In morte di G.: una poesia

In morte di G. il 5 maggio ’17

Ritorna, salma, ritorna assediata
nella casa che odiava sentiva le voci
inesistenti per dissigillarsi
pur essendo madre, no, uno scalpo
una scarnificazione
stare male, sentire i tessuti
con un suono vago di sinfonia sui fondi
casa o nosocomio o non so che comunità
dove andava a stare, assonnata,
nella terapia occupazionale.
La sua stereofonia emetteva Battiato
a un volume e adesso le vuotano la casa
è dissigillata e va nelle zone delle costellazioni
tra avverbi dubitativi va sentendosi astrale forse
prima che la carne sia decomposta dove la vedo io, non è, amore.

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