Videointervista senza rete al Miserabile

Alla presentazione del suo nuovo romanzo Le Teste, Bonsai Tv ha incontrato il Miserabile, per parlare di internet e del futuro della letteratura in rete. E di alcuni scorci particolari del suo libro.

Verifica dei poteri sullo stato di produzione artistica e digitalizzazione, connessione e comunità: Bonsai.tv videoregistra pensieri non tanto in libertà circa il crollo e la rigenerazione dei paradigmi culturali nell’epoca della deflagrazione dell’occidente.

[Pubblicato il 21 dicembre 2009 e rieditato il 2 settembre 2011]

Il Miserabile e la Rete letteraria sul “Corriere della Sera”

Si parla di Rete, di scrittori, di letteratura. Si parla anche di Carmilla. E si rende implicita una Cosa che sta nascendo. Il Miserabile è contento come una puerpera a pochi giorni dal parto… Per leggere la versione pdf, basta cliccare sull’immagine.

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Quel matrimonio (inevitabile) tra Internet e letteratura
Genna: «È cambiato il linguaggio». Moresco: «Messaggi superficiali»
di PAOLO DI STEFANO
[dal Corriere della Sera]

Che rapporto c’è tra letteratura e nuovi media? Ammettiamolo pu­re, sono passati oltre dieci anni dal­la nascita del web e ancora nessu­no saprebbe rispondere con precisione a que­sta domanda. Eppure, indubbiamente il pa­norama letterario (che non significa ancora la Letteratura) è molto cambiato. Il primo (e visibilissimo) effetto di Internet è che se pri­ma il dibattito, il confronto, l’informazione si tenevano soltanto sui giornali e sulle riviste (cartacee), da qualche anno le sedi di discus­sione sulla letteratura si sono moltiplicate e «democratizzate». L’era del blog ha reso ac­cessibile a tutti un’area in cui prima avevano diritto di parola solo gli addetti ai lavori.
Tutto ciò ha finito spesso per creare un sol­co ancora più netto tra apocalittici (che resi­stono alla nuova barbarie) e integrati (i nuovi barbari, appunto). Su questi temi si interro­gherà per un fine settimana, tra il 2 e il 4 otto­bre, Oronzo Macondo , una «Writer’s Factory» che raccoglierà nell’Agriturismo Vil­la Conca Marco di Vanze (provincia di Lecce) un gruppo di intellettuali web-integrati: scrit­tori (da Gianni Biondillo a Paolo Nori e Anto­nio Pascale), critici, teorici e sociologi della rete (come Carlo Formenti e Michele Trecca). Le domande possibili sono tante: per esem­pio, se il web ha comportato o comporterà un mutamento nelle forme di scrittura, se è cambiato lo statuto della critica militante, quali sono le conseguenze dei nuovi canali nel mercato editoriale. Le esperienze italiane in tal senso sono varie e per molti versi con­traddittorie. Lo mette subito a fuoco lo scrit­tore Giuseppe Genna, cui si devono apporti quasi pionieristici a Clarence , poi alle riviste I Miserabili e Carmilla con Evangelisti: «Fino­ra — dice Genna — solo una parte minima di intellettuali italiani ha discusso di contenuti in rete: all’inizio erano cinque o sei e tutto sommati non sono aumentati di molto. Po­chi hanno capito che c’è uno spostamento di baricentro che comporta l’acquisizione di nuovi linguaggi. E gli intellettuali che hanno operato nel web non sono stati ascoltati dalle istituzioni culturali, in primo luogo gli edito­ri ». Detto questo, è anche vero che molti siti nati con grandi speranze hanno chiuso per la superfetazione di materiale inerte: «Diciamo che quelli che resistono vedono aumentare i lettori in maniera impressionante. Carmilla, fatta da tre-quattro scrittori nei ritagli di tem­po, raggiunge 320 mila lettori al mese, una cifra impensabile in passato per riviste anche importanti come Alfabeta . È una realtà (non proprio virtuale) che non si può ignorare. E bisogna aggiungere che i nuovi hardware moltiplicheranno ancora gli effetti. Poi è an­che vero che aprire a tutti i commenti produ­ce spesso un carnaio che porta all’implosio­ne ».
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Ultimo giorno per iscriversi all’evento 2.0

ovvero: L’insuperabile Quesito della Susi: che cavolo è il Web 2.0?

n59207858993_5633[Questo è l’ultimo giorno in cui ci si può iscrivere on line per partecipare gratuitamente al convegno sul 2.0 organizzato da Siris Media Factory (se siete su Facebook, vi consiglio vivamente di iscrivervi al gruppo Siris, che mobiliterà cose che ritengo importanti) per Asseprim e Assintel, associazioni Confcommercio. Tra i realtori, i vertici di Google, Adobe, Burson & Marsteller, SAP – e me che parlerò di narrazione aperta e crollo futuro di Facebook. L’evento si tiene domani a Milano in corso Venezia 49, a partire dalle 9.00. Tutti i particolari, oltre all’iscrizione istantanea, su http://www.duepunto0.it]

susi2Cioè: a me questa cosa del 2.0 sembra in tutto e per tutto uno degli eterni interrogativi che emergono nell’altrettanto eterno salotto del Quesito della Susi: gente loungissima con la scucchia, che si aggira nel 2009 vestita vintage (in emulazione fallimentare del guardaroba più brutto nella storia del regno umano: quello italiano degli anni Settanta, a colpi di Cagi e di Facis), e formula esoteriche domande che nemmeno il Corvo Parlante o L’impareggiabile Piero. Il Web 2.0 è l’ircocervo, il patafisico e il patato, l’unicorno e un corno, il mercato rionale e – ma anche o – globale, la banda larga e quella d’Affori, YouTube e U2, podcast e casting, social network e carcere, grano virtuale ed estrattori che cercano l’oro come nel capolavoro di Chaplin. Tentare di definire il Web 2.0 è pari al comunicare che fine fa un morso di banana che inghiotto: dove va?, come?, che ci fa dentro il mio corpo?, arriva un fisiologo che mi dice cosa accade sul serio e nulla di quello che dice è sentito o visto: dove cavolo sarebbero i metaboliti e il ciclo di Krebbs? Che c’entra il mitocondrio?
E’ perciò abbastanza liberatorio andare come Don Chisciotte a illustrare che diavolo sarebbe il Web 2.0 in un convegno. Eppure lo faccio. Mi permetto anche di dire che, secondo me, Facebook crollerà in otto mesi (non sette: otto). Poi faccio l’interpretazione del video più assurdo di YouTube: ma è veramente il PIU’ assurdo che si sia visto e non l’avete sicuramente visualizzato (lo induco dalle stats).
Oh: se volete venire, è dai tempi di Clarence che non facevo una cosa del genere. L’evento si tiene a Milano, martedì prossimo. L’ingresso è gratuito, ci si iscrive on line qui, parlano anche i vertici di Google e di Adobe tra i molti altri.
Gianluca Neri sarà presente sugli spalti in ispirito, a tirarmi addosso aeroplanini di carta e verrà arrestato in qualità di membro qaedista che dirotta jet cartacei.