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June 01, 2015 at 10:35AM


APPELLO PERSONALE A COMPERARE “INCONTRI E AGGUATI” 1 GIU 2015 DI MILO DE ANGELIS (AUTORE)
Formato Kindle EUR 6,99 — — Copertina flessibile EUR 15,30

E’ giugno, il giorno verticale del primo e esce e preme, ancora preme identico a se stesso, fuoco poetico, in questa gioia di me ai dodici anni quando, Lo Specchio, era fatto di carta di sabbia e un cammeo laccato, con una mano vivente solarizzata, in una tisi dell’ottocento e femminile (questa è la grazia), con un identico respiro di me in ginocchio, faticosamente quasi ansimando, dietro lo scaffale della poesia in libreria, Rizzoli, nella galleria Vittorio Emanuele rannicchiato, tra “chi?” e “come?”, un ragazzino di stinchi raggrincito lì in ginocchio e chino su di un libro di poesia Mondadori, Zanzotto o altro: quella fatica che manca, quell’istante, quella vigilanza. Uguale a allora è questo giorno di “Incontri e agguati”, libro di poesia, di Milo De Angelis, il poeta, atteso all’una di notte davanti alla finestra grande di me grande verso un cortile privato di ogni infanzia e respirando a cagnolino annegando ho atteso questa ora decidendola e l’ho acquistato con un solo click. Si spalancava digitale. Pagina in pagina divenendo altro: la stessa cosa muta, la stessa cosa esatta, la stessa cosa, con i miei stinchi invecchiati chino verso lo schermo privo di ogni infanzia, questo libro né muto e calcolato, verticale sprofondando nello sguardo verso i pixel orizzontali. Ecco le parole, di Milo: “Polfer”, “figlio mio”, “ustione del fiore reciso”. Lo lessi tutto istantaneamente. Avevo letto sempre, obliquo, come potevo secondo quanta tangenziale Est mi potevo dare con le secanti nella mia esistenza: niente. Questo discorrere delle carceri tra la tangenziale e l’orsa, minore. Le macchine fanno vedere la poesia oggi da sempre a giugno. E fecondamente mi torna la sua infanzia di giaggiòlo nelle langhe, con le lingue misteriose e multiple. Eccolo il libro dove andava avanti – un infinito, esserci: fora niente, niente fora mente e risponde con esattezza la parola “suono”, la parola che è “cruciale”, tutte le parole che nel libro di Milo De Angelis non sono oggidì, stili, divinazioni: fai un tema, inizia dai cinque sensi, compera il quinterno di fogli protocollo – ecco: è questo. Muoio in lui indefinitamente da quando penso: “io”. Questa era di poesia dedotta, dalla sua carne grigia che io vidi!, quei denti smagriti, quella fronte ossea, quell’affossare dello sguardo di nocciola, quanta paura della sua siringa dentro il braccio disossato, quanto sacramento delle vene negli ottanta, quando lavoravo alle telefoniche con il suo libro davanti spalancato sulle voci della ricerca Nielsen, di mandato in mandato ero precario con delle lire all’ora, e la cornetta grigia della S.I.P., un istrione non c’entrava niente e c’era, un’euforia obliqua in una maggiorana, non piacermi e andare avanti, sul campo sportivo Giuriati la mia infanzia con lo zio, schermidore e rugby, circolando su una pista di atletica in terra bruciata: io correvo ansimando di curva in curva ad anello davanti allo spalto vuoto, le sette di mattino, prima di recarmi in nero a Mondadori. Avevo ventisei anni. Questo era l’incontro, questo l’agguato. Questa notte lo schermo proiettava me tra le ampie falcate bianche del poeta Milo, di cifra in cifra, lo pubblica Mondadori anche in ebook.
[“Incontri e agguati” di Milo De Angelis è in vendita da oggi 1 giugno 2015 e si acquista qui: http://amzn.to/1KxAYxV%5D

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