Su 02blog.it: intervista su Italia De Profundis

Giuseppe Genna - ITALIA DE PROFUNDIS - minimum faxIl sito ufficiale
ITALIA DE PROFUNDIS su minimum fax
I booktrailer: 1234
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Gabriele Ferraresi è uno dei giornalisti più interessanti della leva che si è affacciata in questi ultimi anni. Alcuni suoi reportage surreali (come questo o questo) sono pezzi di pura letteratura. Non ho capito come mai ancora non si sia fatto avanti un editore per pubblicare una raccolta delle incredibili interviste di Ferraresi, tra le quali spiccano alcune imperdibili apparese su Cronaca Vera. Detto ciò, Ferraresi mi ha chiesto un’intervista su Italia De Profundis, da pubblicare su una specie di portale che non conoscevo: si chiama 02blog.it e, a mia detta, è interessantissimo. Ci si trovano dentro materiali sorprendenti. In ogni caso, l’intervista è stata realizzata. Eccone un assaggio e, in calce, il link alla versione integrale, per chi ne fosse interessato.

Intervista: Giuseppe Genna, Italia De Profundis, e il Paese che abbiamo disimparato ad amare
di GABRIELE FERRARESI
[da 02blog.it]
[…] Spesso in quello che scrivi – penso al Dies Irae, o anche ai tuoi noir di qualche anno fa, come Catrame – rientra il quartiere di Calvairate, che racconti come una personale Yoknapatawpha, e Italia De Profundis non fa eccezione. Che cosa non hai ancora raccontato di quell’aleph che si estende tra piazza Martini, viale Molise e piazza Insubria?
Calvairate, in IDP, fa la fine di “Giuseppe Genna”: finisce. Dalla morte di mio padre, e non per una mancata elaborazione del lutto, io non torno più nel mio quartiere di provenienza, questa specie di mostro architettonico e antropologico di cui, esattamente come “Giuseppe Genna”, desideravo liberarmi anche (ma non solo) per via letteraria. Potrei andare avanti anni a raccontare saghe di Calvairate – non ho ancora scritto nulla, in pratica, sulle vicende disumane o paraumane di quella zona. Davvero, come ogni zona metropolitana, è un labirinto di storie e io in realtà ho solo sfiorato i muri esterni del labirinto. Poiché però questo è il libro della fine, nel senso che da questo punto io non so dove vado con la scrittura (nemmeno so se vado), c’era da giungere al punto definitivo della disintossicazione personale, che è una delle prospettive a cui io guardo idiosincraticamente a quello che ho scritto. Rimangono scorie, ovviamente, ma esse non esigono più di passare attraverso il filtro letterario. In questo senso, ho iniziato ad aprire la crisi, come si diceva di Forlani o Fanfani ai tempi di immemorabili compagini governative […].

La versione integrale dell’intervista su Italia De Profundis

Italia De Profundis in libreria – Un brano inedito

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Il romanzo Italia De Profundis (minimum fax, € 15) è finalmente acquistabile in tutte le librerie e anche on line. Ne riproduco un brano che non è inserito né nel sito ufficiale né nella pagina di minimum fax. Si tratta di una parte del quarto capitolo, che ha per titolo il medesimo del libro, e descrive la scena italiana, prima di una traduzione della stessa in termini narrativi secondo prosa poetica

«Era, dunque, l’estate improduttiva e faticosa del 2007, ma già da due anni io sto male, da due anni io non mi riposo, non ci sono vacanze, ma soggiorni nella calura brevi, inappaganti.
Ci avviciniamo al luogo del racconto.
Stanno fondando un nuovo partito.
I periodi glaciali che non conducono a nulla di nuovo spaventano. Gli italiani appaiono indifferenti al clima psichico. Da vent’anni la loro collettività è entomologica, termitica.
Questo nuovo partito sostituisce i rimasugli rosastri del fu Partito Comunista Italiano, un terzo della nazione lo votava, ci credeva, veniva ripagato con un’educazione chiesastica ma colma di senso di contenzione, se non di contrizione.
Io sprofondo, parallelo ai miei concittadini, in un altro genere di disperazione: sconosciuta. Dapprima è un nucleo lontano, interno, una fusione fredda che osservo con stupore glaciale. I periodi glaciali conducono sempre a novità inattese: fenditure improvvise nel pack, sprofondamenti nel dramma, repentine ritirate delle nevi, discioglimento delle vedrette, spalancamenti di abissi impensati.
La disperazione cresce, si allarga, mangia spazio e ossigeno in me.
Gli italiani stanno raggiungendo il culmine dell’idiozia. Concionano. Berciano contro le tasse. Non si smuovono. Non intuiscono la crepa. L’orizzonte di deflazione psichica a cui stanno correndo incontro, con gioiosa incoscienza. Nemmeno la morbosità, nemmeno la rassegnazione, nemmeno l’indignazione hanno più presa su questo popolo diviso in due caste sommarie, la ricca e la povera che vive nella finzione di una ricchezza elusiva, l’agio ostentato a spese di una povertà occulta ritmata dal pagamento delle cambiali: debiti contratti per andare in vacanza in luoghi di culto estivo per vip e segnalati come costanti del desiderio dai magazine del gossip, questa stampa non patinata, in carta a bassissima grammatura e inchiostrata male, che viene sfogliata avidamente da due terzi del Paese.
Sono raddoppiate le procedure di pignoramento.
Sta incombendo, sulla nazione che utilizza il bene rifugio del mattone, la bolla speculativa edilizia, un tumore che partirà entro un decennio dall’area angloamericana e investirà come un tornado gli italiani, i proprietari di case, gli scopritori delle bellezze rumene della multiproprietà sul Mar Nero e sul Mar Caspio, i detentori di mutui trentennali, difficoltosi da ottenere dalle banche, codici proibitivi che richiedono un esame spettrografico condotto attraverso una miriade incontenibile di appretti cartacei, autocertificazioni complesse, impegni che rasentano il giogo dell’usura.
La spesa per la telefonia cellulare è la più alta del continente.
I SUV hanno invaso le metropoli, inutili abbozzi di Transformers»…

Italia De Profundis: quarto e ultimo booktrailer

Giuseppe Genna - ITALIA DE PROFUNDIS - minimum faxE’ da lunedì in vendita in tutte le librerie il romanzo Italia De Profundis, edito per i tipi della collana nichel di minimum fax. Il sito ufficiale (www.italiadeprofundis.com) è stato visitato da moltissimi lettori, tanto che ho dovuto allargare la capacità di banda: ringrazio davvero tutti (ricordo anche che ora il sito è affiancato dalla pagina onnicomprensiva sul portale minimum fax, dove il libro si può ordinare).
Intanto, dopo il primo, il secondo e il terzo booktrailer, ho caricato il quarto e definitivo. E’ un collage di immagini che fa riferimento al contesto esistenziale, a un capitolo specifico del libro (quello in cui “Giuseppe Genna”, per disperazione, diventa eroinomane) e all’indagine psichica che ho tentato di condurre col testo. La musica è tratta dall’album di Franco Battiato, Dieci Stratagemmi: si tratta del pezzo 23 cromosomi. Segue una lettura di un brano di Italia De Profundis, su immagini di un discorso di Nisargadatta Maharaj. In calce alla finestra video, c’è il testo che viene letto. Ecco dunque il terzo booktrailer:

Da Italia De Profundis
Ero un ragazzino magro dall’intelligenza mobile, che non percepiva l’usufrutto di quella difesa letale anzitutto per chi la utilizza e che ignorava che l’usufrutto non è eterno. Portavo pantaloni jeans elastici, ridicoli. Indossavo camicie col colletto alla cinese. Mi vestivo con skipper e cappellino da marinaio di Kronstadt, avvolgevo il collo da anoressico o ipertiroideo con un saffy che marchiava la mia appartenenza a chissà quale sinistra.
Ero polvere alla polvere, il muretto del cortile contro cui bambino facevo rimbalzare la palla veniva creduto Grande Muraglia.
Foravo il tempo con lo sguardo, incapace di capovolgersi in quel preciso momento. Riuscivo a intuirmi dopo vent’anni di una vita che non sapevo come si sarebbe effettivamente configurata, ma non tentavo minimamente di osservarmi in quel qui e in quell’ora. La renitenza dell’idiota, che avevo incluso nella fenomenologia che mi inchiodava adesso, era la medesima di quello sparuto e magrissimo anticipatore del disgusto presente.
Non riesco a vedermi, ma potrei scrivere una lettera lunghissima a quel ragazzino, saccente per anaffettività, disperato senza conoscere i motivi della disperazione e la calma che il desiderio di abbandono concede a chi si lascia vincere nel campo di battaglia in cui ci si deve lasciare vincere.
Chi ero? Ora e allora.
Chi eravate? Chi siete?
Alimento nella foresta della carne. Farmaco per sradicare la malattia che è la trasmigrazione tra vita e vita nella medesima esistenza. Lento lavorio, invisibile, acutissimo, ultrasottile.
La morte riduce il ciclo dell’azione – non lo estingue.
Quante volte ero morto, io? Quante morirò?
“I pensieri del suo diario ritornavano indietro ad altre identità”: l’intero mondo aveva valenza ed è una falsa identità.
Ulteriori discorsi oggi sulle “barriere” e gli “scopi”.
La condizione del bisogno assoluto espresse il procedimento conosciuto come “sopraffazione”. Non rispondere. Cosa avrebbe potuto “sopraffare” quella persona che eri tu e sei tu, essendo persone diverse e la medesima persona allo stesso tempo? L’aria? Non rispondere. Il grande vento che faceva roteare quello che avresti potuto avere… Cosa vorresti? Cosa avresti voluto?
Attraversare la porta dello spavento supremo. E’ tutto quanto rimane da compiere.
Non è compiuto.

Italia De Profundis: il terzo booktrailer

Giuseppe Genna - ITALIA DE PROFUNDIS - minimum faxMentre nelle librerie stanno per approntare le copie del romanzo Italia De Profundis, edito per i tipi della collana nichel di minimum fax, il sito ufficiale (www.italiadeprofundis.com) è ora affiancato dalla pagina onnicomprensiva sul portale minimum fax.
Intanto, dopo il primo e il secondo booktrailer, ho caricato il terzo. Si tratta di uno spiazzamento – un estratto dalla parte finale del capolavoro di Kubrick, 2001 – Odissea nello spazio, in cui l’audio è sostituito, secondo pause che intendono avere un significato, con una canzone dell’ultimo Battisti, e cioè Per altri motivi. Il testo di Panella, modulato genialmente da Lucio Battisti, è assai fraterno all’Italia De Profundis. Poiché Battisti utilizza una tecnica vocale che appositamente sdrucciola le parole e le rende incomprensibili, sotto la finestra di YouTube inserisco il testo completo della canzone. La dichiarazione finale, nel video, è di Pasolini a proposito della composizione e di uno degli infiniti sottotesti di Petrolio. Ecco il terzo booktrailer, dunque:

Per altri motivi
[Lucio Battisti, testo di Giuseppe Panella, dall’album “L’apparenza”]
Ah! questa poi
sento di star per vivere
e nello stesso momento
tremila riluttanti col lunghissimo mento
e i denti scricchiolanti avidamente
tremila debuttanti sfondano
contemporaneamente
le quattro pareti nemmeno tanto ingenuamente
perché non c’erano segnali di divieti. Ah! questa poi
sento di star per vivere
e i villini camminano
dopo i pranzi con l’inquilino in bocca stuzzicante
anzi tutte le belle pancione
dovrebbero fregiarsi di un balcone.
Ah! come sono triste mi mangerei oltre il pasto
le liste dei vini
se fossero di sfoglie coi croccantini
al posto delle scritte.
Avrei una voglia, un taglietto d’affetto.
Cosa sento ma niente.
Un affetto non si prova
s’indossa direttamente.
Ah! come siamo vivi come tutto accade
per tutt’altri motivi.
Mettiti nei tuoi panni
dove sei più aleatoria.
Siamo nella preistoria
ecco una frase che durerà.
Sapessi tu come me ne ricordi un’altra
della quale non ho alcun ricordo
perché non avemmo motivi
nemmeno di disaccordo
anzi come i lati
di un triangolo isoscele
non avemmo motivo di conoscerci.
Ma sento un tepore carnale che cresce
sarà un saldatore che al naso mi unisce.
Ah! come sono vivace come uno che tace
e ci si domanda
chi ha fiatato ed ognuno si voltò dall’altro lato
credendo di aver pronunciato
lui stesso quella frase chi ha parlato è l’autista
che pronuncia il discorso
più lungo che esista.
Al ritorno la strada restò sola
e le corsie incontrandosi
non dissero nemmeno una parola.
Ah! questa poi
sto per vivere di fresco
e me ne esco
uno da una parte
uno dall’altra la Commedia dell’Arte.
Ah! come sono vivace come uno che tace.

Italia De Profundis: il secondo booktrailer

Giuseppe Genna - ITALIA DE PROFUNDIS - minimum faxMentre le librerie stanno aprendo i pacchi contenenti le copie del romanzo Italia De Profundis, edito per i tipi della collana nichel di minimum fax, il sito ufficiale (www.italiadeprofundis.com) ha fatto registrare un boom di contatti: 3.600 lettori unici in un solo giorno. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto visitarlo.
Dopo il booktrailer, ho caricato il secondo. Esso nasce da suggestioni fornitemi da Alcide Pierantozzi, l’autore dello splendido L’uomo e il suo amore. Apparentemente si tratta dell’estetica opposta a quella del primo video. Tuttavia questo accostamento tra estremi rende bene l’idea di che cosa sia in effetti l’Italia De Profundis. Ecco il secondo booktrailer, dunque:

Arriva Italia De Profundis: ecco il sito ufficiale

Giuseppe Genna - ITALIA DE PROFUNDIS - minimum faxA giorni sarà in libreria, per i tipi della collana nichel di minimum fax, il romanzo Italia De Profundis.
Intanto è on line il sito ufficiale: www.italiadeprofundis.com.
Il sito si scrolla solo in orizzontale, ogni immagine è linkata a pop-up, dove sono riprodotti brani, articoli, video, file audio. In tutto, sono più di sessanta pagine, alcune “occulte”, secondo la logica del “labirinto” che Babsi Jones realizzò per il suo Sappiano le mie parole di sangue.
Ho realizzato anche un booktrailer (il primo: altri ne seguiranno):

Dall’intervista a minimum fax:
E che cos’è (o chi è) invece il “personaggio Italia”, questo infinito ventre molle, questo deserto di euforia e disperazione in cui si aggira l’io narrante?
“E’ il Paese che non c’è più. E’ il Paese più all’avanguardia del mondo occidentale, la sua punta di zircone, poiché si sta sporgendo per primo in una selva di istanze antiumane che preludono a un rovesciamento totale e impensabile dello stato del regno umano sul pianeta. E’ la propaggine del Drive In, la nazione che non risolve i propri nodi che riguardano il passato o il presente. E’ lo Stivale che ha pestato la cacca e ne ha subìto il contagio. E’ la congerie qualunquista, giacobina, teleschermizzata, priva di empatia. E’ una non-comunità che andrebbe sottoposta a una terapia: di umanismo, non dello hitlerismo sotto false spoglie che continua ad autopropinarsi senza rendersene conto. E’ lo Stato privo di politica perché si è fottuta l’idea stessa della pietà, dell’amore, dell’alterità. E’ il carcere geriatrico dove si sono cristallizzate le generazioni, dove i padri non hanno passato la staffetta ai figli e dove i figli non hanno potuto contare su figure generosamente magistrali. Paradossalmente, questo stato di cose induce una generazione (la mia) a uno sviluppo apparentemente tardivo ma violentissimo, che, quanto alla letteratura, opera nella “lingua morta” – la più letteraria e antica di quelle moderne. Il Boomerang lanciato dal Boom dei Sessanta sta tornando indietro. Credo che l’Italia esprima la letteratura più all’avanguardia dei Paesi industrializzati. Il suo contesto incivile implica una resistenza attiva, inventiva, una guerriglia umanistica che sta facendo vedere sintomi esaltanti per me, deprimenti e pericolosi per molti altri”.