I ragazzi al camp di Utøya

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Aggiornamento del Pinterest dedicato a “La vita umana sul pianeta Terra”: http://www.pinterest.com/giugenna/la-vita-umana-sul-pianeta-terra/

I ragazzi al camp di Utøya il 21 luglio 2011, 24h ore prima della strage compiuta da Anders Behring Breivik. Ne avrebbe uccisi 68 e feriti 110, di cui 55 in modo gravissimo. Breivik spadroneggiò sull’isola, unica persona con armi a disposizione, per più di un’ora e mezzo, prima che a fermarlo arrivasse il corpo scelto da Oslo.

“La vita umana sul pianeta Terra”: il board Pinterest

PinterestE’ on line un board Pinterest interamente dedicato al romanzo “La vita umana sul pianeta Terra”. Verrà arricchito continuamente nel corso di questi mesi, fino all’estate. E’ possibile visionare nella colonna qui a destra, sotto le icone dei social, una piccola finestra che riporta gli ultimi aggiornamenti caricati su Pinterest. Qui sotto, la medesima finestra in un altro formato:

Follow Giuseppe Genna’s board La vita umana sul pianeta Terra on Pinterest.

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Sul libro collettivo intorno a “La vita umana sul pianeta Terra”

Schermata-2014-04-07-alle-12.41.03Questo che scrivo è dedicato a coloro che si sono detti interessati al progetto di un libro collettivo che mappi una costellazione letteraria a partire dall’occasione offerta dall’uscita de “La vita umana sul pianeta Terra” (se interessati: http://bit.ly/1ft31hM). Non si tratta di promozione, marketing, vendita. Specifico qui di cosa si tratta. Anzitutto, amiche amici: grazie! Siete molti più di quanto mi aspettassi! Esiste una idealizzazione, anche in termini quantitativi, della cosiddetta “condivisione” e VENTI PERSONE CHE HANNO VOGLIA DI PARLARE DI LETTERATURA oggi sono in realtà tantissime. Davvero vi ringrazio. Puntualizzo qui alcune questioni che emergono, circa l’operazione di creare un discorso collettivo in Rete che è destinato a diventare libro..
Non si tratta ovviamente di glosse a “La vita umana sul pianeta Terra”: figurarsi se sono così deviantemente narcisista! E nemmeno si tratta di promozione. Si tratta invece di un duplice processo, che tenta di modificare la forma-romanzo (o la forma-libro) mediante un’esperienza di senso. Io non sono allenato a fatiche sensate e politiche come il collettivo Wu Ming, che secondo me in questi anni ha agito alla perfezione sulla “distribuzione”, cogliendo la forma politica che essa ricopre in maniera centrale nel nostro tempo (si pensi che per “L’armata dei sonnambuli”, appena uscito da Einaudi, sono calendarizzate 100 presentazioni, il che non è marketing). L’altro modello di mutazione della distribuzione lo sta praticando Aldo Nove con il suo “Tutta la luce del mondo” Tour (il libro è appena uscito da Bompiani) e si tratta di questo: distruggere lo “spettacolo” a favore dell’esperienza di bellezza. Non dispongo dei contatti per organizzare un simile apparato itinerante e cerco di cogliere da Aldo il nucleo generativo di questa iniziativa, che proprio non è marketing: si tratta dell’esperienza di senso e di bellezza. Ora, quello che ho sperimentato da quando lavoro sul Web (1995) è che proprio attraverso la Rete è possibile non costruire il falotico, l’illusorio o lo spettacolare di nuova specie, bensì un’esperienza di tipo diverso, che può anche essere profondamente emotiva e intellettuale. Mettendo gratuito “Medium” su Lulu.com, per esempio, io concentro il perimetro di questa esperienza nel ring doloroso e gioioso della morte di mio padre e le risposte arrivano lì, anch’esse cercano l’incontro nello spazio “morte del padre”: centinaia di mail, inviti a incontri con gruppi di lettura di “Medium” in carcere, incontri con persone – un abbraccio per me memorabile, un’esperienza continuativa (dura ancor oggi, sia pure con minore intensità, risalendo al 2007 il libro). Non è la vendita di un romanzo e nemmeno la promozione che qui contano: direi anzi che esse diventano veicolari di un’esperienza, perdono centralità. Quindi l’idea che “La vita umana sul pianeta Terra” sia causa occasionale (proprio in senso aristotelico: ciò alla presenza del quale avviene qualcosa) di una discussione letteraria tra teste stimate e/o amate, beh, mi sembra l’unica risposta che io nel mio piccolo possa dare a un’esigenza di “allargamento” e ricentralizzazione del discorso e, quindi, del testo – un testo che non coincide con il testo del libro, il quale funge da pretesto, essendo stratificato in un certo modo: c’è il cerchio del “nero” letterario (Breivik come rappresentazione oscena in genere “nero”) e quindi c’è la questione dei generi; c’è il presente in dialettica con il testo; c’è il sociologico come nemico letterario; c’è l’ingaggio poetico contro le norme dei “topos” romanzeschi; c’è l’opzione metafisica – e così via. Non intendo affermare che il libro sia bello o complesso o riuscito: è secondario, questo, appartiene al regime del gusto. Intendo dire che i “luoghi” in cui mi sono disposto a scrivere sono in realtà quelle stratificazioni, che ci sono non come questioni di esiti estetici, ma in qualità di nodi problematici. Non è un romanzo a tesi, però certe tesi mi interessano e vorrei discuterne. Infine, se il libro va in edizione tascabile, sarà possibile inserire come appendice la discussione tra di noi? Questo mi interessa come “modificazione della forma editoriale”, la quale è esistita qualche decennio del Novecento ed è percepita dagli addetti ai lavori quale “forma unica e nobile” del processo editoriale. Chiedo perdono per la lunghezza della risposta, ma forse è il caso di chiarire bene che non intenderei proporvi nulla di mercantilistico o promozionale…
Vorrei anche dire a tutte tutti di non menarsela circa le proprie competenze, è fondamentale scartare questioni di autostima, è proprio il lavoro sull’io che si cerca di fare. Pensate alle competenze emotive e non cognitive, pensate a quello che vi interessa e all’eventuale incontro con la costellazione che fomenta un testo occasionale come LVUSPT.

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Il libro collettivo “La vita umana sul pianeta Terra”

vitaumanaameAmiche amici, avendo intenzione di creare un volume collettivo di discussione letteraria, che ha per causa occasionale “La vita umana sul pianeta Terra” (esce il 6 maggio da Mondadori), vi chiedo chi sarebbe interessato a eventuali chat a cinque con me oppure desidererebbe partecipare a thread. Ho ispezionato Reddit e Quarantadue e al momento mi pare che l’oggetto nel merito sia minimo rispetto all’ampiezza della piattaforma (a meno che Gianluca Neri non mi dica che no, che bisogna usare Quarantadue :D). Sapendo *all’incirca* quante persone sono interessate a intrecciare discussioni che finiranno in un libro cartaceo e digitale su Lulu e Amazon, calcolo se: 1) fare un blog dedicato al libro a commenti aperti o mediati; 2) fare un tumblr o un pinterest che ha qui la sede di commento (si vedano gli esempi di “Fine Impero” su Tumblr e su Pinterest); 3) semplicemente usare una categoria dedicata del mio sito www.giugenna.com. A quanti lettrici e lettori ambisce questo progetto: credo realisticamente una ventina di voci competenti. Che faccio?

Proposta a Lettrici e Lettori: un libro collettivo su “La vita umana sul pianeta Terra”

Cover LA VITA UMANA SUL PIANETA TERRA di Giuseppe Genna (Mondadori Strade Blu)Vorrei fare questo alla pubblicazione de “La vita umana sul pianeta Terra”, che uscirà in libreria il 6 maggio (vd: http://bit.ly/1m4ITtQ): aprire un luogo del Web di eventuale confronto con interessate e interessati (probabilmente su http://www.reddit.com), organizzare qualche videochat a cinque con persone che davvero hanno voglia di discutere con me del libro (anche se gli fa schifo, ma in modo motivato e serio), utilizzare Facebook e Twitter (per feedback) e il sito http://www.giugenna.com ed eventuali mail che mi arrivano a proposito del romanzo – e quindi: riaprire l’account su Lulu.com dove sta “Medium” (vd il “progetto Medium”) e pubblicare un’antologia di commenti e discussioni e pareri, avendo come autori «Giuseppe Genna & Lettori de “La vita umana sul pianeta Terra”». Tale neo-libro sarà gratuito in digitale e al costo puro di spedizione se lo si vuole cartaceo. Se il romanzo poi finisce in tascabile negli Oscar Mondadori, non è detto che non si possa lì pubblicare in appendice il testo di Lulu, ammesso che testimoni di una discussione seria coi lettori e le lettrici che avranno avanzato dubbi, interpretazioni, domande o risposte. Se vi piace partecipare, sappiatemelo dire. Ad alcune e alcuni, a mio insindacabile giudizio (sono il Papa di Me Stesso) posso anche inviare le bozze in pdf. Nel caso la cosa possa interessare anche a vostre amiche e/o amici, vi invito a fare girare questa proposta. Proviamo un’esperienza, l’ottica è questa e non la si scambi per una prospettiva pubblicitaria o celebrativa di romanzo e autore del romanzo.

Per “La vita umana sul pianeta Terra”: un Reddit?

Il subreddit dedicato a "True detective"
Il subreddit dedicato a “True detective”

Richiesta di opinioni sincere alle amiche e agli amici di Facebook. Il 6 maggio esce per Mondadori il mio nuovo romanzo, “La vita umana sul pianeta Terra” (http://bit.ly/1m4ITtQ). Pensavo di fare qualcosa, visto che è prevedibile che non avrò recensioni e/o attenzioni particolari dai media cosiddetti tradizionali. Gianluca Neri propone un subreddit sul suo http://www.quarantadue.it, oppure un AMA sempre alla Reddit (http://goo.gl/U0TdYk). Io penso che non ci saranno tante lettrici o lettori interessati a discutere o a porre domande. Reddit è formidabile quando il fenomeno è vasto, come nel caso di “True detective” (vd link: http://www.reddit.com/r/TrueDetective/) e non nel caso di un libro di Giuseppe Genna. Per “Fine Impero”, che era edito da minimum fax, scelsi una installazione volutamente abnorme e priva di socializzazione (http://ift.tt/11YQLV5). Inoltre va considerato che non sono autore da tour e miliardi di presentazioni ovunque, tanto più che devo pure scrivere un saggio entro giugno. Voi cosa consigliate? Faccio qualcosa on line o no? Siate sinceri… e scusate per il disturbo!
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Il testo introduttivo a “La vita umana sul pianeta Terra”

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Ecco l’aletta che Antonio Franchini, il direttore della narrativa Mondadori, mi ha fatto l’onore di scrivere a introdurre “La vita umana sul pianeta Terra”, il nuovo romanzo in uscita il 6 maggio per l’amata Strade Blu. Potrebbe sembrare un testo d’apparato e invece è per me la più folgorante e unitaria interpretazione di tutti i titoli che ho pubblicato, di tutto il mio percorso letterario. Per questo ne sono così felice. Ecco il testo:

“Un uomo nero attraversa queste pagine e ne è il protagonista, al tempo stesso schiacciante ed evanescente. Il suo nome è Anders Behring Breivik. Incarnazione ennesima e depotenziata del Male Assoluto, degenerazione contemporanea, rigida e contraffatta, di qualche remota saga nordica, filtrata dall’inespressività 2.0, l’autore della strage di Oslo e di Utøya nel luglio del 2011 è persona fisica e simbolo. Giuseppe Genna lo ha ascoltato, letto, seguito, studiato e provocatoriamente incrociato con gli elementi sparsi di una propria autobiografia che modifica radicalmente i protocolli della autofiction praticati all’epoca di ‘Assalto a un tempo devastato e vile’ e di ‘Dies Irae’. Il risultato è un’opera che fonde narrativa, lamento funebre e lacerti di un poema epico popolato di figure reali e di spettri. ‘La vita umana sul pianeta Terra’ rappresenta il punto di arrivo di una ricerca letteraria ed esistenziale che ha in ‘Hitler’ il suo primo tempo. Attraversando affermazioni e teorie deliranti, enigmatiche o di trasparenza assoluta, il lettore è colui al quale tocca ricomporre un puzzle di vita quotidiana e orrore, un disegno nitido e sfocato a seconda di come, di quando lo si guarda, a seconda dell’animo con cui lo si interroga.”

La cover de “La vita umana sul pianeta Terra”

Cover LA VITA UMANA SUL PIANETA TERRA di Giuseppe Genna - Mondadori

Ecco il “piatto” della copertina Strade Blu di Mondadori per “LA VITA UMANA SUL PIANETA TERRA”, il nuovo “romanzo” in uscita il 6 maggio. Si tratta di un “A sangue freddo” 3.0, almeno nelle intenzioni. Il soggetto di copertina (non quello a sinistra, che sono io) permette di compiere un secondo passo dopo “Hitler” (Mondadori) e quindi rimanda alla dissoluzione del soggetto di copertina a sinistra (che è “Io”). Spero che piacerà alle lettrici e ai lettori eventualmente interessate/i.

“Entriamo nelle tenebre del pianeta Terra”

“True detective” e il nuovo libro

Ho finito le bozze e mi sono accorto che, in un capitolo scritto in stile giornalistico (si tratta di una cronaca abbastanza peculiare) avevo aperto una parentesi, ipotizzando la costruzione di un thriller a partire dai fatti criminali di cui andavo appunto scrivendo. Si tratta, in questa veloce parentesi, della trama abbozzata di un romanzo nel romanzo, praticamente identico a “True detective” per personaggi temi e strutture. Non è una parentesi lunga e me ne ero totalmente scordato. “La vita umana sul pianeta Terra” è stato consegnato a Mondadori a inizio gennaio 2014, quel capitolo era stato scritto ad agosto 2013. Leggerlo nelle bozze mi ha turbato. Anche il fatto che io abbia scansato a priori, e abbastanza sdegnosamente, la possibilità di narrare “alla” “True detective” mi ha turbato. Per annichilire il turbamento, mi dedico a un riassunto per video del serial tv più artistico a cui abbia mai assistito, “True detective” appunto. Serve anche a supportare un piccolo lavoro che, con un amico scrittore, sto per realizzare intorno alla serie…

Correggere le bozze de “La vita umana sul pianeta Terra”


Correggere le bozze de “La vita umana sul pianeta Terra” è esaltante e orrendo. L’ultimo libro che scrivo sul male affatica la revisione e gli occhi sono stanchi, bendati di stanchezza. Tutto è compresso e sospettabile. Cautamente vanno suturate le ferite del testo e aperte altre lesioni. Vanno inflitti colpi, che provochino ematomi. Tutto ciò è secondario, impercettibile quasi, ma alimenta un clima del testo. E’ esaltante infliggere tagli, estrusioni dell’io, rimpolpamenti. Il regno del testo è un’esperienza intensa. E’ un libro breve, compatto, va affrontato a sangue freddo. Il sangue testuale è fatto di ritmi e immagini, di allusioni e silenzi, una fonica mentale che è in contrappunto alle strutture. E’ bello e fa schifo. La pena trascina avanti la lettura, alcune volte si aprono chiari di bosco, nella selva del testo. E’ ciò che di centrale ho nel mondo qui e ora, e mi spinge ad abbandonarlo. Strano nomadismo, strana permanenza…

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