Luca Canali su ‘il Giornale’: Dies Irae

L’ira funesta di Genna l’apocalittico
di LUCA CANALI
[da il Giornale, 20.4.2006]
canali.jpgIl poderoso libro (romanzo?) di Giuseppe Genna, Dies Irae (Rizzoli, pagg. 760, euro 17,50), fin dal titolo rivela una visione del mondo mistica, apocalittica, persino liturgica, ma pervasa, oltre che da un’indignazione e da una volontà di denuncia quasi giovenaliane, anche da una sottaciuta e severa pietà. Quanto allo stile e ai molteplici contenuti, si pensa subito, facendo tuttavia le dovute differenze, a due importanti libri, il primo addirittura fondamentale per la storia letteraria del secolo scorso: Ulisse di Joyce e Il 42º parallelo di Dos Passos.

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Dies Irae on the blog

191.jpgDopo l’incursione esistenziale e straordinaria che Gattostanco ha pubblicato su Bottega di Lettura, una nuova recensione firmata da Demetrio Paolin, che pone il problema della “generazione senza padri” (questione che mi stimola a rispondere: appena mi ripiglio dal tour di presentazioni…), appare sul meraviglioso sito della volonterosa accolita di lettrici e lettori trasformatisi in recensori; e poi, un pezzo su Vertigine di Rossano Astremo, precisissimo nei riferimenti, un intervento di Stefano Castelli che addita all’orizzonte della scomparsa dell’autore e del lavoro sull’io come forze che sostanziano il processo di mimesi in scrittura, e un articolo di Giorgio Tesen in Letture in corso: la ricezione del romanzo di Genna nei blog letterari che mettono sotto la lente il Dies Irae

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l’Avvenire recensisce Dies Irae

• GENNA, MODERNITA’ E SAPIENZA ANTICA
Lirica ed epica confluiscono in un racconto autobiografico che diventa anche una controstoria dell’Italia di oggi
di ALESSANDRO ZACCURI
[da l’Avvenire]
zaccuridi.jpgGli scrittori italiani, si diceva una volta, non sanno scrivere romanzi. Poi sono arrivati gli Ottanta, i beati anni del postmoderno. E i Novanta: l’età della fiction, la rivincita dei generi, l’affermazione del made in Italy narrativo. Non più intimoriti dall’idea di confezionare un romanzo, adesso i nostri autori stanno cercando di smettere, forzando in modo consapevole i limiti e le convenzioni del racconto. Una prospettiva da cui derivano libri abnormi e affascinati (si pensi al mastodontico Perceber di Leonardo Colombati) e da cui discende un’altra clamorosa inversione di tendenza. Se in passato era la poesia ad andare «verso la prosa», ora è la forma prosastica per eccellenza – quella del romanzo, appunto – a inglobare in sé la profondità della lirica e la vastità dell’epica. I generi si allontanano e all’orizzonte si profila un nuovo tipo di narrazione poematica, di cui il robusto Dies Irae di Giuseppe Genna rappresenta, allo stato attuale, l’esito più convincente e problematico.

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Com’è andata la presentazione alla FNAC di Milano

di EMMA

a38eb00b777404b1c2bc93f57d829a2c.jpgPremessa: Come potete vedere dalla fotografia qui a sinistra, ho superato me stessa nella totale imperizia. Comunque vi giuro che 1) non soffro di delirium tremens, 2) nonostante l’orario ero completamente digiuna (anche perché sono astemia), 3) si tratta di Giuseppe Genna che presenta il suo ultimo romanzo, Dies Irae, alla fnac. Anzi, ascolta Igino Domanin (dietro il ciuffo della tipa davanti a me, ma si intuisce la cravatta) che ne sta parlando, del suo romanzo.

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La Stampa sul Dies Irae

176.jpgSu La Stampa, il prestigioso storico Giuseppe Berta affronta il Dies Irae di Genna, in parallelo con l’ultimo libro di Bruno Arpaia: "La storia che proietta il racconto di Genna è trasfigurata e alterata, come se la si seguisse attraverso il velo e la mediazione degli allucinogeni e di psicofarmaci assunti senza controllo".

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Due libri rivisitano il nostro passato recente, con una capacita’ di svelarne il senso originale e diversa da quella degli storici di professione
• DAGLI ANNI DI PIOMBO A VERMICINO LA STORIA È ROMANZO
di GIUSEPPE BERTA

Non succede spesso di imbattersi in un romanzo – per di più in un romanzo di 500 pagine – che si conclude con una bibliografia comprendente decine di titoli di libri di storia e con una cronologia dettagliata che prende altre 15 pagine.

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L’immensa onda d’urto che non concede riparo

[Sulla Gazzetta del Sud, una lunga, articolata, profonda incursione nel Dies Irae e nel  ‘Paese postumo’, di cui si affresca l’ultimo venticinquennio.]

di GIUSEPPE AMOROSO
[dalla Gazzetta del Sud, 4 aprile 2006]

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154.jpgL’arco degli eventi epocali, gli orizzonti più vasti e lontani di un grande spaccato di storia recente si misurano scrutinando i fatti parcellari, il cammino di un uomo, di un dolore, il procedere lento e faticoso di un giorno che appare uguale a un altro, lo sbandamento di una linea retta, l’imprevisto che frana su una regola, un paesaggio lesto a decomporsi. Per raccontare la vita, la più pallida forma della vita o la sua sfera più magica, di cui non si conosce il ritmo planetario, occorre partire dalla cronaca, registrare le cose che si vedono e quelle che scompaiono se appena le sfiora il vagabondo fiele di un oltraggio.
Da una cronaca capillare e allertata e sempre sul punto di tendere a un altrove  prende l’avvio il poderoso, onnicomprensivo romanzo di Giuseppe Genna, Dies Irae, un fiume in piena, una vertigine di elementi, uomini concreti e simulacri, oggetti che urgono e idee e proiezioni docili o infette della mente, tra forti intenzioni, capacità mimetiche e parabole.

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Gattostanco su BdL: Dies Irae

di GATTOSTANCO
bdl.jpg[Gattostanco, uno dei blogger e commentatori più penetranti della blogsfera letteraria, partecipa a una nuova iniziativa che segnalo: si chiama Bottega di lettura, è un tentativo di lanciare sguardi sulla letteratura da parte di una volonterosa accolita di lettori e lettrici, un work in progress che, nel progress, ha infilato una straordinaria incursione nel Dies Irae, che mi onora, così come mi onorano i commenti al suddetto post, che potete leggere qui. gg]

Mia moglie è sulla soglia di casa in pole position per uscire. Saluti e bacetti.
Non resisto, il nuovo libro di Genna è uscito il giorno prima. Tentar non nuoce:
«Senti, non è che proveresti a cercare quel romanzo in una libreria, se ci passi davanti?»
Accetta e scatta verso il centro cittadino. A volte mi sembra un Mangusta al decollo per una missione impossibile e solitaria. Adoro affidare incarichi alla mia adorata sposa: se fallisce non mente. E io resto tranquillo. Vivo in provincia, dove la maggior parte dei buoni libri arriva "nei prossimi giorni" o resta ben nascosta o il distributore è di scarsa significanza o la evita. Interi cataloghi restano nell’oblio del doverseli ordinare un libro alla volta.
Al ritorno ricevo lo sperato dono.
"Dies Irae" di Giuseppe Genna (Rizzoli).

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Il DIES IRAE in ristampa!

copertinadi-thumb2.jpgSaranno le recensioni. Sarà il passaparola. Sarà il sito ufficiale. Sarà il sito della collana 24/7 (che consiglio di navigare per bene a fondo). Sarà il talloncino pubblicitario del Corriere. Fatto sta che il DIES IRAE va in ristampa. Ne erano state tirate 11.000 copie, ora siamo a 13.500. Devo perciò ringraziare tutti i lettori (Miserabili e non) che hanno speso fatica, sudore, e soldi per appropriarsi di una o più copie del mio romanzo: devo tutto a voi e ci tengo a dirvelo.
minindexassalto2.jpgDi contro, notizie negative sul fronte Oscar Mondadori: mi è stata annunciata la decisione di mettere fuori catalogo Assalto a un tempo devastato e vile e Catrame. La motivazione: venderebbero poco. Sono andato a controllare i rendiconti: non mi risulta affatto. Se la decisione dovesse dimostrarsi effettiva, in qualche modo farò qualcosa per rimettere in circolazione i due libri, tra i quali Assalto è quello che considero fondamentale (e, soprattutto, in dialettica esplicita col DIES IRAE) e che veramente mi lascia allibito non trovare in libreria.

«Vermicino cambiò l’Italia». Il nuovo romanzo di Genna

di GUIDO CASERZA
[da Il Mattino, 30/03/2006]
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Il personaggio è noto alle cronache culturali: si chiama Giuseppe Genna [clicca sull’immagine per ingrandire], classe 1969, potentissimo animatore Internet, divulgatore di letteratura nel web, narratore non poco inviso alla critica accademica, autore di thriller e di romanzi tradotti dagli Stati Uniti al Giappone. Dopo il recente successo dell’Anno luce (Tropea) eccolo nuovamente in scena con un romanzone pubblicato da Rizzoli nella nuova collana 24/7: si intitola Dies Irae (pagg. 716, euro 17,50) ed è stato scritto a un ritmo forsennato: una media di venti pagine al giorno per un mese.
Il libro racconta le vicende italiane dell’ultimo venticinquennio, dalla tragedia di Alfredino Rampi (il bambino che morì in un pozzo artesiano a Vermicino nel giugno del 1981) ai giorni nostri. In questo affresco si innestano anche temi privati, come rivoli di trame che scorrono sullo sfondo sociale e storico: sono le storie dei quattro protagonisti, due ragazze, un personaggio legato ai servizi segreti e l’io protagonista, in cui si proietta, autobiograficamente, l’autore.

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Giuseppe Genna: DIES IRAE

rep.jpgdi ALESSANDRO BERTANTE
[da La Repubblica – Milano – 29/03/2006]
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gennaspettro.jpgIl 12 giugno del 1981 a Vernicino, un piccolo paese del Lazio centrale, Alfredino Rampi cade in un pozzo artesiano lasciato incustodito, rimanendo bloccato a sessanta metri di profondità. I ripetuti tentativi per salvarlo, trasmessi in diretta televisiva alla presenza del Presidente Pertini, fermeranno la nazione che, commossa e sgomenta, assisterà alla tragica morte del bambino seienne. Comincia raccontando il triste calvario di questa involontaria icona mediatica degli anni Ottanta, Dies Irae (nella collana 24/7 Rizzoli), “giorno dell’ira” in latino, il nuovo, monumentale, oltre settecento pagine, romanzo di Giuseppe Genna, trentaseienne scrittore milanese con già all’attivo diversi lavori di narrativa e saggistica. Ma questo è il libro che segna un punto di svolta per l’autore, il quale finalmente libero dagli schematismi della scrittura di genere, dà vita a una storia complessa e ambiziosa, un percorso nella memoria storica e generazionale degli ultimi venti anni.

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Nel mondo informe di Giuseppe Genna dai giorni di Vermicino

copertinadi-thumb2.jpgdi FRANCESCO FANTASIA
[da Il Messaggero, 30/03/2006]
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gennagiuseppebassa.jpgUna saga corale che dal 1981 arriva fino ad oggi. Un racconto epico proiettato su un teatro umano vastissimo, brulicante di personaggi che hanno tutti qualcosa da dire e molto da soffrire. Con Dies Irae (edito nella nuova collana 24/7 di Rizzoli) Giuseppe Genna ci consegna un romanzo fluviale che prima fa esplodere la storia, i miti e la vita quotidiana dell’Italia contemporanea e poi ne ricompone i resti. Sotto gli occhi del lettore scorre un vorticoso rondò di figure vere e fittizie, di eventi e microeventi che scavano i loro tunnel clandestini, che aprono un varco all’interno della storia ufficiale dei nostri ultimi 25 anni.

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