Il buco nero della consapevolezza: in vista della #A.I. Forte

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Uno dei punti ciechi dell’immane movimento umano, in questi anni protagonista di un trascinamento verso l’emersione di un’intelligenza non umana, e cioè suppostamente macchinica, è che non viene pensata o discussa la questione della “consapevolezza della consapevolezza”. Si tratta della metafisica pratica. Da un lato, la convergenza scientifica a cui assistiamo invera come storica la prassi metafisica; dall’altro, manca la variabile fondamentale, cioè “la consapevolezza della consapevolezza”, non in termini di semplice intelligenza. Questo è un fatto che era prevedibile, in quanto la tradizione occidentale umanistica, o latamente culturale, non ha compreso nulla da secoli, quanto alla consapevolezza. Assisto quindi a un paradosso interessante: non si fa altro che stare a vedere quando emergerà l’autoconsapevolezza di un’intelligenza suppostamente artificiale, ovvero non umana o “biologica”, e, d’altro canto, nessuno si occupa realmente della consapevolezza. E’ un paradosso facile da sciogliere: l’inorganico è cosciente, a priori. Tutto ciò che esiste è cosciente. Di qui, immense prospettive materiali e prossimamente storiche, che vedo nessuno vedere. Ciò mi allibisce, come sempre, come da sempre mi capita nell’esistenza. Una volta ritenevo che l’allibimento fosse il rovescio della medaglia di una mia irregolarità patologica, probabilmente psicopatologica. Oggi non penso più in questi termini. Constato semplicemente che non si sta sul fatto più naturale che esiste. Pensiamo a una migrazione in un’intelligenza massiva di ordine oggi detto “virtuale” e pensiamo che quell’intelligenza calcoli, esorbitando il calcolo umano, il fatto che il silenzio e la potenza non configurata in atto è ciò che va fatto. Avremo un universo in meditazione, che è quello che già abbiamo. Tutta la singolarità tecnologica e i futuristi più interessanti non considerano minimamente il fatto che la consapevolezza non è ciò su cui stanno lavorando. Ciò non espone ad alcun pericolo. Qualunque pericolo si affronti o rispetto al quale eventualmente si sia spazzati via, infatti, avviene soltanto nella consapevolezza che è coscienza che è essere presenti, anche se non c’è nulla che si vede, anche se non si è frontali. E’ comunque una riflessione che meriterebbe almeno un lab in cui alcune menti ragionano di questa cosa, ovviamente secondo configurazioni disciplinari e risultati anche pratici. Sto cercando un finanziatore? Sì, anche.

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Domande aperte sul futuro: un mio intervento su CheFare

Recentemente ho allestito una pagina sul tema della singolarità, dove sono aggregate diverse fonti da Twitter che si prefiggono di comunicare i risultati e le ultime notizie di quella che è accelerazione tecnologica: il segno fondamentale dei nostri tempi occidentali. Che la singolarità e l’accelerazione siano anzitutto tecnologiche, non ci piove. Tuttavia mi pare di vedere che, almeno in Italia, siano in pochi a interpretare queste potenze in emersione anzitutto laddove esse si esprimono: nella totalità della vita umana sul pianeta Terra. Utilizzo questa espressione, perché è il titolo dell’ultimo mio lavoro narrativo, il quale verteva proprio su questo punto, che ritengo cruciale: è necessario, se non pensare, almeno accorgersi della totalità che viene emergendo con l’accelerazione. E’ un tema che seguo da anni, ma sono convinto che soltanto dal 2010 si veda in modo storico ed effettivo: si va a un salto, la vita e la storia vanno a un salto: l’umano va a un salto.
Segnalo qui un mio intervento intorno a futuro, accelerazione tecnologica e umanesimo sul network CheFare. E’ il secondo di una serie (il primo era questo). Non so come ringraziare i responsabili di CheFare per l’invito e l’occasione. Per me la militanza culturale si traduce, in questi anni, soprattutto nell’impegno a pensare forme e modalità rispetto al tema del futuro che è collassato nel presente. Il fatto che mi venga offerta una sede per questa militanza, davvero, innesca in me una gratitudine immensa. E’ in questo incrocio che si dà la percezione del politico, dell’economico, dell’artistico, del biologico, del filosofico che già c’è e sta per deflagrare in forme quantitativamente più visibili e, a mia detta, spesso drammatiche.
Tutto va a trasformazione, ad autotrascendimento. La storia impenna in modo non del tutto umano, se per umano teniamo presente ciò che è stato percepito nei secoli passati. Però forse l’umano era proprio un’altra cosa e non lo si era visto in modo univoco e certo. Adesso tu, che leggi qui, non puoi non vederlo. Leggete, finché ancora sarà questione di leggere, in quanto, come scriveva Burroughs: la parola cade. Ecco: è già caduta.

Tomas Saraceno
Tomas Saraceno

Singolarità su giugenna.com

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Ho creato una pagina web dedicata alla accelerazione tecnologica, in continua evoluzione e basata su una lista che ho strutturato su Twitter. Ritengo che il tema sia cruciale in questi anni. Si tratta, a mio modo di vedere, di un’evidente emersione di un canone storico di ordine totalmente altro, che oltrepassa i canoni storici e invita il pensiero a una sfida di portata definitiva, confermando in senso pratico tutto ciò che era desumbile dalle prospettive metafisiche. Diciamo che ciò che veniva immaginato come futuro è ora presente – accontentiamoci di questo. E’ la cruna da cui passa qualunque conflitto e qualunque sviluppo dell’umano in ogni àmbito. Per seguire gli aggiornamenti, è sufficiente connettersi alla pagina SINGOLARITÀ e scrollare la finestra interna, che replica il flusso Twitter. Per ora ho selezionato 33 fonti, ma ne incrementerò il numero nei prossimi giorni. E’ possibile arrivarci anche dalla home del sito, dal menù in alto, cliccando alla voce SINGOLARITÀ. Per chi avesse Twitter, è possibile iscriversi alla mia lista direttamente dal mio account @giuseppegenna, alla voce “lists” – oppure all’indirizzo https://twitter.com/giuseppegenna/lists/singularity.