Hitler - romanzo

Le metope del romanzo

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Un libro per metope dovrebbe istituire: una apparente linearità di lettura; il racconto di una vicenda mitica. Dove pongo le metope del romanzo? Sul frontone del Tempio Umano. La vicenda sembra lineare e non può esserlo: è un’esistenza intera, ed essa coinvolge esistenze intere. La vicenda per metope fa compiere salti in modo che la linearità sia mimata, ma non sia affatto linearità. x2.jpgQuanto al mito, si tratta di realtà: non c’è mito, qui – c’è l’ingiustizia di una nemesi che colpisce chi non ha commesso la colpa tragica, l’eroismo che diserta il protagonista, che finge sempre di essere un eroe tragico e non lo è mai.
E, per chi ha occhi per vedere, la struttura è esattamente ciò che fu come riappare dopo un tempo infinito. Il modello esplicito è architettonico ed è l’Altare di Pergamo al Pergamon Museum di Berlino. La stanza dedicata all’Altare è immensa e bianchissima. Il frontone esorbita dall’altare: è un fregio lunghissimo, le metope sono isolate, attaccate in linea orizzontale alle tre pareti della stanza che ne permettono l’esposizione, a destra, di fronte e a sinistra dell’altare stesso. Sono metope isolate, resti ritrovati, non collocabili nel corpo architettonico. L’audioguida non guida affatto, si stenta a comprendere il disegno generale. Ciò accade se le metope fanno parte di una storia che si credeva conosciuta e invece non lo è affatto: esattamente la situazione del romanzo. La battaglia tra dèi e titani là, mentre qui è la battaglia tra un uomo “di un’altra specie umana” e gli umani. Là, l’altare era dedicato a Zeus; qui, l’altare è dedicato all’uomo che non maledice, ma è maledetto (come prescrive il Talmud). Là, la classicità che fonda il progetto umanistico; qui, i danni del progetto umanistico, i danni estremi, la sua naturale e per secoli progettata conclusione.

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