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October 18, 2015 at 10:23AM


Thomas Ligotti, il cui “Teatro grottesco” è il primo titolo pubblicato da Il Saggiatore, è il passato e il presente e il futuro della letteratura che si trasforma in stati mentali e immagini disincarnate ma più solide e inquietanti della carne. Chiunque ha letto la trilogia dell’Area X di quell’esploratore mentale che è Jeffrey Vandermeer (in Italia è pubblicata da Einaudi) trova con Thomas Ligotti l’onda dell’entusiasmo al nero, alla “Carnival”, alla Lovecraft riattato in suburra kafkiana. A proposito, una soddisfazione personale che mi concede la pubblicazione italiana di questo genio del “weird”: vorrei sfatare un falso mito della mia contemporaneità da quindici anni almeno: Joe Landsdale sta a Thomas Ligotti come la mia Graziella del 1978 sta a Curiosity su Marte o come la seconda serie di “True detective” sta alla prima.
(Enorme traduzione di Luca Fusari, a mia detta uno dei cinque migliori traduttori dall’angloamericano in Italia).

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