Non so voi, ma io ho vissuto una certa quale giovinezza. [estate 2000, il me stesso con l'amata Amanda Lear]
Non sbattere il fascista in prima pagina, usa “anarchico”
Il 12 dicembre 1969, il giorno in cui sono nato, non passa mai. Passo io, morirò, il 12 dicembre '69, invece, non muore. Una strage fascista, condita di tanta cosiddetta democrazia cosiddetta cristiana, oltre all'apporto tattico e strategico di tanti cosiddetti servizi cosiddetti segreti, compresi quelli esteri, e cioè americani, fu addossata agli anarchici. Ne …
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Correità coetanea
Questo è il trattamento riservato da Erdogan ai soldatini che hanno ubbidito agli ordini e hanno eseguito il più risibile golpe della storia mondiale, il che sia detto dal punto di vista militare e strategico, non invece per gli effetti, che sono tragici. Questa immagine ne richiama altre: lo sappiamo tutti. Vorrei dare un avviso …
Ablazione dell’inserto
Arrivo alla clinica odontoiatrica di primo mattino: è sporca. E' sempre l'errore statale, italiano, lo si sa, e è l'ennesimo ospedale, dell'anno, luogo in cui la salute è incerta, messa a repentaglio nel momento in cui si tenta di recuperarla, è il segno, dei tempi, del luogo. Qui mi attendono sulla poltrona del paziente e …
Pokémon Go: l’orrore dei coetanei
L'orrore infinito a cui mi sottopongono i miei coetanei non è infinito affatto e avrà termine con la mia scomparsa fisica. Nel frattempo non mi risparmiano nulla. Per esempio, si propongono come avanguardia dell'esercizio più alienante che si possa immaginare oggi: sostituire il denaro con un gioco. Si tratterebbe della rivoluzione: via i soldi, giochiamo …
Improvvisa epifania della mia formazione andata
Al bar di Enrico, polivalente ventunenne di terza generazione italocinese, entra un sosia di Giacomo Giossi. La città è svuotata, luglienga. La cupola del cielo colore amianto dice: polluzione, tu sei l'animo milanese, sei futuro e sei passato, entra in me e ti farò conoscere la forma della perennità italiana. Il sosia di Giossi chiede …
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Dal fantasma morto al fantasma non nato
Appunti per il libro che si sta facendo. Per come e dove mi trovo, la questione si pone in questi termini: sostituire il fantasma del passato con il fantasma del futuro. Qui risiede l'epistemologia di un'opera che, in quanto desidererebbe essere tale, non avrebbe proprio da sorreggersi su epistemologie, a meno che l'epistemologia non fosse …
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«ADULTA INTENDO SCRIVERE I LIBRI NERI IO»: una poesia
«ADULTA INTENDO SCRIVERE I LIBRI NERI IO» Su fondamenta instabili tremavo, padre, e alla figlia indicavo abbagli, lanci d'ossa, cadere rapido di forze e oscure remore, infanzie, scosse. Credo nel sepolcro disfavilla. Salici nei fiumi amabili, pioggia scrosciare sa di sentire l'uno e l'altro su due rive posti, l'uno e l'altro, alti e fiorenti, pensieri …
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Un incipit per un Libro Atro – un inedito
Quando arrivai dormivano tutti, tutti. Presi possesso del mio letto nella grande camerata buia, a stento illuminata dalla luce lunare che penetrava attraverso finestroni alti, le cui cornici erano consunte e sistemate con lo stucco. La coperta è immaginabile: marrone indefinito, due strisce chiare, colore panna, longitudinali, quel certo gusto militare che va avanti negli …
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In morte di Yves Bonnefoy
Il 30 giugno: una giornata di assoluto dolore. (C'erano, è certo, le condizioni private per cui lo fosse.) Sperso, ho letto a notte fonda delle morti, avvenute in contemporanea, di due tra i massimi poeti al mondo, Yves Bonnefoy e Geoffrey Hill (proprio l'altro dì ne pubblicavo alcuni versi: qui), che ho assunto come sigillo …
Marco Magurno: “Diorama”
La mia generazione crebbe in una fase maturativa dell'epoca dello Spettacolo. Fu una storia nazionale e internazionale: gli schermi avanzarono verso l'osservatore. Le immagini eruppero. Il conformismo, che già sibilava la sua lingua venefica nella immota società borghese da decenni, con i suoi totem e i suoi tabù orrendamente prefigurati come fase definitiva della Storia, …
La Grande Paura: Corrado e i Kraftwerk
Tra il 1976 e il 1979 mi spaventai immensamente. In quel di "Domenica in", il rauco Corrado Mantoni, vestito esattamente come mio padre quando andava in ufficio all'assessorato Personale del Comune di Milano, apparve accompagnandosi con un bastone misterioso nero con una tacca di argento, che praticava il mesmerismo puro potente via tubo catodico, un …