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April 07, 2015 at 10:16PM


Io sono, certamente, ma anche io penso che: dovete andare a cagare voi designer, voi delle start-up, voi dei giornali degli inserti delle cucine, voi modelline, voi stylist, voi del fuorisalone, voi milanesi, voi hipster, voi del digitale, voi informatici in azienda che insegnate ancora il duepuntozero, voi del duepuntozero, voi addetti alla cultura, voi del ministero, voi romani, voi dei poterini, voi della cucina, voi chef, voi che fotografate i piatti e i gattini e i sorcini e le soncini, voi della sociologia light, voi del cinema, voi italiani, voi delle feste, voi delle line-up e voi dei cad, voi delle cat, voi dei cap salary e non, voi dell’economia, voi dei blog, voi dei selfie, voi della Triennale in attesa dell’Expó con le iniziative, voi della laurea triennale, voi del fantasy, voi del noir, voi del vegan, voi delle prose fintamente vulcaniche fintamente vertiginose e realmente fatte di inqualificabili tic, voi della poesia con l’asfissia più che ventennale, voi della crisi, voi del management, voi dell’infotainment, voi dei retweet, voi dei like e della condivisione, voi dei viaggi, voi delle farm, voi delle liste buzzfeed, voi delle classifiche qualunque classifica, voi dei strawberry mojito e delle molto stramberie, voi delle fidelizzazioni, voi delle monetizzazioni, voi delle redemption, voi dei video in slow motion, voi degli still life, voi della fotografia digitale, voi delle facce delle pubblicità che sembra che vi sia morta la zia amata mentre state esperendo un orgasmo sfinito e indefinitamente drammatico, voi dei generi, voi dell’immaginario, voi della storia e delle storie, voi della tv di “andare da Fazio”, voi di “andare a Fahrenheit”, voi dei premi, voi delle critiche e dei gossip e dello yoga della risata, voi degli eventi e delle pr e della privacy, voi della logica wiki e dell’impiattamento, voi che dite di essere eredi del patrimonio resistenziale essendo falsi fino al midollo e vi cagavate addosso al primo esplodere di un raudo in Valtellina, voi del #, voi dell’@, voi del <3, voi dei follower e degli “amici” e delle req e dei mag e delle app e dei css, voi di emoji, voi nipponizzati, voi pavidissimi, voi dei quarantacinque anni, voi dei senza guerra, voi del debolismo e del machismo postumo e con le barbe che eravate con le crestine due anni fa, voi dello sharing e di enjoy e delle citycar, voi dell’elettronica e voi della lirica e voi dell’epica e voi che non sapete scrivere un verso di poesia e dite che siete poeti e poetesse, voi dell’editor e dell’editing e del c.v. e dell’Fb e del Periscope e dele celebrities, voi della colonna destra di Repubblica e anche del Corriere, voi della finta, della gioia finta con quel sorriso lì con quei denti lì con quello sguardo lì, voi dell’ignoranza e dell’assenza di umanità, voi della misinterpretazione continua e scientifica e immorale: voi dovete andare a cagare. Poiché, se è vero che io ravvedo in ciò che penso nemico soltanto il mio stesso volto, ciò non toglie che non sono a quel livello e mi state sul cazzo tremendamente, ammorbate l’aria che respiro, siete avversari: siete l’Avversario. Con cui mai farò alcuna guerra, ma mi state sul cazzo e state sul cazzo a qualunque persona civile e dovete andare a cagare, non fosse chiaro.

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