Il lungo viaggio di MEDIUM: tradotto e pubblicato in Bulgaria

Il sito di MEDIUM
Acquista MEDIUM in forma cartacea a € 9.19 (più spese postali di € 4.98) presso Lulu.com (l’autore non guadagna un centesimo né dalla vendita del libro né dalle spese)
Scarica gratis l’intero testo di MEDIUM in Word con ipertestualizzazione
Scarica MEDIUM integrale in pdf
Tutti i capitoli di MEDIUM on line e ipertestualizzati su questo sito
L’indice di tutto MEDIUM pubblicato su questo sito

Sono felicissimo di annunciare che è stato raggiunto l’accordo ed è stato firmato il contratto per l’edizione bulgara di MEDIUM, che sarà pubblicato dall’editore Fenix Design, per la traduzione di Petia Stoianova Lakova. Mai avrei immaginato che un libro come MEDIUM, pubblicato secondo modalità insolite (in Rete e in print on demand), saltando a pié pari l’editoria italiana, avrebbe avuto un destino all’estero. Va sottolineato che, al momento, sono attivi e avanzati contatti in Francia e Germania per la pubblicazione del libro. Da ieri, si muove qualcosa in Inghilterra. Il modello con cui MEDIUM, in queste nazioni, rischia di essere pubblicato è identico a quello che lo ha portato ad essere acquistato da un editore di Sofia: si tratta di una storia. Da questa storia, che esige condizioni particolari, possono essere tratte utili indicazioni su una trasformazione in corso nell’editoria globale. Vale la pena di raccontare questa storia e di ragionarci sopra. Detto che MEDIUM è un atto simbolico e che il progetto che ne è scaturito non è che un iniziale passo in un contesto molto più vasto e consolidato tradizionalmente, ciò che ne derivo è l’apertura, per ora minima, di una crepa nell’esistente: non potrà che allargarsi.
Ecco, dunque, come un libro, ipertestualizzato e shareware, a zero guadagni per l’autore nella versione print on demand, ha incominciato il suo lungo viaggio…


Evidentemente il sito su cui sto scrivendo è letto da persone insospettabili, da amici di cui mai immaginerei navigazioni sulle pagine della mia centralina on line. Invece è così. La traduttrice e interprete Petq Lakova, per esempio, è tra queste persone. Dopo una lunga esperienza lavorativa italiana, è tornata a Sofia, dove vive molto più felicemente che nel nostro Paese. I suoi amici sono un gruppo di intellettuali – figura paradossale che in Bulgaria esiste ancora. Lakova ha contatti con l’editore di qualità Fenix Design e gli ha proposto l’acquisizione dei diritti del libro. Avendo pubblicato Nel nome di Ishmael in Bulgaria, un minimo di notorietà intorno all’autore esiste, se non altro a livello editoriale. E’ stato quindi raggiunto un accordo e stabilito che il progetto MEDIUM, anche in pubblicazione estera, proseguiva e anzi intensificava il suo valore simbolico. Così si è giunti all’accordo con l’editore bulgaro: l’anticipo e gli importi andranno intestati alla Fondazione Galateia, che si occupa dello sviluppo umanistico di bambini orfani o con problemi gravi, in particolare i bambini degli istituti Doganovo e Pencio Slavejkov di Sofia. Il sottoscritto, dunque, continua a non percepire un euro per la vendita del libro. Ora ci sarà da impegnarsi nella traduzione: piena disponibilità è stata data alla traduttrice Petq Lakova, affinché riesca a riportare gli echi impliciti nel testo, che sono evidenziati dall’ipertestualizzazione dello stesso.
La vendita in Bulgaria può sembrare una delle classiche variabili impazzite e bizzarre che la Rete può veicolare rizomaticamente. Ci sono però almeno due elementi fondamentali, sul piano prettamente editoriale, che vanno rilevati. Il primo: in Bulgaria esiste un tetto alla traduzione e pubblicazione di testi stranieri, e tale tetto è annuale e commisurato all’uscita di non più di 150 titoli. MEDIUM, dalla Rete, scalza un titolo straniero e si infila in quei 150 libri. Il secondo aspetto è più legato al mercato: la Bulgaria è comunque all’avanguardia, tra i Paesi slavi, per quanto concerne l’elaborazione culturale e spesso fa da ponte alla vendita di titoli in Russia.
Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la sostanza del progetto MEDIUM, che, come detto più volte, è simbolico dal punto di vista dei contenuti e vuole porsi all’avanguardia nello stabilire possibilità letterarie per il Web 2.0, superando il modello di podcast vigente e facendo cadere a pioggia sulla realtà qualcosa che è artisticamente attivo on line.
Vorrei anche sottolineare che confido notevolmente nel percorso che potrebbe condurre MEDIUM alla traduzione e pubblicazione in Francia e in Germania. Anche in questi casi, è andata come con la Bulgaria: singole persone hanno letto MEDIUM on line, hanno acquistato la copia cartacea, hanno deciso di proporre l’acquisizione del libro a piccoli editori di qualità con cui erano in contatto. Dall’Inghilterra, caso che ha ripetuto le modalità appena accennate, arriverannole difficoltà maggiori, ma la persona che mi ha contattato è estremamente competente, determinata e gentile – ed è sempre il traduttore, come nei casi francese e tedesco.
L’altro giorno, discutendo con un’amica scrittrice di un editor che segue le tracce delle scoperte on line e le propone al suo superiore, meditavo sul fatto che non è possibile che ci si limiti a questo: è un atto ritentivo, non comprendo come e perché si debba sfruttare la competenza di determinati osservatori che operano in Rete per fare il proprio lavoro, non pagando pegno agli osservatori medesimi. Valga lo stesso per i contenuti. l’unico consulente editoriale che ha letto MEDIUM prima della sua pubblicazione on line e in print on demand ha sentenziato che della Stasi, della DDR e della “magia rossa” a un editore non può fregare di meno (e da quel momento, via il film Le vite degli altri, si parla continuamente di Stasi e DDR). Non che queste pratiche siano illegittime, ma si dimostrano patentemente riduttive e cieche. Poiché MEDIUM dimostra che lo spazio per un’assalto del comparto letterario italiano, a prescindere dalle vendite dei titoli, esiste eccome. La cecità dell’editoria italiana è supporre che si possa prescindere dalla qualità del testo: la risposta canonica rispetto alle sollecitazioni in direzione di questa aggressione al mercato internazionale, è che “se il libro prima non ha venduto in Italia, all’estero non lo acquistano”. E’ uno di quei truismi assurdi dell’editoria, come quello per cui un libro di racconti non vende, salvo poi corteggiare Valeria Parrella perché, da una casa editrice non grossa, con due raccolte di racconti, va clamorosamente in classifica e finisce allo Strega. Non che MEDIUM rivoluzioni alcunché. Il valore del progetto risiede nella fattibilità dello stesso: si può fare, lo può fare un singolo autore, figurarsi una grande casa editrice. Per farlo, tuttavia, la grande editoria dovrà allargare le proprie modalità di proposta e recepire il nuovo che, onda anomala ancora distante dalle rétine dei direttori editoriali italiani, si abbatterà sulle coste e sulle città del Belpaese.

Annunci