Tragico classico, nuova tragedia: cosa devo fare

Più trascorrono i giorni e più, nelle turbinose brume esistenziali che attraverso in questo periodo, nel nero più cupo mi perdo a pensare a un nero ancora più cupo, che è l'oggetto narrativo prossimo venturo su cui sto riflettendo: non l'iper-romanzo che impiegherò quattro anni a pensare e a scrivere, ma un romanzo che uscirà …

L’insondabile opera da compiere: stracciare Aristotele

Le righe che seguono sono tratte dalla Poetica di Aristotele (1, 4 e 9) e mettono sul piatto il problema che devo affrontare nell'intraprendere (dopo lo studio e la meditazione dell'immensa materia) un libro, a cui ho accennato, che mi pone gravissimi problemi drammaturgici e di rappresentazione: "L’epopea e la tragedia, come pure la commedia …

Grazie, sorelle

Poiché il progetto a lungo termine (tra i 3 e i 4 anni), di cui a precedenti meditazioni (qui, qui, qui, qui e qui) procede innalzandosi a uno stato di immaginazione omogenea e continua e sottile, è dato accennare che ho cominciato a lavorare su un libro immane, a cui da anni penso e intorno …

Io sono Datta

Tre sono le fasi che sciolgono il cosiddetto "nodo del cuore". Prima di queste tre, una fase preliminare, lunghissima e confusa, che è arrivare a comprendere che c'è un nodo del cuore e che il lavoro (e sto parlando del lavoro scritturale o creativo, e allo stesso tempo esistentivo) è sciogliere. Non creare il pieno: …

Aspirando a Walser

"Lasciai il mio scrittoio o stanza degli spiriti, e discesi in fretta le scale, diretto in strada".La stanza degli spiriti, dove scrivo, comunica una tetraggine da laboratorio anatomopatologico, da gabinetto alchemico in cui fallisce l'operazione prima. I pensieri confondono il reale (diciamo "la struttura di base": e cioè il lavoro, essenzialmente) e ciò che profondamente …

Mancassola: Rileggendo il Dies Irae

di MARCO MANCASSOLA[dal sito ufficiale di Marco Mancassola] Ho letto il Dies Irae di Giuseppe Genna due volte di fila, nel corso dell’estate, ed era una cosa che non facevo da anni. Praticamente da quando ero ragazzino. Negli ultimi tempi mi era successo solo con racconti audiovisivi (Mulholland Drive, oggetto di visioni ripetute e ravvicinate …

“Cuore troppo signoreggiato da un sembiante”

"Quelli affetti erano guisa padroni di tutto me e incorporati colla mia mente, che in nessun modo né anche durante il sonno mi poteano lasciare. Svegliatomi prima del giorno (né più ho ridormito), mi sono ricominciati, com’è naturale, o più veramente continuati gli stessi pensieri, e dirò pure che io avea prima di addormentarmi considerato …

Scrivere nell’oltrelinguaggio

Ricevuto l'S.O.S. di Kafka, recepisco ora un'istruzione. Essa è semplicemente un prodromo che permette di comprendere come e cosa sia il continuum vuoto a cui guardo, secondo svolte della scrittura recentemente consumatesi, ma preparate per un decennio almeno. L'istruzione è un banale commento all'opera del neoplatonico Proclo. Dice così e non augura buona fortuna:Le concezioni …

S.O.S. Kafka

"Prima non capivo perché la mia domanda non ottenesse risposta, oggi non capisco come potessi credere di poter domandare. Ma io non credevo affatto, domandavo soltanto". Questo punto di svolta è enunciato da Franz Kafka negli Aforismi di Zürau (in economica Adelphi usciti quasi tre anni orsono) e sta a bilanciare questo estremo pensiero: "Questa …

Quinta meditazione sull’iper-romanzo a venire

L'ossatura di Moby Dick è necessariamente veterotestamentaria? Questa è la vulgata critica: sì, non si prescinde dai riferimenti biblici nell'esegesi del testo di Melville, che a sua volta è un'elaborazione dinamica e ipernarrativa dell'esegesi. Di questo sguardo morto, perché novecentesco, non mi interessa nulla, se penso a quanto ho da fare con una materia che …

Quarta meditazione sull’iper-romanzo a venire

Dopo le precedenti meditazioni (qui, qui e qui), mi rifaccio a un forum sull'ermetismo, in cui trovo definizioni simboliche del bianco che, nel caso di Moby Dick [nel quadro simbolico a sinistra, ingrandibile cliccandoci sopra: l'evidenza delle due fasi alchemiche Nigredo e Albedo], interrogano ulteriormente e la domanda che si solleva è: a quale fase …

Terza meditazione sull’iper-romanzo a venire

Dopo questa e questa, io che non sono battezzato e nemmeno simpatizzante cattolico (altra cosa è invece il rapporto che intrattengo con il nucleo esoterico del Cristianesimo pre-Nicea), mi affido alle riflessioni di un grande esegeta cattolico contemporaneo, cioè Gianfranco Ravasi. Che nel brano seguente affronta uno dei vari buchi neri dell'interpretazione veterotestamentaria, cioè Giona. …