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April 01, 2015 at 12:48PM


Wallace Stevens, da “Harmonium”:
TREDICI MODI DI GUARDARE UN MERLO

I.
Fra venti monti nivei
L’unica cosa mobile
Era l’occhio del merlo.

II.
Ero di tre voleri,
Come un albero
Su cui stanno tre merli.

III.
Girò il merlo sui venti dell’autunno.
Fu breve parte della pantomima.

IV.
Un uomo ed una donna
Sono uno.
L’uomo e la donna e il merlo
Sono uno.

V.
Non so se preferire,
Bellezza di cadenze
O di allusioni,
Il sibilo del merlo
O quello che segue.

VI.
Riempivano i ghiaccioli il finestrone
Di vetro barbaro,
Dove l’ombra del merlo
Trascorse e ritrascorse.
Scovò lo stato d’animo
Causa indecifrabile
Nell’ombra.

VII.
O esigui uomini di Haddam,
Perché vi figurate uccelli d’oro?
Non vedete che il merlo
Cammina intorno ai piedi delle donne
Che vi circondano?

VIII.
Conosco io nobili accenti
E ritmi luminosi e inevitabili:
Però conosco anche
Che il merlo è coinvolto
Nelle cose chei conosco io.

IX.
Quando scomparve in volo,
Il merlo scrisse il margine
Di uno tra vari circoli.

X.
Alla vista dei merli
Volanti in luce verde,
Finanche le orge d’eufonia
Davano un grido acuto.

XI.
Viaggiò per il Connecticut
In un cocchio di vetro.
Una volta lo strinse lo sgomento,
Quando prese per uno sbaglio
L’ombra del suo equipaggio
Per un volo di merli.

XII.
II fiume trasalisce:
Deve volare il merlo in questo istante.

XIII.
Fu vespero l’intero pomeriggio.
Nevicava,
Per nevicare ancora.
Ed il merlo si assise
Fra le membra del cedro.

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