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May 25, 2015 at 06:16PM


A questo punto della vita (cioè a questo punto della morte: quanto manca?) è per me possibile dire che negli ultimi anni ho vissuto maravigliosamente. In realtà ho sempre vissuto in modo splendido; però negli ultimi sei sette anni ho vissuto con una libertà che non conoscevo. Che vita bella è stata! A otto anni pensai: come sarebbe bello vivere nelle scritture – e ho scritto, continuamente, sempre. Non ho mai pensato: che bello sarebbe avere successo nella vita!; e non mi sono mai affannato per avere successo nella vita. Ho sempre pensato, da quando ero piccolino: come è brutto qui, in questa forma e in questo pianeta, come soffro continuamente e soffro perché non sono nato del tutto e perciò sarebbe bello nascere del tutto, prima di morire. Ecco, non sono nato del tutto, ma certamente sono nato più di quanto immaginassi sempre, poiché ho lavorato su di me e hanno lavorato su di me, gli altri e gli anni, certo, ma non si tratta solo di anagrafe: quanti anni e anni di “terapie” ho praticato? Non intendo smettere di praticare questa esperienza, che viene detta “terapia”. E mi dicevo, verso i dodici anni: che bello sarebbe avere a che fare con la mente! Ho avuto a che fare con la mente, mia e altrui e la mente in generale, non soltanto vivendo la vita di tutti i giorni con un’attenzione intensa, ma anche praticando il neurolab e da qualche anno occupandomi di persone che si definiscono “pazienti”. E addirittura sono riuscito a scrivere un libro che si occupa della mente e dei testi! Questi anni, sì, sono molto belli. E l’amore? Mamma mia quanto amore! E quanti, anche, amori: quanto ho arso, quanto bruciavo discendendo nelle terre incognite… E la politica: quanto impegno e quanta sofferenza e gioia, partendo da quella sezione del PCI in via Ugo Tommei nel quartiere Calvairate di Milano, sempre stando nel politico e nel fare politico, sempre nelle scelte di parti prive di successo, sempre e sempre, ma quanto ho stupito per l’URSS e per i poveri del mondo che fanno il controvajont nella storia. E la storia? Ho vissuto storicamente, tanti paradigmi storici, ma certamente due macroparadigmi: la storia in senso novecentesco e una nuova storia (una nuova testualità) da sei sette anni. C’era la psicoanalisi e non c’è più! Anche la Juventus è andata in B e ora il calcio non è più quello lì di una volta, quando il Papà era vivo e vegeto (vegetava? Chi vegeta è vivente?). Quanti intellettuali, quanti artisti, quanti uomini di genio ho potuto conoscere, con quanti di loro ho parlato a lungo e per lungo tempo oppure occasionalmente e però: parlavamo insieme e sempre di cose tremende e incredibili. Che bello che è stato. Tutti i libri che ho pubblicato non hanno nulla a che fare con me, nessuno è davvero riuscito, non sono uno “scrittore” “di primo livello”, però che bello che ce l’ho fatta a fare quello che avevo in mente da bimbo, e l’ho fatto con l’ultima narrazione che è un poemetto: davvero, “La vita umana sul pianeta Terra” è l’unico libro riuscito secondo quanto avevo in mente di fare. Una volta, avevo dodici anni, c’era questo pallone, il Tango, era del Mundial che vincemmo, l’ufficiale: lo sognavo e sognai che ce lo avevo, ero andato alla Rinascente in piazza Duomo e sognai anche che ci giocavo tirandolo contro il fianco della cattedrale e, quindi, al risveglio, rubai dei soldi a mia Madre, cioè a mio Padre, e andai davvero alla Rinascente in Duomo e comperai per una cifra impossibile quel pallone, stava in una retìna di plastica gialla, la strappai appena uscito dal grande magazzeno e, giuro, incominciai a giocare a impiatto con il Tango contro il Duomo e non venne a interrompermi nessuno dei vigili: incredibile!, fui stanco e andai a casa. Ascoltate: dove lavoravo è sempre fallito. Lavoravo nella Rete, avevo tovato un’Identità!, incredibile che non serviva studiare per lavorare, in quanto studiavo mentre lavoravo e facevo la Rete e vedevo tutto da un balcone fuori mentre gli altri stavano in salotto, insieme a un centinaio scarso di persone, nel 1994, e poi feci la Rete e venni licenziato una volta da Mondadori e poi anche a Clarence venni tagliato e non ho mai smesso di fare questa cosa che è il Settecento protoindustriale della telepatia di domani. Quante volte mi hanno licenziato, tagliato! Quanti amici sono morti all’improvviso! Quesi sistemi cardiaci improvvisamente difettosi hanno fatto danni in me: furono dei traumi veri e propri. Quanti tumori, delicatissimi e mielosi, si sono insinuati nella vita delle persone a cui volevo e voglio bene! Quante storpiature, quanto sfiduciare, quanti protocolli e atti notarili ma attenzione: il Gruppo GEMS sicuramente acquisirà la Feltrinelli, già Mondadori acuista tutta la mezza editoria ma non la distribuzione con il Gruppo Rizzoli e adesso il quadro è cambiato! Son traumi. Quindi che bello che non potevo fare un saggio di metafisica e adesso ho potuto farlo, proprio quando tutti dicono che è la crisi, è finito l’umanesimo, i libri non vendono e nessuno legge e ricordano Emilio Villa: io ti faccio un saggio di metafisica e terapia e testualità: “Io sono” è il testo che meno mi aspettavo di fare e l’ho fatto, è stato possibile, sei anni fa non era possibile. Eccezionale. Ascoltate: niente finisce e tutto finisce iniziando senza posa, qualcuno lo sa che inizia e che finisce, quello lì che lo sa, per saperlo, deve essere di più che finisce e che inizia: è sicuro e lo dice anche Aristotile. Mica sono un gigante, Io, ma che bello vivere da Gulliver: davvero? Ascolta: Hitler è quella cosa centrale tremenda del vivere e lo abbiamo fatto, Paolo Sorrentino vedevo l’altroieri che lo faceva. Lui ha vinto l’Oscar e io no! Lo Io non vince mai l’Oscar ma lo inventa e lo organizza e lo consegna. Ascoltate, mi sta chiamando Davide Manuli per cui ho lavorato nel cinema e lavoro nel cinema bellissimo di fare quello che vuole lui e non io! Rispondo a Manuli, scusate. Ecco, sono tornato: era Davide Manuli del “La Leggenda Di Kaspar Hauser – Official Italia”. Chissà se riesco a vedere che l’uomo va davvero su Marte, come sognavo ai sette anni: non credo, la prostata, il sistema umano, non regge, forse no. Ma è chiaro che ci va di sicuro, 2032 o giù di lì? E che le donne non partoriranno perché nascono in dei sacchetti? E’ chiaro? Che non vi è più la parola perché parliamo con la mente senza parole, il che già accade da sempre altrimenti non c’era manco la parola, quindi la storia degli stili cosa ci fa?, è chiaro? Grande. Quindi “La vita umana sul pianeta Terra” della Mondadori e “Io sono” di Il Saggiatore, incredibile, in tre anni faccio i libri voluti da me: grande. Posso difendere un pochino “Fine Impero”, che preparava il poemetto successivo, non era di berlusconi o Lele Mora! E “Hitler”, certo, mi interroga, cosa mai sarà quella roba lì? Ho fatto bene? Ho fatto male? Scrivevo sempre solo Alfredino e il bimbo che lo guarda in quella foto della maglietta a righe sulla spiaggia gracilissimo nel bianco, nel nero. Ciao, vado in pace, non so se resto o che vado e, se vado, non so se vado dove si resta: come sempre, è sempre stato così. Grazie bellissimo ciao

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