“Bambini di ferro” di Viola Di Grado

bambini-di-ferroAvverto ormai una tale debolezza e una così pallida infiorescenza nella percezione generalizzata dei testi, e di riflesso, da quanto vedo, nella produzione stessa dei testi e non solo in lingua italiana, che mi azzardo sempre più raramente a parlarne, a indicare: mi sembra che la testualità abbia assunto i caratteri di un lavoro sempre più intimo e sempre più profetico, se profeta è colui o colei che urla vanamente nel deserto. Mi accartoccio pensando i testi miei, ravvedendo problemi mai sperimentati prima da me, quanto a mimesi e lavoro attorno a un mito centrale, al simbolico, che in questo passaggio mi pare sfumato, non esserci più. Però sono felicemente costretto a dire dei “Bambini di ferro” di Viola Di Grado (La nave di Teseo, euro 18), che sto leggendo. Continua a leggere ““Bambini di ferro” di Viola Di Grado”