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April 28, 2015 at 03:53PM


Enrico Letta era un premier non eletto, in quanto non eleggiamo nessun premier, viviamo in un sistema parlamentare, comunque non è stato eletto ed è stato imposto da Napolitano. Enrico Letta pensa di modificare la costituzione con una commissione extraparlamentare di chissà che saggi, i quali gli elaborano una legge elettorale identica a quella che sta per essere votata. Enrico Letta non ha fatto una riforma che sia una in circa un anno di governo. Enrico Letta ha fatto un governo con Berlusconi al governo, favorendo la scissione in Forza Italia, e appendendosi alla fiducia di Berlusconi, in una seduta memorabile per vis comica (Letta che fa il labiale dove dice “Grande!” di Berlusconi ad Alfano, siccome Berlusconi ci ripensa all’ultimo e dà la fiducia e il governo Enrico Letta non cade, il 27 novembre 2013, che è meno di due anni fa). Enrico Letta sceglie Annamaria Cancellieri e quella arriva nel calderone dello scandalo Ligresti ed Enrico Letta non le dice di dimettersi. Enrico Letta non fa leggi sul lavoro, fa il decreto sulla scuola di una Carrozza, fa il truffaldino decreto Salva Roma che viene sventato dal M5S e allora lo chiama Milleproroghe, il cui nome è già un programma, e lo fa. Enrico Letta ottiene la fiducia del governo Enrico Letta al Senato e allora un’ora dopo vola d’urgenza a Berlino a riferire ad Angela Merkel, quando il governo Enrico Letta ha poche ore di vita. Il governo Enrico Letta si avvale di 21 ministri e 10 viceministri e 30 sottosegretari. Enrico Letta, nel governo Enrico Letta, fa il vertice del lavoro che si chiama “Jobs for Youth – Building Opportunities, Opening Paths”. Il governo Enrico Letta e Enrico Letta fanno il caso vicenda Shalabayeva. In meno che deci mesi di vita del governo Letta rischiano le dimissioni il ministro dell’interno e quello della giustizia, mentre proprio si dimettono dimettono i ministri Josefa Idem e Nunzia De Girolamo, il viceministro Bruno Archi, i sottosegretari Michaela Biancofiore, Gianfranco Micchiché, Walter Ferrazza, Jole Santelli, Stefano Fassina. Enrico Letta dice che adesso prendono 150 euro agli insegnanti e non glieli restituiscono più.
No, questo semplicemente per ricordarvi. Andrebbe ricordato anche a questo allampanato ex premier, che rivendica il ruolo istituzionale del vinto che sarebbe simpatico in quanto disarcionato dall’arrogante. Fate un po’ voi, perché so benissimo cosa fa lui: il niente, con cui pensa di diventare presidente della Repubblica dopo Mattarella.

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