In morte e in vita di Andrea Camilleri

Un mio ricordo e giudizio sull’autore siciliano dal blog dell’università eCampus

[…] Ogni lettrice e ogni lettore hanno avuto in sorte di conoscere questo autore amatissimo in una forma precisa: quella dell’anziano. E dell’anziano con quella precisa fisionomia. Ciò ha permesso un’elaborazione precisa, in termini di immaginario collettivo: Andrea Camilleri è apparso da subito come un antico profeta, un Tiresia che strascicava le pronuncia, nella millenaria attitudine del siciliano che proviene da arabi e normanni, che ha visto milioni di paesaggi umani, che conosce i dolori del corpo e dell’anima. E’ apparsa storicamente coerente l’evoluzione di una patologia oculare degenerativa, di cui soffriva e che lo ha reso cieco: il profeta è cieco e Camilleri stesso commentò che, avendo perso la vista, ora tutto gli era più chiaro. C’era dunque una cifra biblica di questo macilento e splendido narratore, che connetteva la vista alla profezia e la profezia alla scrittura. Si trattava di un elemento che solo tangenzialmente era personale, poiché era veracemente archetipo, fondante, quasi pagano. La sapienza profana ai suoi massimi livelli […]

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