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August 24, 2015 at 04:09PM

Secondo me il prossimo romanzo va così, è un’estensione quantitativa di questo e comunque io tento questo in forma di prosa, anche se non mi avvicinerò neppure a questo Genïo:

Da un immoto fragor di carrïaggi
ferrei, moventi verso l’infinito
tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi…
un silenzio improvviso. Ero guarito.

Era spirato il nembo del mio male
in un alito. Un muovere di ciglia;
e vidi la mia madre al capezzale:
io la guardava senza meraviglia.

Libero!… inerte sì, forse, quand’io
le mani al petto sciogliere volessi:
ma non volevo. Udivasi un fruscio
sottile, assiduo, quasi di cipressi;

quasi d’un fiume che cercasse il mare
inesistente, in un immenso piano:
io ne seguiva il vano sussurrare,
sempre lo stesso, sempre più lontano.

(Giovanni Pascoli, “Ultimo sogno”, da “Myricae”, 1891-1903)

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