"Non credere mai che uno spazio liscio sia sufficiente per salvarci" è un precetto, più che un consiglio, che Gilles Deleuze [nel ritratto a destra] e Félix Guattari forniscono nel loro plurinterpretato Millepiani. Nasce dall'opposizione apparente di due fenomenologie dell'universale percettivo e, probabilmente, extrapercettivo, ovverosia extraumano: lo spazio liscio e lo spazio striato. Contro le …
Cristina Campo: fine della critica, analogia, figura
Salvatore Agresta (psicoterapeuta e saggista, di cui ricordo qui pubblicati il fondamentale intervento sul trauma e le osservazioni su Bion e la "testimonianza cieca" in Apocalisse con figure) mi segnala, con affetto impagabile, in merito al discorso sulla critica e sulla teoria della letteratura, un passo da Cristina Campo. E' interessante, ai fini del discorso …
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Allegoria, metafora, epica – Péter Szondi: Speranza nel passato: su Walter Benjamin
Di nuovo la metafora svolge una funzione particolare: il paragone porta l’uno verso l’altro il passato e il futuro, il presagio del bambino e la capacità conoscitiva dell’adulto L'allegoria aperta di cui Benjamin tratta, esplicitamente nel Dramma barocco e implicitamente ovunque nel corpus delle sue opere, ha subìto le più svariate interpretazioni. Molto spesso, tali …
Con la cacca al culo che ti segue
Ieri, mentre si discorreva di finta critica e fumosa polemica pseudoculturale sui quotidiani, la mia amica D. ha forgiato l'immortale e bilanciatissimo decasillabo del titolo (còl | la | càc | cal | cù | lo | ché | ti | sè | gue). Un finto novenario stercorario: poiché la materia della discussione era dopotutto …
Gramsci sul X canto dell’Inferno: ovvero, la critica in atto
Come si ragiona su un testo? In tanti modi. Avendo presenti idee e sentimenti di lingua, cioè di stile e retoriche, di forma, di struttura, di temi, di ombre inavvertite dell'implicito. Non concordo con una conclusione che sia una, tra quelle che Antonio Gramsci, in Letteratura e vita nazionale, trae esaminando il X canto dell'Inferno …
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L’interpretazione di Aristotele e la malattia occidentale
Per malattia occidentale intendo la disattenzione cronica, da parte degli eredi e sviluppatori dell'umanismo occidentale, di focalizzare l'idea vuota di coscienza e di di autoconsapevolezza, anzitutto laddove, come nelle arti, è essa il limite espressivo a cui l'uomo tende, per apprendere a stare di fronte al mistero e di sé e del mondo. L'interpretazione della …
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Don DeLillo: CONTRAPPUNTO
“Cosa succede quando l’introspezione raggiunge un’intensità tale da annullare il mondo circostante?” - è una non-domanda che Don DeLillo pone in chiusura del suo organismo saggistico-narrativo Contrappunto - Tre film, un libro e una vecchia fotografia (Einaudi, collana Arcipelago, traduzione di Matteo Colombo, 10 euro). Poiché non credo più al genere "recensione" e nemmeno all'intervento …
Inedito: “L’armonia delle sfere celesti e della rossa terra finale”
di Giuseppe Genna L’orizzonte rosso sahariano è interrotto da guglie sedimentarie, polvere di criosoto che si innalza a folate al vento, sotto il cielo azzurro, investito il territorio dal sole molto pallido, molto piccolo, la metà del disco a cui sono abituati gli umani e non esiste nessuno. Scisti di argille pressate immobili in ordine …
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La nudità
Ha detto un Maestro: E' così difficile riconciliarci con, tornare ad aderire a, rammemorarsi della natura? E della propria natura? E' difficile, a quanto pare, per gli umani. Provo a meditare con una metafora. Una forma di essenzialità umana è la nudità: noi non compiamo alcuna fatica a essere nudi. Così, a essere la natura …
Audiovideo – Antonio Porta: LEI CHE TE LO CHIEDE, OCCHI CONTRO OCCHI
• Correlati: La Porta è ancora aperta: per il ventennale di Antonio Porta "Quante volte ho provato una sensazione di profondo benessere nel condividere la preziosa formula heideggeriana del linguaggio come 'casa dell'essere'. Il linguaggio della poesia poteva apparirmi in quei momenti come il più confortevole (non importa se faticoso nella preparazione) dei modi di …
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La Porta è ancora aperta: per il ventennale di Antonio Porta
di GIUSEPPE GENNA La sera del 12 aprile 1989, diciannovenne, io ero a una riunione della rivista poetica milanese Schema. Erano altri tempi, rispetto a questi. La poesia contava socialmente, sebbene il declino transitorio (ma drammatico, se visto con lo sguardo di chi fa del presente una verità oggettiva ed eternizzabile) fosse già avvertibile. C'erano …
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Essere il no che sia il sì
Ora, di fronte alla magistrale prosa suggeritami da D. e che copio qui sotto, nessuno escluso, ma più di tutti gli autentici scrittori e intellettuali (ma quanti sono, in realtà?...), nessuno, affermo, può dirsi immune dalla situazione che viene descritta. Essa è stata dunque descritta: con indiscutibile oggettività. Alla descrizione corrisponde una realtà. La realtà …