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December 02, 2015 at 11:39AM

Una riflessione politica su Milano. Ciò che io prevedo, se il PD punta sulla candidatura del gestore Expo ed ex city manager della Moratti, ovvero Giuseppe Sala, detto Beppe, un nomignolo che io avrei avversato dagli esordi, in quanto è orripilante, il che infatti ho fatto, essendo una persona molto diversa da Sala e non avendo dunque gestito Expo né la città per la Moratti. Io prevedo che “Beppe” Sala privatizzi municipalizzate e/o metta certe persone nei consigli d’amministrazione e, nella mia insignificante opinione, si tratterà di persone vicine o appartenenti a Comunione Liberazione. D’altro canto, l’illuminata strategia del Partito Democratico romano, che sta combinando l’incredibile sull’affaire delle amministrative milanesi, può fare sì che il signor Sala si faccia la sua lista civica, vinca e abbia il controllo totale sulle medesime nomine. La soluzione al busillis orrendo, che io temo di vedere all’orizzonte e che secondo me si vede all’allucinante comportamento di Giuliano Pisapia, uno che decide che non fa il sindaco al secondo mandato e credo intenda ambire al ruolo di ministro di grazie e giustizia o equivalenti istituzionali – la soluzione, dicevo, sono le primarie del Partito Democratico stesso. Lì si verificherà probabilmente questo: l’incantamento a priori che la “gente” è felice di subire da qualunque gerarchia sempre, in questo caso dall’uomo solissimo al comando. Per quanto mi concerne, qualche mese fa, pensavo: che bello sarebbe Stefano Boeri sindaco e Pierfrancesco Majorino vicesindaco. La realtà fa di meglio: è candidato sindaco direttamente Piefrancesco Majorino. Quindi ritengo che siano semplicemente sconci i tentativi del già ex sindaco Giuliano Pisapia di promuovere a candidata di partito una sua assessora, quando esiste un suo assessore già candidato. La condotta di Giuliano Pisapia è secondo me, e dico *secondo me* e con tutto il diritto di esprimere una valutazione personale da liberissimo cittadino, semplicemente immorale, in questi anni di gestione della città. Non parlo della giunta, parlo direttamente del sindaco, parlo del signor Pisapia, un uomo sposato con la signora Pisapia. Spero perciò che si tengano le primarie, che l’esperienza migliore di Milano negli ultimi vent’anni, cioè la risposta all’emergenza per migrazione, abbia continuità (la si deve proprio a Pierfrancesco Majorino) e possa fare da punto principiale per una gestione umana e sensata di questa città che, a mio modesto parere, con “Beppe” Sala o con eventuali uomini della destra, diventerebbe un incubo sognato da un lombardo (cassoela epato-tossica, dané, via i negri, sgomberi, Lupi in branco feroce e infido, ex comunisti folgorati sulla via del Damascato, etc.), una Detroit o Kinshasa di provincia in salsa brianzola, una Vladivostok che mette la umlaut sulle u, un catino di alienazione definitiva, un traforo di parcheggi alla cazzo, chilometri e chilometri inutilissimi di ipocrisia in orma di pista ciclabile, un allevamento forzato di piccole menti digitali che non si sa se siano native o meno, una tecnocrazia in grisaglia che si ricorda di Tino Scotti, uno svuotamento, una abissalità.
Che i vertici non comprendano che non è sufficientemente vincere, ma essere veri, è incredibile, come sempre. Confido nell’esercizio di democrazia unico possibile oggi: quello non istituzionalizzato. Le primarie sono un esercizio di democrazia non istituzionalizzato. Fatele e non rompete i coglioni.

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