietra. Convoglio sepolto, sorgente di pietra. Arca misteriosa, luce di pietra. Squadra equinoziale, vapore di pietra. Geometria finale, pensiero di pietra”. La processione giungerà alla torre, che sembra così vicina e invece dista centinaia di chilometri, nell’arco di sei rotazioni del pianeta: vedo che non ruota attorno ad alcun astro, non c’è giorno o notte, solo buio. Non rilevo presenza di acqua sul pianeta e osservo le creature in processione nutrirsi di pietre attraverso un orefizio che potrei definire aprirsi all’altezza del centro del loro tronco.
Rapporto consegnato il 15/1/1978 a R.M.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 14/3/1977, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Visione molto chiara: è Roma, 13 maggio 1981. Piazza San Pietro affollata. Il Papa in un’automobile scoperta saluta i fedeli. Parte un colpo di rivoltella che gli trapassa il colon. Nessuna forza magnetica devia la pallottola, il killer ha sbagliato di sua propria volontà. E’ un turco e viene catturato all’istante. Le forze politiche occidentali scaricano la responsabilità sui servizi segreti del blocco comunista. La DDR non è chiamata in causa. Visiono la meccanica del complotto: è una decisione che proviene da Londra, realizzata attraverso un complesso gioco di corruttele di alti gradi sovietici e agenti doppio e triplogiochisti. Per accreditare la pista turca, viene rapita una ragazza residente in Vaticano, a pochi mesi dall’attentato: non ne visualizzo il nome, ma è certo che ha avuto relazioni con il Papa sopravvissuto e si cerca di fare credere che sia stata sequestrata da estremisti turchi, mentre si tratta del servizio segreto inglese. Il Papa dichiara più avanti che il proiettile destinato a ucciderlo è stato deviato dalla grazia della Madonna, ma, ripeto, non ho avvertito nessuna potenza intervenire al momento dell’esplosione del colpo. Il Papa rivela il contenuto del Terzo segreto di Fatima: tuttavia quello che fa leggere è un testo posticcio, che accenna al Papa bianco ferito e ai destini dell’Unione Sovietica, mentre il testo originale mi è possibile visualizzarlo nitidamente e recita: “Lo Spirito Santo non abita più la Chiesa dal terzo secolo dopo la morte del Figlio”. Il successore del Papa ferito conosce tutti i segreti legati all’attentato al suo predecessore e al reale testo del segreto di Fatima. Si tratta di un uomo che pratica meditazione, concentrazione e visualizzione ed è lui direttamente che interrompe la mia visione.
Rapporto consegnato il 16/3/1977 a R.M.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 12/12/1978, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Tavolette di argilla cotta, di datazione incerta. Tibetane. Testo per me comprensibile nonostante si tratti di un idioma sconosciuto. Sono dette “tavolette di Lhasa”. Il loro contenuto è identico ad altre testimonianze reperite in luoghi distantissimi tra loro sul pianeta, di cui visualizzo forme e contenuti, pur non conoscendo nulla di ciò che vedo e interpreto: i ‘Fratelli del fulmine’ reperiti in Australia; reperti Maya e calendari dell’America precolombiana; i segni incisi sul monolito di Tizec e sulle ‘tavole di pietra’ di Azcopotzalco. Il testo delle tavolette tibetane recita: “Quando la stella Baal cadde là dove oggi non c’è che mare, le sette città tremarono con le loro porte d’oro e i loro templi, nacque una grande vampata e le strade si riempirono di denso fumo”. In calce, la profezia del re: “Tutti voi morirete con i vostri schiavi e i vostri bambini, e dalle vostre ceneri nascerà una nuova razza”.
Invenzioni, allucinazioni, sbagli?
Chiedo verifica dell’esattezza dei riferimenti.
Rapporto consegnato il 13/12/1978 a L.M.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 17/6/1979, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Missione spaziale Nasa. Data: 29 settembre 2008. Luogo: Marte. Sonda spaziale guidata da umani, che discende sulla superficie del pianeta. Nessuno, sulla Terra, a parte i partecipanti al progetto, il Presidente e il Vicepresidente degli Stati Uniti, è a conoscenza che l’uomo è su Marte. Lavorano per settimane a scavi nella vasta depressione detta Mare d’Iside. Scavano sapendo dove scavare. Alla sesta settimana il ritrovamento, di cui erano certi: sono le “tavolette di Lhasa” di cui a una mia precedente visualizzazione e il cui riscontro, da parte del Zentrum, è stato positivo, essendo state scoperte da un archeologo inglese nel 1870. Le tavolette in mano agli astronauti americani su Marte sono identiche a quelle reperite a Lhasa.
Rapporto consegnato il 17/6/1979 a P.G.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 26/8/1979, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Gruppo neanderthaliano che divora le viscere di uomini di specie diversa e da Neanderthal e da Sapiens. Luogo: Marte. Datazione: tre milioni di anni prima dello sviluppo della vita sulla Terra, che mi è visibile nel mezzocielo marziano, dietro le sagome degli uomini che sbranano: è un pianeta senza crosta, totale assenza di acqua, colore giallognolo striato.
Rapporto consegnato il 26/8/1979 a L.M.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 21/12/1979, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
E’ impossibile visualizzare. Sono assalito da una sconvolgente ondata di terrore e percorso da brividi intensi e irrefrenabili. Perviene da un altrove che non mi è possibile localizzare un messaggio inerente all’enorme pericolo che incombe sulla civiltà terrestre e che sarebbe imminente. Continuo a tremare, non posso entrare in rapporto con la fonte del messaggio, che si ripete a intervalli regolari.
Chiedo istruzioni in merito, nel caso il Zentrum abbia notizie intorno a messaggi consimili pervenuti ad altri visualizzatori. Considero prioritario questo mio rapporto e della massima serietà il pericolo veicolato dal messaggio pervenutomi.
Il tremito permane a oltre un’ora dalla fine della visualizzazione.
Rapporto consegnato il 21/12/1979 a R.M.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 12/1/1980, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Non riesco a penetrare nel senzatempo. Visione di una parete buia, verticale, sulla cui superficie fluttua un volto approssimativamente umanoide, che mi ostacola la visione. La sua voce è inesistente, una frequenza troppo alta perché io possa percepirla in àmbito mentale. Avverto una forte pressione, come se mi volesse schiacciare. Mi parla, ma non posso percepire né comprendere cosa dice. Sono invaso da folate emotive incontrollabili, che definirei di odio e pietà filiale.
Sono costretto a interrompere la visione, a causa della pressione che l’ostacolo mi oppone.
Rapporto consegnato il 12/1/1980 a P.G.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 20/1/1980, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Ancora impedito a visualizzare dallo strato buio, la parete verticale su cui fluttua il volto che parla senza che io abbia la possibilità di comprendere. Sono assalito da un pensiero interno, una frase, che è in me e non proviene dal volto che mi ostacola la visione. La frase compulsivamente si ripete nella mia mente senza che io riesca ad arrestarla: “Non pensare che sia beato alcuno degli effimeri se prima non sia ripulito da ogni orrido male”. La frase si ripete a ciclo, è ossessionante, sono costretto a interrompere la visualizzazione.
Rapporto consegnato il 20/1/1980 a P.G.
In fede,
Vito Genna

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Milano, 23/6/1980, h:18.15
Rapporto di visualizzazione settimanale a ZENTRUM

[…]
Concentrazione.
Visione.
Interrotto dal muro nero su cui fluttua il volto umanoide, sempre liquido, sempre parlante senza che io possa comprenderne il dettato. Da sei mesi mi è impedita ogni forma di visualizzazione.
Domando al Zentrum istruzioni in merito, essendomi interdetta la continuazione dell’opera.
L’oppositore mi è impossibile da superare.
Rapporto consegnato il 23/6/1980 a R.M.
In fede,
Vito Genna


in memoriam:

† VITO GENNA (30.6.1939-31.12.2005)
† ANGELO RESTANI (4.5.1949-6.3.2006)
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