MEDIUM – 14. VIAGGIO AL CENTRO DEL PIANETA

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VIAGGIO AL CENTRO DEL PIANETA
“Lo sai che moriremo tutti nel 2012?”
“Cosa?!”. L’aereo è decollato da pochi minuti.
“Nel 2012. E’ fissata per quell’anno la data della fine del mondo. Ci restano cinque anni per amarci”.
Non riesco neanche a risponderle. Adoro quando fa così, quando Federica scherza con l’aria di chi detta leggi scientifiche, e lo fa spesso. Impossibile comprendere quando scherza e quando no e, se scherza, dice che sono ottuso, non capisco. E’ il suo mestiere: fa l’attrice. L’ho conosciuta sul set di un film girato da un amico regista, nel icogoogleearth.gif Pavese: un film in costume, le riprese dovevano cogliere una situazione da fine della Seconda guerra mondiale e invece erano tutti in abiti e capigliature ottocentesche. Lei stava lontano, recitava, lo sguardo perduto nel vuoto, sulla soglia di una villa, un piede sul gradino d’entrata e uno sul terreno, vestita di grigio e con una piega dei capelliV che ricordava Jane Austen. Bianca. Pallidissima.


Cadevo nella venerazione.
Una dea bianca, una forma assoluta.
Rifletteva luce, mi accecava.
Dea regina, portatrice di luce, lunare e divina, che corre di notte, si aggira nell’aria, notturna, portatrice di fuochi inestinguibili, fanciulla, occhi di astri, crescente e calante, femmina e maschio, splendente, madre e figlia del tempo, portatrice di frutti, luminosa, triste, che rischiara, ti accendi alla notte del mio sguardo, sinuosa che tutto vede, ama la veglia, dispensatrice di beanza, che ogni cosa porta a compimento, ornamento della notte, guida delle menti e degli astri, dall’ampio manto, dal sottile moto cardiaco, fanciulla sapientissima: pregavo: vieni, beata, benevola, dagli occhi di astri, il tuo splendore rifulgente salvi il tuo nuovo supplice, fanciulla.
E sragionavo.
Chiesi il contatto all’amico regista.
Ci scrivemmo molte mail prima di incontrarci e al primo incontro, sempre sul set, in una scala buia le carezzai il volto perlaceo e lei sorrise con un pudore che non conoscevo da anni, ribussava ai miei pensieri un desiderio di ieri
Per due anni non ci fidanzammo. Ero nel mio buco nero, concentrato su me stesso. Mi dava ansia occuparmi di una persona che mi volesse bene e lei mi voleva bene. E c’era mio padre a cui badare, le continue visite all’Oncologico, le terapie, avevo abbandonato il grande editore compiendo un salto nel buio e in un anno avevo scritto tre libri e mezzo. Stavo male. Languivo solitario a casa, privo di prospettive, e la rifiutavo. Federica ascoltava i miei malesseri con una delicatezza partecipe sospetta: sospettavo che fossero i suoi.
Poi accadde qualcosa, pochi mesi prima della morte di suo padre, e dunque pochi mesi prima della morte del mio. Mi sciolsi. Intrecciai l’abbraccio. Accettai l’apertura, l’accoglienza, e accolsi. Dal primo istante ebbi la sensazione di non essere più solo, anche se lei abitava lontano da me, a Mantova, e trascorrevo il tempo al cellulare. Con dolcezza affrontavo le sue crisi progressive, che fuoriuscivano come lava incandescente, a fiotti violenti, a partire dalla morte del padre.
Era una congiunzione che aveva qualcosa di mistico, non solamente di erotico o emotivo. Avvertivo la sua presenza continua, senza intervalli, un filo cristallino verticale che attraversava un unico essere, me e lei insieme, ed era la nostra autentica natura: silenzio trasparente.
Per i due anni in cui avevo rifiutato il rapporto con lei, ero giunto a manifestazioni grottesche del mio disagio, costruite per allontanarla da me, dal mio male, dal mio contagio. Ero teatrale e la umiliavo e continuavo a domandarmi perché non scomparisse definitivamente. Mi autopercepivo come una bruttura umana, per di più assoluta, cioè irrimediabile. Non era plausibile che una qualsiasi persona potesse starmi accanto. La presenza silenziosa di Federica non era farmacologica, non mi terapeutizzava. E a tutt’oggi non riesco a spiegarmi il discioglimento repentino, quel pomeriggio in cui morii dal desiderio di lei, in cui fummo una cosa sola.
Nel frattempo si era fidanzata con un altro. Era una mascheratura, l’ennesima, che crollò alla morte del padre. Il padre di Federica identico al mio: etilista come il mio, affetto da tumore al fegato come il mio, laureato in geologia come il mio, i medesimi atteggiamenti, il medesimo psicotico rinchiudersi in sé per anni, la percezione di una muta e inqualificata accusa nei nostri confronti: noi, i figli che hanno colpa. Io mi ero difeso con un malessere continuo, ubiquitario; Federica aveva schierato intelligenza e mascherature, posture non sue, nascondimenti. Eravamo fraterni nella capacità di occultamento e, quindi, l’avevamo svelata e còlta l’uno nell’altra. Finché non era rimasta incinta, in quel modo impossibile, pur prendendo la pillola, le sue crisi erano potenti e avevano il potere di abbattermi. Le sue insicurezze facevano tremare le mura del fortilizio che lei era diventata per me. La condivisione spontanea di tutto, questa naturalezza semplice che per la prima volta spartivo con una donna accanto veniva bombardata con scientifici colpi di maglio: pianti, stati di confusione, domande sul futuro a cui era impossibile rispondere.
Tutto ciò mi sorprendeva. Pensavo che avrei reagito a una simile preterintenzionale corrosione delle sicurezze tra noi due con un rifiuto figlio del mio disagio. Invece ero intenerito. Vedevo me in lei. Abbracciavo una bambina che non era mia figlia e nei cui confronti non ero il padre. Era un mutamento radicale del mio asse planetario, un’inversione dei miei poli magnetici, il corrispettivo preciso della mia reazione così dolce alla morte di mio padre: inesplicabile tenerezza.
La fine dell’umanità è fissata per il 2012 a causa del mutamento del magnetismo terrestre”.
“Ma chi lo dice, Fede?”
“La scienza. E i Maya”.
“Cioè?”
“Dal giugno 1981 i poli magnetici hanno iniziato a spostarsi”.
“Cosa?!”
“E’ così. Il polo nord va a fare il polo sud e viceversa. Negli anni Sessanta, alcuni geologi erano sicuri che la Terra passasse periodicamente attraverso simili capovolgimenti e sostenevano questa loro affermazione basandosi su campioni di fossili, di ghiaccio, particelle magnetizzate incuneate in determinati posti nella roccia terrestre. I geologi erano così sicuri di questo fenomeno, che tracciarono una mappa degli ultimi 4 milioni e mezzo d’anni ed il risultato fu che la Terra era passata attraverso questi capovolgimenti polari per circa 14 volte. Quell’intuizione ha trovato oggi conferma. Oggi prove recenti, reperite all’interno dei ghiacci della Groenlandia e dell’Antartico, permettono di affermare che questo mutamento accadrà nell’imminenza. Sappiamo che i poli si stanno effettivamente muovendo ora. Non sappiamo esattamente che cosa questo comporti, perché, anche se è già accaduto per 14 volte negli ultimi 4 milioni e mezzo d’anni, non è mai accaduto con una popolazione umana consapevole ad assistere al fenomeno”.
“E’ Peter Kolosimo, questo…”
“No, è oggi. I poli si muovono tra 5 e 8 gradi, si sono dovute rinumerare le piste degli aeroporti per farle corrispondere esattamente alle scritte magnetiche che vedono i piloti. Il primo aereoporto degli Stati Uniti che ha attuato questo è stato quello di Minneapolis/St. Paul, dove si sono spesi qualcosa come 85mila dollari per rinumerare le testate delle piste. Gli scienziati non hanno idea dell’impatto con la griglia elettronica ed elettromagnetica. E, peggio ancora, non sanno nemmeno che cosa ne sarà del sistema immunitario dell’essere umano. Alcuni sistemi di cura alternativi hanno mostrato un collegamento tra il magnetismo ed il sistema immunitario, probabilmente connesso ai campi magnetici della Terra. Esperimenti sull’attività cardiaca di umani in stato di sonno hanno messo in relazione l’aumento della pulsazione terrestre e l’incremento dei battiti del cuore. La Terra ha un battito cardiaco. E’ la frequenza sonora della Terra, che sta aumentando con molta velocità. La frequenza sonora di base conosciuta con il nome di Risonanza di cavità Schumann, identificata già nel 1899. Dal momento della sua scoperta al 1940 questa frequenza è rimasta inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavità Schumann avrebbe già superato i 10 hertz e continua ad aumentare. L’aumento della risonanza di cavità Schumann è accompagnato dalla diminuzione del campo magnetico terrestre.”.
“E come si arriva al 2012? Continua a essere un’affermazione alla Kolosimo…”
“Da questo punto di vista molte tradizioni predicono o sentono o immaginano che ci stiamo avvicinando ad un tempo che viene indicato come il tempo della Grande Pulizia. Finisterrae. Nell’antichità i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica toccherà i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero.
Secondo il geologo Gregg Braden, il Punto Zero sarà associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico. Con questi parametri così bassi la Terra cesserà di ruotare. Nonostante ciò, la gravità del pianeta non sparirà in quanto essa è governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel pieno mezzo del Ciclo. Ora questo Grande Ciclo è in dirittura d’arrivo. I mutamenti saranno enormi. Gregg Braden non scarta la possibilità che il nostro pianeta possa smettere di roteare per poi iniziare a farlo in senso opposto. Se il pianeta smetterà temporaneamente di ruotare avrà una metà illuminata e l’altra metà al buio per l’intera durata dell’inversione di rotazione”.
“E’ un fenomeno è descritto migliaia di anni fa dagli antichi. Tutti i miti parlano della Terra ferma, del Grande Buio…”
“Il ricercatore scientifico Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire o ignorare molti eventi geofisici. Desborough ha calcolato la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungerà lo zero. Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi. Pochi ne sono a conoscenza”.
“E tu? Come ti sei informata su queste cose? E’ esoterismo scientifico”.
“Sbagli. E’ pura disinformatsija in stile sovietico. La notizia dell’imminenza del rovesciamento è disponibile a chiunque la cerchi. In Rete si trovano dati oggettivi. Solo, nessuno è stimolato a cercare una simile informazione. Nessuno immagina”.
“Paranoia alla Peter Kolosimo…”
“Sono stati effettuati calcoli raffinati. La transazione causerà epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, a causa del temporaneo blocco della rotazione del pianeta. Colleghi di Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia già ora toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell’idrogeno in elio. Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l’intera galassia”.
“Citi i contemporanei, ma i Maya mi lasciano perplesso. Sono cazzate new age, Fede…”.
Le nubi, sotto la pancia ampia dell’aereo, corrugate come terra coperta da una nuova, totale glaciazione. Il sole nitido colpisce attraverso l’oblò.
“Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra. I calendari maya (che risalgono a circa 18mila anni fa), egizi (circa 39mila anni fa), tibetani, cinesi e di altre civiltà conducono direttamente e concordemente al nostro periodo: siamo in prossimità della fine. In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo che denominavano Assenza di tempo, in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel settembre del 1981 e avrebbe condotto al cambiamento il 21 dicembre 2012”.
“Nel settembre ’81 mio padre era in RDT”.
mediumicoaudio.gif Siamo 12.000 metri sopra la superficie di un pianeta il cui battito cardiaco sta aumentando al parossismo. Siamo prossimi all’infarto miocardico acuto del pianeta, dopo quello che ha colpito i nostri due padri, di me e di Federica.
Chiedo: “In pratica, cosa succederà?”
Si avrà l’impressione che il tempo scorra più velocemente più ci si avvicina al Punto Zero. Un giorno di 24 ore apparirà come un giorno della durata di circa 16 ore o meno. La Risonanza Schumann, detta anche ‘battito cardiaco di Madre Terra’, si fermerà a quota 13. E’ imminente. Dopo il Punto Zero, il sole sorgerà ad ovest e tramonterà ad est, approssimativamente”.
“E Kolosimo? Cosa prevedeva di altro?”
“Puro soprannaturale. La fine diventa un nuovo inizio. E’ il regno del futuro che si ribalta. Il balzo del Punto Zero, sostiene Kolosimo, ci introdurrà nella quarta
dimensione. In essa, ogni cosa si pensi o si desideri si manifesta all’istante. Sia che si tratti di amore che di paura. La nostra intenzione sarà della massima importanza. La maggior parte della tecnologia che conosciamo smetterà di operare. Il nostro corpo fisico cambia mentre ci avviciniamo al Punto Zero
. Il nostro DNA muterà, raggiungerà i 12 filamenti. Si creerà un nuovo corpo leggero. Il calendario Maya predisse tutti i cambiamenti che stanno accadendo adesso, predicono che supereremo l’età tecnologica, tornando ai cicli naturali dell’universo. Entro il 2012 saremo entrati nella quinta dimensione, dopo il passaggio alla quarta dimensione in coincidenza col Punto Zero. Secondo Kolosimo, tutte queste informazioni non devono risultare allarmanti. Bisogna essere preparati ai cambiamenti che porteranno alla nuova era. Stiamo andando aldilà del denaro e del tempo dove i concetti basati sulla paura si dissolveranno del tutto”.
“Il comunismo realizzato per processi geomorfici…”
“Il comunismo realizzato nel soprannaturale. In quello che ora chiamiamo soprannaturale…”
Aeroporto di Tegel.
Nella hall circolare, cercando l’uscita.
La mia concentrazione esclude perfino Federica.
Sono qua per me. Sono qua per lui.
So dove andare. Il mio Contatto a Roma mi ha fornito nominativi, indirizzi. Mi ha allertato. Ha detto: “La Stasi esiste ancora”. Un’affermazione da Peter Kolosimo. Mi viene da sorridere.
Aufgang. Frecce luminose. Tapis roulant.
Abbiamo poco bagaglio. Ci fermeremo per tre, forse quattro giorni. Faremo i turisti. Sono certo che non perverrò a niente.
Neon. Cartelli. Finalmente: le porte a vetro, immense, girevoli, dell’uscita.
Affrettiamo il passo, Federica sembra affaticata.
Pelle d’oca sul collo.
Qualcosa non va.
Avverto nell’aria sguardi distanti puntati su di noi.
Mentre mi volto per controllare, fingendo un impaccio col bagaglio (a ovest, a sud, a est, a nord: nessuno ci guarda, ma sento di essere osservato), Federica si arresta, a pochi metri dall’uscita.
E’ sbiancata, sembra incapace di respirare.
Farfuglia.
La faccio sedere su un carrello portabagagli.
Dice: “La pancia”.
Dice: “L’addome. Le fitte”.
Poi si guarda attorno. Stranita. Sembra un umano provenuto da un altro tempo. Penso a una congestione per l’aria condizionata del volo.
Dice: “Non è così”.
“Cosa, Federica?”. Sono agitatissimo.
Sguardi su di noi.
“L’aeroporto… Cosa hanno fatto? Non è così… Non deve essere così…”
Lo sguardo è assente. La pupilla è dilatata. Cerco un medico, ma lei mi strattona il braccio, mi ferma, dice: “I militari… I militari dove sono?”
“Quali militari?”
“Ma come quali? Gli americani… I tedeschi occidentali… I cani lupo…”
Sta parlando da prima che il Muro cadesse. E crollo quando chiede: “Dov’è Mattei? Dove è andato? I biglietti li ha lui… Le istruzioni… Dov’è Mattei?”