Giro di Walser

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Nell’alienarmi centinaia e centinaia (migliaia…) di libri per fare posto nella casa, ho constatato che metà dell’opera di Robert Walser è andata perduta. Mi sono recato per settimane in librerie indipendenti e di catena, chiedendo i libri di Walser che mi mancavano: in una mi hanno dato un manuale sul valzer, chiedendo se quello l’avevo; nelle altre librerie la totalità dell’opera walseriana era completamente assente. Ho ordinato su Amazon, ecco Walser: adesso incomincio a studiare, ché qualcosa vorrei scrivere, anche se mi pare che il saggio di Agamben in proposito sia assolutamente insuperabile e, quindi, non si vede il bisogno di altri saggi. Però questa esperienza fa parte del *mio* attrito col testo: è per me fondamentale sentire e ragionare Walser. La sua metafisica qualificata in favola è la premessa poetica al “romanzo” che mi piacerebbe scrivere e che ho etichettato come “libro cupo e atro” (qui la gallery di immagini e piccoli lacerti di prova: http://on.fb.me/1jN6PBV). Inoltre, terminata la correzione delle bozze del saggio “Io sono”, che uscirà a fine marzo (info qui, ma la copertina non sarà quella in immagine: http://bit.ly/1vfQ1Yd), un terzo del quale è dedicato alla lettura in chiave metafisica di certo Hölderlin e Kafka e Melville e Lovecraft e Burroughs oltre che del rapporto tra tragico e romanzo, la riflessione mancante sulla testualità letteraria metafisica è proprio quella che concerne Walser. Nel frattempo, l’esistenza è un poco tumultuosa, per cui, spostandomi tra sale d’attesa e mezzi pubblici, stando fermo o muovendomi, mi farò sedurre come sempre dal maestro della “Passeggiata”, nonostante il compito unico sia farmi guidare dal maestro e basta.

da Facebook http://on.fb.me/1yWj8wZ

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