blog

May 12, 2015 at 03:32PM

In sei mesi, l’editoria italiana è finita: finita. Con ieri è finita: emblematicamente e realmente. Restano i resti di una grande editoria, che è una gran coglioneria. Chi lavora a quelle latitudini è generalmente un’entità allucinata e allucinante. E’ finita: quindi comincia ora. Io sto vedendo in certe pieghe cosa sarà. Non ve lo immaginate nemmeno cosa sarà, come non la si immaginava nei secondi Novanta quando in trenta italiani parlavamo di portare i cataloghi in print on demand. Non è detto affatto che io lavorerò in questa editoria che è completamente *altra*: probabilmente, no. Tuttavia ne vedrete delle belle, mentre altri resteranno a discettare della prosa di Antonella Clerici, antologia del giallo a Pasqua, Ukulele Volo e Franco Di Mare. Ohi: resteranno gli scrittori, continueranno a lavorare un po’ meglio di come lavorano adesso. Però sarà altra cosa.
Non si parla più di libri, di scrittura. Da qui in poi si parla di arte: di opere d’arte.
Buonanotte, bambini.

Annunci