Mondadori vuole comprare Rcs Libri

Dunque è ufficiale: Mondadori ha ufficializzato l’offerta d’acquisto per la divisione libri di Rizzoli. L’affare dovrebbe essere quantificabile in circa 350 milioni di euro. Abbiamo dunque la certificazione d.o.p. della fine di un immenso periodo, in cui l’editoria italiana è stata grande e adesso va a essere piccola, ma semitotalitaria. Nei miei calcoli sulle quote di mercato, Mondadori libri (con Piemme, Sperling, Einaudi, etc.) e il gruppo Rizzoli (con Bompiani, Marsilio, Adelphi, etc) superano il 40% del totale: è una situazione in cui dovrebbe intervenire l’Antitrust. In cinque soggetti vanno a controllare il 60% di un mercato. E’ la pietra tombale sulla concorrenza, sulla differenza, sulla pubblicazione come testimonianza di esperienza letteraria. Immagino che ci saranno molti licenziamenti, come sempre quando si fondono due gruppi. Immagino anche Arnoldo e Angelo che si ribaltano nella tomba in sensi inversi, pur di litigare. L’organigramma mondadoriano ha subìto un autentico sisma poche settimane fa, col ritorno di Gianni Ferrari a gran capo che, come posso sempre immaginare, guiderà questa operazione di riunificazione editoriale e distributiva. Non vedo la strategia, mi sembra una decisione folle. Non credo che in questo modo arriverà una risposta fattiva ad Amazon, che è la grande paura della non più grande editoria italica. Recentemente dicevo, a una persona che è stata costretta a subire il brusco sciame sismico di questa editoria -2.0: una volta vedevi le piramidi di Giza, non ci saranno più, guarderai la spianata e non vedrai le piramide, ma un gattino al posto della Sfinge; le piramidi saranno molti chilometri più in là, a Saqqara, più tozze, grandi manco la metà di quelle di Giza”. Ecco: succede.
Una notazione personale: Mondadori è il mio editore. Da autore di lungo corso della casa editrice, spero che la politica di catalogo e di letteratura, che bene o male soltanto Mondadori Bompiani e un pezzetto di Einaudi hanno mantenuto viva in questi ultimi anni, persista e sia organizzata come suggerisce questo tempo di rapidi apocalissi e minimi assestamenti: oggi si può fare davvero meglio di qualche anno addietro. La situazione di oggi è stata preparata o, nel più innocente dei casi, non prevista da una schiera di intellettuali che vorrei a uno a uno interrogare durissimamente in una certa cella a Pyongyang, con il permesso di Kim Jong Un, il quale detiene il 100% di qualunque mercato della Corea del Nord: anche dei libri, dunque. Possiamo imparare molto da lui. Bene così. Avanti così.
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