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June 02, 2015 at 11:14PM

Questo ho scritto su Amazon comperando la versione digitale dell’ultimo libro di Milo De Angelis, “Incontri e agguati” (Mondadori), non è una recensione, è solo una cosa che ho scrittor su Amazon: “Ho atteso che si aprisse il negozio Amazon, la notte del 1 giugno, per potere accedere alla versione digitale di questo libro. Seguo Milo De Angelis dal 1979, anno in cui riuscii a mettere le mani, bimbo distonico e precoce, sul suo ‘Somiglianze’: nemmeno ero decenne e mi sconvolse. Non smisi mai Milo De Angelis. E’ per me l’autore della vita, insieme a Eliot e Celan e Hugo. Potrei sembrare agiografico, se non avessi compiuto la lotta necessarissima contro il padre, perfino contro il fratello maggiore, vincendola come chiunque. E’ con cognizione di causa dunque che affermo che questo libro, il più recente di De Angelis, compie un passo in un’infinitudine cruciale, qualcosa di matematico e di animico, e così pure di animale, il quale è esatto nella strategia con cui conquista la preda e minuzioso nella nutrizione. E’ una delle cifre qualificanti dell’intera poesia di Milo De Angelis, che pure dispone di una moltitudine di caratteri, e di caratteristiche. Qui c’è il digesto di un’esistenza né finita né sfinita, la trattativa con la morte iniziata con l’inizio di sé, la nascita degli universi e il guizzo della traduzione da Tucidide – quella versione che doveva essere al tempo stesso esatta e minuziosa e inventata. Punto cieco in cui si vede il cosmo, punto che si sposta secondo la metrica inafferrabile eppure necessitante e certo anche nella sintassi che realizza un cortocircuito della mente, la quale è tutto, il libro di Milo De Angelis è un compimento, una sorveglianza, un’altitudine vertiginosa, un genetliaco. Il tempo è sospeso eppure marca un’esistenza. Se la chance poematica, ovverosia anche narrativa, sembrava essere distante dalle vene del poeta milanese, questa percezione non era originaria e proveniva da una distanza critica che sul corpo testuale di De Angelis ha detto un po’ di tutto, spesso errando. E’ dall’esordio, momento cieco su cui non smette di tornare questo splendido artista – è dall’esordio che tutto è poematico in Milo De Angelis. Certo lo è antinarrativamente, ma anche qui è stato davvero contagiato da scotoma chi ha pensato che l’epico fosse narrativo. Si tratta di una cosmogonia che simula uno sviluppo e di fatto rende le cose presenti, in un’immobilità che non è statica, ma statuaria, ultima figura delle cose stesse in forma di patriarchi e di matriarche, capaci di piombare nel tempo ed essere in uno sviluppo, in un climax: in una storia di una vita, di molte vite. Non è questa la sede per un ragionamento criticamente accettabile, come è ovvio, ma vale la pena di sottolineare la coerenza, che impressiona, con cui ‘Incontri e agguati’ realizza, una volta di più nel percorso poetico di De Angelis, l’autoprofezia (la quale non smette di essere profezia in genere) che in ‘Poesia e destino’ veniva enunciata con un rigore allucinato. Da ‘Somiglianze’ a ‘Millimetri’ a ‘Distante un padre’ fino a questa ultima sintesi che rilancia nell’infinito degli infiniti, secondo quel movimento dello sguardo con cui Cantor ha abbattuto Aristotele, dimostrando che nell’infinito si possono contare moltissimi infiniti. Tutte le luci abbacinanti e le tenebre compatte e misteriose, con cui Milo De Angelis ha secreto un corpo poetico che lascia allibito chi legge e leggerà, sono presenti e doppiate in questa sua summa così magra e definitiva, così specifica del tempo nostro che il poeta italiano del nostro tempo definisce: lui è contemporaneo, per dirla storpiando un antico verso di De Angelis stesso. Spietata frase, algebra della parola, digesto dell’esistenza, redazione del niente che assume forme cangianti e sempre ultimative, sommatoria che trascende il numero, alfabeto del divenire e dell’essere non contrapposti, così come nell’amato Lucrezio si disponevano le moltitudini dentro l’inafferrata unità: ‘Incontri e agguati’ è il risultato più alto e l’acquisizione ultima della nostra contemporaneità, non soltanto italiana.” http://amzn.to/1ALY3ge

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