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April 15, 2015 at 09:53AM

IL «BARDO»

Facciamo la morte: accendiamo
con l’acciarino il corpo e andiamo, piloto interno, andiamo!
Dentro il solito tunnelone verticale in alto andiamo
sorprendenti allegramente essendo, continuando allegri
come lo eravamo stati nella vita bella quando era bella: facciamolo!
E all’orlo verticale di quella galleria è l’ombra
di un padre e di una madre della vita brutta e diciamo “erano giù, là, da presso”
e ora altrove, sempre ora sempre altrove
scansiamo il senso di queste sagome: trascolorano. E’ bello e andiamo.
Ci sono i campi elisi e noi li sorpassiamo alla velocità bambina
andiamo in altro posto, oltre le schiere dei troni, sulla destra
virando inconsulti ridendo dello scherzo e degli scherzi, molti,
che facciamo ai padri e alle madri: nascondersi nell’armadio
lasciando il piedino fuori dall’anta socchiusa
nella polvere del pomeriggio noi aggiungiamo un poco di sofferenza
per fare più acuta la gioia della cosa
e ripararci teneramente dalle difese all’urto delle cose
di quel mondo là dabbasso che era preterizione
e una forma modulata di violenza
contro l’aria dentro la palla grande e leggerissima che era quel pallone Tele
un meriggio in Martini fiatando forte
una partita e del calcio, dietro il pallone
dove era aria dentro il pallone più leggera dell’aria fuori e era la stessa
aria come noi avevamo aria dentro più leggera dell’aria fuori ma era la stessa
aria e però stavamo giù dentro il prato, sfiatato, ero, indifferente a me e a altri
in modo positivo, speranzoso, si trainavano le piccole carcasse
frizzanti verso l’altra porta che non c’era, era di giubbotti messi nella polvere a fare zona e palo
nella finale di coppa del mondo nel prato assoluto, buio, assolato, solamente tutti
piccoli batteri, noi palla e via ai pali e battere l’altro
che non c’era. Andiamo. I grammi del cervello e i grandi
e le intronazioni di voci multiple in armonie di sigizie e zingare
e zingarelli: battiamoli: questo è l’oltremorte: qui si scherza:
azione e reazioni azzardano in altro modo più casuale, sottile, usuale
in altri ordini di stelline che frizzano in luci fredde sopra i balconi a capodanno
e è sempre capodanno e è crescere in dimensione
un sasso come un ciotolo da succhiare nella bocca la saliva
incrementando in lingue sonoramente schioccare in infiniti simili
all’infinito andare, un poco altro, come!, una cosa?, un poco io, senso di intendo, io

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