Hitler - romanzo

Ciò che spinge il romanzo è non visto

x2.jpgCiò che sospinge la scrittura del romanzo, che è estenuante per l’esposizione continua all’orrore e per l’impossibilità di rappresentare il Male e distruggere l’illusione di un romanzo storico finzionale, è il non visto, ciò che soltanto occhi viventi posso avere visto e non la vista monocola di uno scrittore o di un lettore. Eppure, il non visto è visibile. Visibile, esso non è visto. La riprova sta qua sotto. Quella che segue è l’immagine che fa da buco nero al gorgo di questo libro, necessario perché immondo. E’ un’immagine d’epoca, scattata male. La sua innocenza è apparente. La sua qualità precipua è di essere quasi unica. L’incomprensibile avviene qui sotto i nostri occhi, trasmesso col pudore di una denuncia impossibile – ed è impossibile accorgersi della denuncia. Ingranditela, cliccandoci sopra. Osservate gli alberi, immaginate lo stormire silenzioso. Questa finestra muta. La confusa scena che si svolge nel minimo appezzamento. Il tempo fermato che non redime. Questa immagine è tutta la poetica del romanzo. Io stopperò lo sguardo dei lettori, per non farlo scivolare nell’oscenità assoluta. Io esorcizzerò, maledicendo chi inventa, chi sovrappone finzione a realtà. Questa immagine richiede un simile silenzio, questa immagine punta il dito sulla letteratura, sulla sua criminogena irradiazione.

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