Genna USA: il New Yorker su ‘Ishmael’

[Una recensione di In the name of Ishmael è uscita su The New Yorker. Non dispongo dell’intera versione, al momento. Ne traduco un estratto]
newyorker.gifishmaelusa2.gifQuesto thriller barocco, ambientato a Milano e in cui i misteri sembrano continuamente trasudare dal terreno, si apre con due eventi apparentemente privi di connessione: la scoperta del cadavere di un bambino assassinato e sepolto sotto una lapide di guerra, all’altezza della crisi missilistica di Cuba, nel 1962; e, quattro decenni dopo, l’omicidio di un uomo in una strada, mentre si sta preparando un vertice internazionale. I capitoli si alternano nel racconto dei due detective incaricati di investigare. Il tortuoso plot – che tra l’altro coinvolge club sadomaso, sette occulte e assassini – ha il suo perno nella figura storica di Enrico Mattei, uno dei condottieri industriali dell’Italia del ’62, morto in circostanze sospette per incidente aereo. (…) L’autore, poeta e giornalista, scrive con un’energia fibrillante e propulsiva, ed è capace di fermare l’attenzione del lettore agghiacciandolo anche soltanto con un’unica immagine – come accade quando descrive, sulla scena dell’incidente aereo di Mattei, gli alberi: intatti, che grondano sangue.