Esce per il Saggiatore “Composita solvantur” di Franco Fortini

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Sta per fare il suo ingresso in tutte le librerie, e quelle on line e quelle di una volta, uno dei testi poetici più importanti del Novecento, “Composita solvantur” di Franco Fortini, edito nella collana Le Silerchie de Il Saggiatore. C’è una stupenda postfazione firmata da Pier Vincenzo Mengaldo. In più di vent’anni di mia personale attività professionale in editoria, questo è il libro più importante e meglio realizzato a cui io abbia prestato in qualche modo opera e segnala l’esperienza di massima eccellenza all’interno della mia esperienza lavorativa (va detto che il precedente era ugualmente saggiatoriano: “Millimetri” di Milo De Angelis). La direzione editoriale, illumninata e illuminante, di Andrea Gentile, la cura e la velocità e l’acribia e la stesura di una quarta stupenda da parte di Andrea Morstabilini, lo sguardo revisore di Damiano Scaramella, l’opera grafica di Fabrizio Confalonieri: non è una catena produttiva, bensì un gruppo di professionisti e intellettuali al lavoro. E’ infatti in vigore all’interno della casa editrice il Saggiatore, senza interruzioni di sorta, un discorso a più voci sul farsi della letteratura, su filosofia e produzione culturale, che ai miei occhi ha un unico antesignano, quando ebbi l’onore di partecipare nei Novanta all’officina degli Oscar Mondadori, nella stagione in cui a guidarli erano Massimo Turchetta, Antonio Riccardi e il mefistofelismo arricchente di Ferruccio Parazzoli.
Se faccio tanti nomi e mi riferisco a esperienze professionali editoriali, è perché oggi, tempo in cui “il mercato è in crisi” e “nessuno legge più” e si fondono Mondadori e Rizzoli per la disperazione, bisogna verificare che esiste la possibilità di praticare ai massimi livelli qualitativi ciò che una volta, per errore, fu detto “industria culturale”. Questi anni, che, e credo ciò sia incontrovertibile, sono ben distanti dall’idea di umanismo e di cultura testuale, sono gli stessi anni in cui la poesia e la prosa e la produzione di immaginario e di discorso teorico si fanno più pure, affilate e penetranti. Per quanto concerne il luogo in cui mi è dato compiere questa esperienza, e cioè la casa editrice il Saggiatore, il ringraziamento per tutto ciò va di necessità all’editore, che è Luca Formenton, senza la cui impostazione conoscitiva ed emotiva non si darebbe per me una simile occasione di profondità.

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