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Solidarietà a Roberto Saviano e una proposta: “Contro #Salvini”

Dei singoli migranti, che si ammazzano pur di approdare in Europa, il Ministro delle Interiora non conosce i nomi o i volti e non si dà pena di riconoscerne i pensieri e i sentimenti ma di infliggere loro quella più crudele, mettendo a repentaglio bambini uomini e donne. Di Roberto Saviano, invece, l’aspirante tirannide conosce bene nome cognome e fisionomia, ma soprattutto le idee e le parole. Così arriva a minacciarne più puntigliosamente la vita, ventilando l’ipotesi che allo scrittore di “Gomorra” sia tolta la scorta, ora che Matteo Salvini dispone delle chiavi per compiere questo atto indegno e mostruoso. Stiamo assistendo a una drammatica e quotidiana erosione dei diritti, per bocca di se questo è un uomo. Non si tratta di propaganda, come interpretano gli imbelli strateghi del partito cosiddetto democratico, che non comprendono fino a che punto non esista comunicazione, ma fattualità: ogni flatulenza sovranista è una premessa maggiore al mutamento ontologico del regime democratico. Nemmeno i vergognosi alleati di governo di questo Venerdì 13 suprematista pronunciano una parola netta e definitiva contro questo abominio, che non ha pari negli ultimi trent’anni di storia italiana. Arrivare a colpirne uno per educarne milioni è un’antica strategia intrinsecamente fascista, a prescindere dal colore delle pistole che esplodevano un simile proiettile. Bisogna andare ben oltre, dunque, la solidarietà a Roberto Saviano: bisogna presidiargli ulteriormente il diritto all’esistenza. Posso farlo in quanto collega di Saviano: sono uno scrittore come lui e con le armi che mi mette a disposizione la scrittura ho una residua possibilità di porgere aiuto. Fossi un agente di polizia, mi metterei a disposizione per fargli gratuitamente la scorta. Non lo sono, io combatto con idee e parole. Formulo qui un appello a Saviano stesso e alle scrittrici e agli scrittori italiani: realizziamo tutte e tutti, insieme, un compendio urgente e acuminato dal titolo “Contro #Salvini”. Sappiamo benissimo che possiamo farlo e renderlo disponibile al più presto. Sappiamo anche che possiamo infittire le presenze personali ovunque in Italia, pur di presentare e divulgare un’analisi che smascheri l’orrore di cui si sta facendo promulgatore questo interprete neocatilinario. “Usque tandem, Salvini?”. Prego amiche e amici di diffondere questa proposta, che umilmente avanzo al corpo intellettuale del Paese.

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