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September 07, 2015 at 10:12AM


Non so se essere deluso o esaltato: la trama del prossimo libro di Don DeLillo, “Zero K”, in uscita a maggio 2016, ruota attorno allo stesso “fatto” intorno a cui sto strutturando la continuazione del “Dies Irae”, il cui acronimo del titolo è “E. (d.i.e.d.m.)”. Del resto non so di cosa potrei occuparmi in questo complesso e decisivo passaggio storico della specie occidentalizzata, algoritmizzata, pronta alla traslazione fuori dalle grammatiche testuali (per questo mi sorprende il fatto che il titolo di DeLillo non sia “0K”, con la cifra anziché la parola). Io, comunque, vado avanti, anche se il nuovo protocollo di narrazione, per l’appunto non grammaticale secondo testualità, mi impone di vacillare come un bimbo che sta imparando a camminare. Non essendo DeLillo e osservando lo stato di cose della ricezione letteraria in questa nazione (non in occidente in genere: proprio in questa nazione), c’è da attendersi delusione o, al meglio, silenzio. Non c’è purtroppo altro modo di continuare il “Dies Irae”.

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