Amorosa mancanza

ff.jpgSerata dove non visto sto, assiso immobile nel tempo che si ripete muovendosi, sempre il medesimo tempo, e matura l’assenza più acuta presenza, mentre ridono dei frutti salmastri e delle gradazioni di umanità che non appartengono più, mai più a me. Lavoro non finito, opera non finita, legacci densi di fumo altrui che è mio, la condizione solitaria nel gelo del ritorno, quando la protezione è sfumata non resta che la comprensione da pari a pari e questa manca perché tu non sei dove il desiderio modella per te perfetta la nicchia del tuo corpo che manca, l’angolo cieco sotto il labbro di te non tradita mai e per questo sono irriso e stanco della negazione, la maturazione e la lenta crescita che non scambia l’impossibile con l’impossibile, lo sbaglio verbale con la cecità istantanea, che perdura a testimonianza, e il buio amico e cavo dove io e te siamo amico e amica, il tempo rituale dell’emulazione e dell’unificazione che è altro da ciò che abbiamo trattenuto in noi, lo scavo destinato a qualunque zaffiro o aglio incastrati nel mozzo sporco di fango.
Non compreso, dunque, se non da te, irriso, mentre gli altri spalancavano le ostriche delle loro risa e divagavano in ampi cerchi d’assedio, non ridotto a niente poiché niente sono, punto che sta e ti osserva perché osserva sé, cerco la comprensione gentile della tua carne muta che radia luce, le tue labbra mute che rilasciano la parola dolce, la dolcezza sinuosa che si muove come un’ombra la notte se agitata, il gesto dell’eleganza che significa il bene, l’abbraccio tremulo che desidera essere compreso e io anche desidero essere compreso avvertendo il tremito dell’abbraccio fallace, che entrambi diciamo fallace. Perché lo diciamo fallace? E spalancando, solo, la porta della casa conosciuta e cava
qui è l’impossibile unione
di sfere d’essere, in atto,
qui sono il passato e il futuro
conquistati e riconciliati,
qui dove l’azione altrimenti
sarebbe movimento di ciò
che solamente è mosso da altro e non ha
in sé fonte di movimento,
spinto da forze demoniche,
sotterranee. E l’azione giusta
è anche libera
da passato e futuro.
Per noi è lo scopo, questo,
che non si raggiungerà mai qui;
noi che non siamo sconfitti
soltanto perché abbiamo continuato
a tentare, contenti alla fine
se il nostro ritorno nel tempo
dà vita a un suolo che ha senso.


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